Il grande inganno del PIL e delle buone notizie. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Il grande inganno del PIL e delle buone notizie. Alberto Rovis

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Il Documento di Economia e Finanza appena approvato dal Governo prevede una crescita del PIL pari al 4,5% rispetto all’anno precedente. Questo tranquillizza molto la gente e le imprese. E’ come dire, va tutto bene, ce la faremo, ci stiamo riprendendo, nonostante tutto. Eppure il turismo è crollato, interi settori produttivi sono fermi, la gente non ce la fa a sbarcare il lunario, e tutti sostengono che nulla sarà come prima.

Queste sono le previsioni del Governo:

Il PIL cresce nel 2021, poi cresce ancora e ancora… Tre anni al massimo e torniamo come nell’era pre-Covid.

Non meno rosee le previsioni sulla disoccupazione:

Si parte da un 9,3%, quest’anno si arriverà al 9,6%, ma poi, non preoccupatevi, per il 2024 saremo come, se non meglio, di prima. Tra poco dovranno per forza sbloccare i licenziamenti, anche perché molte imprese stanno chiudendo per aggirare il blocco.

Ma nonostante tutto, il nostro futuro è roseo.

C’è qualcosa che ci sfugge?

Eh già, di sicuro c’è qualcosa che ci sfugge perché questi numeri sono molto strani.

Partiamo dal roseo Prodotto Interno Lordo. Ricordiamo che cos’è il PIL:

Il Prodotto Interno Lordo è una grandezza macroeconomica che misura il valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali prodotti sul territorio di un Paese in un dato periodo di tempo, solitamente un anno.

Fanno parte del PIL tutte le spese sostenute dalle imprese, dai liberi professionisti, dalle famiglie e dalla pubblica amministrazione e le esportazioni di beni prodotti in Italia. Per intenderci, se un italiano acquista un prodotto cinese aumenta il PIL cinese, non il nostro. Ma se un cinese compra vino italiano, aumenta il PIL italiano, non quello cinese.

Consideriamo che a fine febbraio 2021 il debito pubblico era di  circa 2.644 miliardi di euro rispetto ai 2.447 miliardi di euro di fine febbraio 2020. Quindi in un anno di Covid il debito pubblico è aumentato di 197 miliardi di euro. Oggi Draghi pensa di aumentare ancora il debito, visto che i soldi non mancano e l’Europa ce lo permette.

Per fine anno il deficit crescerà ancora di altri 106 miliardi per attestarsi a quota 2750 miliardi. I numeri, impietosi, sono proprio questi.

Ed è proprio qui che si cela l’inganno.

La pubblica amministrazione sta facendo spese folli per tamponi, vaccini e gestione Covid. Questa spese fanno parte del PIL. Lo stato sta inoltre aiutando imprese e famiglie a sbarcare il lunario. Anche queste spese a debito fanno parte del PIL, nella misura in cui le famiglie spenderanno i soldi per acquistare beni e servizi prodotti in Italia.

Il problema è che questa situazione non potrà andare avanti per molto e quando le spese a debito dovranno fermarsi, ovvero quando la droga finirà, l’economia si ritroverà di punto in bianco con 150 miliardi di PIL in meno e il PIL crollerà per davvero.

Il crollo del rapporto debito/PIL sarà inevitabile e il Covid ci sembrerà un gioco per bambini, se confrontato a ciò che dovremo sopportare dopo.

Il FMI cosa dice?

Dice che va tutto bene, il debito è sostenibile. Non ci sono problemi. Vi ricordate cosa diceva nel 2019? Diceva che il debito era insostenibile, che l’Italia era vissuta a lungo al di sopra delle proprie possibilità, che dovevamo ripagare il debito, proponeva austerità, diceva di risparmiare, imponeva di privatizzare. Queste erano le soluzioni del FMI, le uniche soluzioni possibili.

Le agenzie di rating, che tanto ci hanno fatto soffrire in passato, cosa dicono?

Dicono che è tutto a posto. Non ci saranno ulteriori declassamenti dell’Italia. Vi ricordate cosa dicevano nel 2019? Dicevano le stesse cose del FMI. Ci avevano declassato perché il nostro debito era insostenibile, i titoli italiani erano a un passo dall’essere classificati come titoli spazzatura.

I cosiddetti mercati cosa dicono?

Dicono che è tutto in regola. Sono disposti a prestarci soldi a tassi bassissimi. Vi ricordate cosa dicevano nel 2019? Speculavano sui titoli italiani, mandavano i tassi alle stelle, costringevano il Tesoro a pagare interessi salatissimi sul debito pubblico.

I padroni del mondo, la grande finanza apolide, quelli che controllano la stampa e i politici, quelli che speculano e predano chiunque, cosa dicono i padroni del discorso e del pianeta?

Nulla. Se ne stanno zitti e non commentano.

Loro aspettano che il piatto sia pronto. Poi si mangeranno tutto, come hanno sempre fatto.

E’ la finanza predatoria che controlla il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea, le agenzie di rating, i cosiddetti mercati. Stanno raccogliendo le prede nel recinto.

Le prede siamo noi.

E temo che questa volta non si accontenteranno di predarci, come hanno sempre fatto. A loro non basteranno i nostri risparmi, il nostro lavoro, i nostri soldi.

Questa volta vogliono molto, ma molto di più.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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