Facebook crea Libra, una moneta virtuale planetaria. Perché l'Italia non può creare una criptovaluta al posto dei Minibot? Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Facebook crea Libra, una moneta virtuale planetaria. Perché l’Italia non può creare una criptovaluta al posto dei Minibot? Alberto Rovis

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Facebook ha svelato i suoi programmi per una moneta planetaria, che si chiamerà Libra, e che verrà lanciata entro il 2020.

La nuova moneta sarà basata sulla tecnologia bolckchain, ampiamente testata da Bitcoin e dalle altre valute virtuali, e sarà gestita da Libra Association, con sede a Ginevra.

Libra, la moneta emessa da facebook sostituirà le monete reali

Libra permetterà di pagare tutte le transazioni, non soltanto su Facebook, Instagram e Whatsapp. Infatti, ci sono alcuni importanti partner – del calibro di eBay, Uber, Lift, Spotify, Booking, Iliad, Vodafone – che hanno già confermato l’adesione a questo nuovo strumento di pagamento.

Molte altre aziende che operano a livello planetario stanno aderendo al progetto.

Libra è quindi destinata a diventare una valuta globale che coinvolgerà un bacino di utenza di oltre quattro miliardi di persone, molte delle quali sprovviste di un conto corrente.

I pagamenti verranno gestiti tramite un’altra società, Calibra, la quale si occuperà del controllo di tutte le transazioni.

Facebook, libra, la moneta virtuale

“Facile, veloce, stabile, sicura” sono alcune delle parole d’ordine usate dal gruppo di David Marcus, ex presidente di PayPal, chiamato da Zuckerberg nel 2014 per mettere a punto il progetto.

La nuova moneta permetterà a Libra Association di creare moneta dal nulla, svolgendo le funzioni di una vera e propria Banca Centrale, drenando immensi capitali nel mondo, senza alcun controllo da parte di governi o strutture sovranazionali di alcun genere.

Anche noi potremo creare un nostro portafoglio in Libra, cedendo i nostri Euro in cambio della nuova moneta, per effettuare acquisti o semplicemente per tenere i nostri risparmi.

Che cosa faranno Facebook e le altre aziende con tutti questi capitali, non è ancora dato saperlo. L’unica cosa che hanno svelato è che verrà emessa per “agevolare” gli acquisti, e che le transazioni avranno costi inferiori rispetto a quelli attuali.

Naturalmente, Amazon e gli altri gruppi globali, compresi i fondi d’investimento del calibro di BlackRock, si apprestano a fare la stessa cosa. Il mondo avrà quindi valute virtuali che sostituiranno quelle oggi disponibili, emesse dalle banche centrali, quali la BCE e la FED.

Quando avremo bisogno di soldi, dovremo quindi chiederli ai nuovi banchieri globali, che operano al di fuori di ogni tipo di controllo.

Ci chiediamo allora che cosa impedisca al Governo Italiano di emettere una criptovaluta tramite la Cassa Depositi e Prestiti, da utilizzare per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione e per introdurre nuova liquidità nel sistema.

I Minibot non piacciono a Draghi, e nemmeno a Tria, non li vogliono le banche, Moscovici li detesta. La propaganda si è mossa per tempo e in poche settimane i padroni dell’informazione hanno convinto gli italiani che questa soluzione non va bene. Le opposizioni hanno impugnato armi e penne.

Va bene, allora è meglio cambiare strada, visto che questa è già stata minata. Emettiamo criptovaluta.

Se lo può fare Zuckerberg, vuol dire che lo possiamo fare anche noi.

E se non va bene, il governo può sempre creare una società offshore per l’emissione delle criptovalute a cambio fisso e garantire la parità con l’euro. In nessuno dei due casi si verrebbe a creare nuovo debito e la Pubblica Amministrazione pagherebbe i suoi debiti rimettendo in circolo un po’ di liquidità. Immagino ci siano molte soluzioni possibili. Basta sforzarsi.

Così almeno nessuno potrà dire che somigliano ai soldi del Monopoli.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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