La partita del MES, tutti contro tutti e tutti contro l'Italia. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

La partita del MES, tutti contro tutti e tutti contro l’Italia. Alberto Rovis

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Facciamo chiarezza sulla possibilità di ricorrere al MES per finanziare le spese necessarie a risollevare l’economia italiana.

Il duo Conte-Gualtieri si è presentato all’incontro con i rappresentanti degli altri paesi europei con una proposta molto semplice: fuori il MES dalle trattative e dentro gli Eurobond. I tedeschi e gli olandesi si sono invece presentati con la proposta opposta, dentro il MES e fuori gli Eurobond.

Alla fine delle trattative ci ritroviamo dentro il MES e fuori gli Eurobond.

Possiamo dire che l’Italia ne esce sconfitta?

Penso di si, senza offendere nessuno.

Il MES viene proposto senza condizionalità per le spese sanitarie, con condizionalità per le spese riguardanti il sostegno all’economia. L’Italia non ha bisogno di soldi per le spese sanitarie, in quanto queste spese le ha già sostenute.

Ha invece urgente bisogno di rifinanziare l’economia che sta per crollare ed avvitarsi su sé stessa.

Se chiediamo i soldi per l’economia, tra l’altro per un massimo di 35 miliardi, ci ritroviamo con la Troika in casa e finiamo come la Grecia, se non peggio. Dico peggio perché il crollo di un’economia da 60 milioni di persone, sviluppata e produttiva, provocherà molto più rumore di quello della piccola Grecia.

Quindi, è inutile discutere del MES, non possiamo utilizzarlo.

Ma è altrettanto inutile aspettarsi gli Eurobond, perché i tedeschi e gli olandesi non li vogliono e noi non possiamo farli da soli. E’ insensato anche solo parlarne. Ora bisogna cercare con urgenza delle soluzioni percorribili, che per fortuna ci sono, senza la necessità di avere a portata di mano la lampada di Aladino.

Sono almeno tre le soluzioni alla portata dell’Italia.

  1. in estrema sintesi, le banche possono creare moneta dal nulla, col meccanismo della riserva frazionaria. Con un miliardo di capitale ne possono creare 99 miliardi. Quindi lo Stato con un investimento moderato può nazionalizzare qualche banca, mobilitare la Cassa Depositi e Prestiti, e farsi prestare tutto il denaro che serve, in tempi brevi e nel pieno rispetto degli accordi europei. E’ una soluzione semplice da realizzare;
  2. la Stato può emettere una moneta parallela, purché non abbia corso legale. L’importante è che quella moneta possa essere utilizzata per pagare le tasse. Ci sono molte proposte al riguardo, ma ci vuole un po’ di tempo per realizzarle;
  3. le famiglie italiane hanno 4.600 miliardi di euro di risparmi depositati nei conti correnti, fermi e infruttiferi. Ci sono ottime proposte che lo Stato può avanzare per convincere quei risparmiatori, senza forzare alcunché e pagando interessi, a prestare quei soldi al Tesoro e a finanziare la spesa necessaria per risollevare l’Economia. Ci guadagnerebbe lo Stato e ci guadagnerebbero i risparmiatori.

Ora, i politici possono insultarsi a vicenda, tendersi agguati mediatici, accusarsi di ogni malefatta, ma la situazione è questa e non cambierà in base alla forza e all’incisività degli insulti:

  1. gran parte delle aziende non sta lavorando, non incassa i crediti, non paga i debiti;
  2. lo Stato non incasserà le imposte a giugno e l’INPS non incasserà i contributi sociali a carico delle imprese;
  3. di qui a poco lo Stato italiano va in default e non ci saranno i soldi per pagare le pensioni;
  4. tra qualche mese le imprese incominceranno a fallire, creando un effetto domino;
  5. se lo Stato italiano non interviene, come stanno facendo gli altri stati, la situazione diventerà irreversibile.

Questa non è una partita di calcio in cui ci sono i tifosi di una squadra e quelli dell’altra che si insultano a vicenda. Non è nemmeno un’aula di Tribunale in cui bisogna convincere la giuria della bontà dell’impianto difensivo. Non è il momento dei capipopolo e delle arringhe. Non funziona così.

Qui è in gioco il futuro dell’Italia.

Ci vogliono duecento miliardi per non crepare. O li trovano subito o crepiamo tutti. Si salveranno soltanto i ricchi di Stato, tra cui tutti quelli che siedono in Parlamento, al Senato e al Quirinale, vale a dire proprio quelli che ci devono togliere dal guado.

Ripeto, non è una partita di calcio e nemmeno un’aula di Tribunale. Se non trovano una soluzione, a perdere sarà l’Italia.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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