Chi guadagna col coronavirus? I soliti noti. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Chi guadagna col coronavirus? I soliti noti. Alberto Rovis

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Il primo marzo 2020 le borse mondiali, a causa delle speculazioni che si erano scatenate ovunque nel mondo, hanno bruciato 6.000 miliardi di dollari in una sola settimana.

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In realtà il peggio doveva ancora venire. In Italia le perdite più grosse si ebbero nelle sedute di metà marzo, quelle in cui Raffaele Jerusalmi lasciò aperte agli speculatori le porte della borsa valori.

Le perdite complessive in borsa

Cerchiamo di capire, sulla base dei dati disponibili, quali saranno le perdite globali in borsa e chi ci guadagna.

A fine 2019 la capitalizzazione mondiale di tutte le borse era di 85.000 miliardi di dollari.

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Se ipotizziamo una perdita complessiva prudenziale del 30%, inferiore a quelle che si ebbero nel 2008 e nelle altre grandi crisi finanziarie del passato, possiamo ipotizzare che per fine anno le perdite in borsa ammonteranno a 26.000 miliardi di dollari, vale a dire il 30% della capitalizzazione complessiva riferita al 31 dicembre 2019.

La domanda cui cercheremo di dare risposta è la seguente:

“Tutti perdono o qualcuno ci guadagna?”

Chi si arricchisce col coronavirus?

Quando si dice “la borsa ha perso 10.000 miliardi”, o “ha bruciato 10.000 miliardi”, come si usa in gergo borsistico, si dice una verità parziale.

L’affermazione è vera quando il prezzo cala perché nessuno vuole comprare quelle azioni. Il mercato è come paralizzato ed il loro prezzo quindi crolla.

Ad esempio, ho un’azione che vale 1.000 euro, ma nessuno la vuole, sono costretto a venderla a 600 euro e questo è il suo nuovo valore, c’è stata una perdita secca di valore di 400 euro. Sono stati “bruciati” 400 euro.

L’affermazione è falsa quando il prezzo cala perché c’è stata una speculazione. In questo caso, soprattutto quando ci sono le vendite allo scoperto, la perdita di valore delle azioni si trasforma in ricchezza, sotto altra forma.

Ad esempio, gli speculatori vendono allo scoperto (vendono quindi cose che non hanno) una marea di azioni che valgono 1.000 euro generando il panico tra i risparmiatori, quando il prezzo scende a 600€ comprano le azioni che avevano in precedenza venduto allo scoperto. In questo caso la borsa ha perso 400€, le azioni valgono ora 600€, ma gli speculatori hanno guadagnato 400€, vale a dire la differenza tra il prezzo di vendita (1.000€) e il prezzo d’acquisto (400€).

In questo caso la ricchezza non è stata bruciata, ma è passata di mano.

Quindi, in presenza di speculazione, dire che la borsa ha bruciato 10.000 miliardi di ricchezza è fuorviante, serve soltanto a gettare una copertura mediatica alla finanza predatoria. Infatti, la parola “bruciare” fa pensare che quella ricchezza è perduta, nessuno ha guadagnato.

Per quanto ci riguarda, il calo della borsa italiana di metà marzo era dovuto soprattutto a vendite allo scoperto, quindi era di tipo speculativo.

Si è trattato di una razzia.

La finanza globalista apolide si è organizzata e sincronizzata in modo esemplare per condurre una straordinaria operazione speculativa a livello planetario. I guadagni della speculazione, soldi veri sottratti al risparmio, possono essere ora reinvestiti nell’acquisto di aziende quotate in borsa, ma a prezzi di saldo.

Sono stati sottratti migliaia di miliardi ai risparmiatori ed all’economia produttiva, un vero e proprio furto legalizzato. Inoltre, la finanza apolide reinvestirà il maltolto nel riacquisto di azioni a prezzi di saldo.

Le imprese, dopo la crisi, riprenderanno il loro percorso di crescita, facendo sì che la finanza guadagni due volte, una prima volta grazie alla speculazione ed una seconda volta grazie alla ripresa economica.

Il coronavirus ha messo in ginocchio le economie del mondo, ma la finanza apolide parassitaria si arricchisce sempre e comunque.

La storia si ripete

Nei libri di storia leggiamo questo:

“La crisi del 1929 ha provocato il crollo dell’economia mondiale e l’impoverimento generale di tutta la popolazione del pianeta”.

Questo è quello che ci raccontano. Nella realtà si è verificato un immenso travaso di ricchezza, dai poveri e dalla classe media, verso i ricchi. La stessa situazione si sta verificando oggi.

Dal punto di vista della finanza questa crisi è stata soltanto una predazione globale.

Chi guadagna quindi in questo disastro planetario?

La storia si ripete. Possiamo fare molti nomi, ma ci sembra inutile.

Sono gli stessi predatori del 1929.

Ormai i loro nomi dovremmo conoscerli a memoria.

Nulla di nuovo sotto il sole.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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