Pier Carlo Padoan, l'uomo che sa sempre da che parte stare. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Pier Carlo Padoan, l’uomo che sa sempre da che parte stare. Alberto Rovis

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Pier Carlo Padoan, classe 1950, docente universitario, uno degli economisti e politici più influenti degli ultimi trent’anni, già consulente di D’Alema, Ministro dell’Economia nei governi Renzi e Gentiloni, oggi parlamentare del PD.

E’ un ultraliberista, pro-Europa, globalista, allineato con gli interessi della finanza apolide. Uno di quei politici a cui stendono sempre il tappeto rosso quando arriva e di cui si parla sempre bene (bravo, competente, onesto, sincero, preparato, intelligente, lungimirante, ecc.).

E’ stato indagato dal Tribunale dei Ministri, insieme a Mario Monti, per aver pagato 3,1 miliardi di euro alla Morgan Stanley & Co. International a titolo di risoluzione anticipata di alcuni contratti stipulati dall’Italia riguardanti i derivati. Naturalmente, le accuse sono state archiviate dal Tribunale dei Ministri.

Di lui ha scritto Yanis Varoufakis:

“Gli chiesi come fosse riuscito a contenere l’ostilità di Schauble (all’epoca ministro dell’Economia tedesco), Pier Carlo mi disse che aveva chiesto a Schauble una cosa che potesse fare per ottenere la sua fiducia e che risultò essere “la riforma del mercato del lavoro”, espressione in codice che voleva dire ridurre i diritti dei lavoratori, consentendo alle aziende di licenziarli più facilmente, senza o con un minimo compenso, per potere assumere personale meno pagato e meno protetto”

(Yanis Varoufakis: Adulti nella stanza, pag 357).

Cosa che Padoan fece con il Jobs Act, trasferendo ricchezza dal lavoro al capitale apolide e contribuendo in questo modo a formare una generazione di giovani precari, senza diritti, mobili, sfruttati.

Cos’altro si può dire di quest’uomo del potere transnazionale?

Ah si, dimenticavo, proprio pochi giorni fa Pier Carlo Padoan è stato nominato al vertice di Unicredit, di cui sarà presidente a partire dalla prossima primavera.

Il potere ringrazia di cuore i suoi servitori.

Pier Carlo Padoan aveva già saggiato la bontà dei potenti, infatti dal 2001 al 2005 era stato direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale. Quindi, almeno per lui, non è una novità.

Naturalmente i suoi compensi sono sempre stati in linea con la bontà dei suoi servizi, quindi a sei e sette cifre. Giusto per chiarire che i potenti sanno essere anche molto riconoscenti coi loro collaboratori.

Per quelli che pensano che Unicredit sia ancora una banca italiana, ricordiamo che soltanto il 4% delle azioni di Unicredit è in mano a istituzioni italiane.

Unicredit di italiano ha soltanto il nome, anzi nemmeno quello.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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