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Come un treno contro il muro. Alberto Rovis

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In Italia ci sono 23,4 milioni di persone che lavorano, di cui 3,3 milioni sono dipendenti pubblici. Lo Stato spende ogni anno circa 870 miliardi di euro per mantenere l’apparato pubblico e investire, nonché per pagare gli interessi sul debito e rimborsare i titoli di Stato. Le entrate tributarie ammontano ogni anno a circa 540 miliardi di euro. Gli altri soldi che servono allo Stato arrivano da nuovo debito, dal gioco e da altre entrate minori.

Concentriamoci sui 540 miliardi di imposte e tasse.

Da dove provengono questi soldi?

La maggior parte, circa 385 miliardi, sono le imposte sul reddito pagate dalle piccole e medie imprese e dai lavoratori assunti nel privato, poi ci sono circa 150 miliardi di IVA e altre imposte minori.

Gli incassi dell’IVA stanno diminuendo, la gente non può spendere, i negozi sono chiusi. A luglio ci saranno i pagamenti dei saldi d’imposta sui redditi del 2020 e il primo acconto per il 2021. E’ facile intuire che nel 2021 l’ammontare delle entrate tributarie diminuirà drasticamente, sia per quanto riguarda l’IVA che per le imposte sui redditi.

Spero almeno questo sia chiaro a tutti.

Non appena le imprese potranno licenziare, molti lavoratori rimarranno per strada e diminuiranno anche le imposte sul reddito pagate dai dipendenti.

Quelli che non pagano…

Il giovane Jannik Sinner, beniamino degli appassionati di tennis, classe 2001, è già residente a Montecarlo. Non paga tasse in Italia. E come lui la stragrande maggioranza di coloro che se lo possono permettere. La FIAT praticamente non esiste più, Mediaset ha la sede in Olanda, Carlo De Benedetti ha la residenza fiscale in Svizzera, il bravo Flavio Briatore parla in Italia, ma paga le tasse a Montecarlo. Le multinazionali non pagano tasse in Italia, quindi Google, Facebook, Amazon, Aliexpress, Big Pharma, tutto il grande comparto del sesso, fanno grandi affare col lockdown, ma non versano quasi nulla alle casse del fisco.

In sintesi, tutti quelli che possono scappare via dall’Italia se ne vanno. Pagano le tasse ovunque, ma non qui. Il peso fiscale grava su una popolazione sempre più esigua.

… e quelli che non governano

Ora, se il rapporto debito/PIL oggi è pari a 1,60, cifra considerata spaventosamente alta prima della crisi Covid, dove andrà a finire questo rapporto quando le entrate diminuiranno, lo Stato dovrà indebitarsi di più, e le imprese inizieranno a licenziare, considerando anche il fuggi fuggi di quelli che dovrebbero pagare le tasse?

Premesso che Mario Draghi lo sa benissimo che l’Italia è come un treno che viaggia a 100 all’ora, diretto contro un muro di cemento armato, ci chiediamo:

Perché continua a dirigere il treno contro il muro?

Oppure forse è meglio cambiare domanda:

I nostri politici (ed esperti) sono tutti ignoranti e non capiscono o lo sanno benissimo che siamo diretti contro un muro?

Le risposte sono entrambe demoralizzanti. Nel primo caso saremmo governati da una masnada di ignoranti e incapaci. Nel secondo caso saremmo governati da un cricca di collaborazionisti della finanza apolide, che sono quelli che hanno il pallino del gioco, disposti a tutto, senza alcuna dignità, né pietà per il popolo italiano.

Probabilmente, alcuni appartengono alla prima categoria e altri alla seconda.

Dentro il treno ci sono milioni di italiani che non si accorgono di nulla, o fanno finta di non accorgersi, pensando di farla franca.

Ma i dipendenti pubblici, molti dei quali sono convinti di essere al sicuro, quando la finanza pubblica entrerà in crisi, e non ci saranno più i soldi per pagare i loro stipendi, come faranno a sopravvivere?

Chissà se hanno pensato a questa evenienza, peraltro già verificatasi in Grecia.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

PS: le cifre riportate si riferiscono ad una media degli  anni pre-covid.

 

Sitografia

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