Mosca e Cina si svincolano da SWIFT e dallo strapotere finanziario USA. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Mosca e Cina si svincolano da SWIFT e dallo strapotere finanziario USA. Maurizio Blondet

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Da pochi giorni la governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiulina, ha annunciato la realizzazione di un circuito bancario e monetario indipendente da SWIFT, Clearstream ed Euroclear – cioè dal sistema di camere di compensazione gestito monopolisticamente da “Europa” ed Usa (SWIFT, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, ha sede in Belgio; ma il deep state Usa ha il permesso assoluto di guardare dentro ogni transazione europea, con la scusa della “lotta al terrorismo globale”, ficcando il naso negli affari e segreti commerciali): la Russia è minacciata di essere espulsa da tre anni, dalle sanzioni europee ed americane. L’espulsione, avvenuta per esempio contro il Vaticano di Ratzinger (e in atto da anni contro Teheran) provocherebbe un collasso dell’economia. Adesso, Nabiulina ha annunciato che la Russia, nel caso, può passare da SWIFT al sistema sovrano suo proprio, SPFS, e in caso di blocco dai circuiti Mastercard e Visa, il 90 per cento dei bancomat può continuare a funzionare grazie al circuito autonomo “Mir”.

http://www.cogitoergo.it/la-russia-putin-si-rende-indipendente-dal-sistema-bancario-internazionale/

Ma non basta: una banca di clearing è stata creata a Mosca per le transazioni in rubli-yuan cinesi. E, scrive Sputnik, “una misura cui si sta pensando è l’organizzazione congiunta degli scambi in oro. Cina e Russia sono stati i più attivi compratori d’oro negli  ultimi anni”. L’idea sarebbe di coinvolgere nel sistema aureo anche tutti i BRICS, (Brasile, Russia, India, China, e Sud Africa): i quali hanno effettivamente parlato di questa “nuova architettura finanziaria” nel loro vertice dell’ottobre 2016, per sottrarsi alle  ingerenze del Fondo Monetario e ai suoi metodi, e parzialmente al dominio del dollaro nella finanza mondiale.

Il bancomat russo

http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/2079648/russian-central-bank-opens-first-overseas-office

Putin ha aumentato le riserve russe in oro, che oggi ammontano ad oltre 1650 tonnellate, perché “prevede che a lungo termine la fiducia nel dollaro cadrà, e che il dollaro sarà usato come un’arma contro la Russia”.

E’ difficile anche solo immaginare, in caso di crisi epocale della moneta-debito, l’esistenza nel mondo di un sia pur relativamente piccolo sistema monetario basato sul tallone aureo.

Pericolo tallone-aureo

Ricordiamo le basi: la moneta attuale è moneta-debito, ossia una cambiale. Il suo attivo è il “passivo” di qualcun altro, che può rivelarsi insolvente. L’oro invece è una moneta che ha il suo attivo in sé. Nella moneta-debito, i  debitori sono gli stati, a cui le banche centrali “prestano” ad interesse il denaro creato dal nulla, ad interesse. Se gli stati diventano insolventi, che succede? Basti dire che nel 1917-20, quando i bolscevichi presero il potere, azioni e obbligazioni dell’economia russa crollarono, e l’oro si valorizzò di 30 mila volte.

E’ chiaro il motivo d’urgenza per Washington di eliminare Putin. E  mettere al suo posto Navalny. E della sempre più  accanita campagna di delegittimazione di Putin da parte dei liberi media mainsteam, specie “progressisti” e “di sinistra”.

 

di Maurizio Blondet

Tratto da: maurizioblondet.it

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L‘oro durante la Rivoluzione Bolscevica  (http://www.zerohedge.com/news/2017-03-23/100-years-ago-russian-stocks-had-very-bad-day)

Nel 1965, il generale De Gaulle  chiese al’America che pagasse parte delle sue importazioni dalla Francia in oro anziché in dollari, al valore di rapporto dollaro-oro fissato dagli stessi americani col (falso) Gold Exchange Standard;  mandò un incrociatore caricato di dollari – guadagnati dai  francesi con l’export – al porto di New York, chiedendo che fossero cambiati in oro.  L’incapacità della Federal Reserve di fare il cambio precipitò la  fine della convertibilità dollaro-oro decisa da Nixon, e i diversi tentativi americani di ammazzare De Gaulle, o di cacciarlo d al governo. Cosa che riuscì grazie all’aiuto delle “nuove sinistre” di Francia, ai sessantottini, dai neo-marxisti del “vietato vietare”.

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