La finanza globalista sta distruggendo l'Occidente e monopolizzando la sua ricchezza. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

La finanza globalista sta distruggendo l’Occidente e monopolizzando la sua ricchezza. Alberto Rovis

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E’ davanti agli occhi di tutti che l’Occidente non riesce a rialzare la testa, che lo sviluppo economico e sociale conosciuto nel dopoguerra sta cedendo il passo ad un lento ma inesorabile impoverimento globale nonché alla concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone e gruppi sociali.

Pensate davvero che tutto questo sia casuale?

Pensate davvero che il problema dell’Italia sia il debito?

Questa è soltanto propaganda, che permette al sistema di inculcare nella popolazione delle convinzioni sbagliate perché non si accorga della realtà, che è ben diversa.

Le teorie keynesiane permettevano una redistribuzione della ricchezza, prelevandola dall'alto e portandola verso il basso,, questo danneggiava le classi dominanti

Il periodo keynesiano

Dopo la crisi del ventinove e la grande depressione degli anni trenta, presero piede le teorie economiche keynesiane, enunciate da John Maynard Keynes nel suo libro Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta. Queste teorie rivoluzionarie furono applicate per primo dal geniale Ministro dell’Economia tedesco Hjalmar Schacht, a partire dal 1933, quindi nella Germania di Hitler, all’epoca devastata dalla deflazione, con risultati straordinari. Le stesse teorie furono alla base del New Deal, voluto da Franklin Delano Roosevelt, che permise agli Stati Uniti di uscire dalla crisi, e furono anche alla radice di quel Piano Mashall che consentì all’Europa di riprendersi economicamente, dopo una guerra devastante.

Ma non è tutto qui. Le teorie keynesiane vennero applicate nel dopoguerra da tutti i paesi europei, in primis l’Italia, e permisero quella grandiosa espansione del benessere che abbiamo conosciuto fino alla fine degli anni ottanta.

Che cos’è successo poi, che cos’ha bloccato questo meccanismo?

Le teorie keynesiane non andavano bene perché favorivano la ridistribuzione della ricchezza, dall’alto verso il basso, dalle classi più abbienti verso il popolo.

Nel dopoguerra le banche lavoravano per l’economia e per il benessere.

La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi era ostacolata, a beneficio della sua redistribuzione. Quindi ci voleva qualcosa che scardinasse questo meccanismo.

le teorie neoliberiste, un ritorno al passato, a danno delle classi meno abbienti e a favore delle classi domininanti

La riesumazione del neo-liberismo economico

Ci voleva il neoliberismo economico, la globalizzazione e le porte aperte allo sfruttamento di massa per rimettere in moto quell’odioso meccanismo di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi che era stato temporaneamente bloccato dalla diffusione delle teorie keynesiane.

Oggi siamo tornati al risucchio di ricchezza, dal basso verso l’alto, dai poveri verso la finanza predatoria.

E chi sono i più grandi teorici del neoliberismo e i più acerrimi nemici delle teorie keynesiane?

Ecco alcuni nomi: Milton Friedman, George Stigler, Ludwig von Mises, F.A. von Hayek, J.-L. Rueff.

E chi finanziò la diffusione delle loro idee, in tutte le università e nei think tank occidentali?

Le solite multinazionali e banche globaliste, i soliti benefattori e filantropi, la potente Mont Pelerin Society, tutti quelli che pensano al nostro bene e destinano a propaganda, migranti e società aperta gran parte del loro patrimonio. Ed ecco che dopo l’intervento in massa di queste brave persone, finisce il periodo di benessere per il popolo e riparte il risucchio di ricchezza dai poveri verso i ricchi.

E andrà ancora avanti per molto tempo, finché la grande finanza predatoria avrà tutto e gli altri niente.

Gli altri siamo noi.

 

di Alberto Rovis

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