"Gli Stati Uniti dovrebbero appoggiare l'ISIS e usarlo contro Assad, Iran e Russia". Parola di Thomas Friedman e New York Times - www.altreinfo.org

“Gli Stati Uniti dovrebbero appoggiare l’ISIS e usarlo contro Assad, Iran e Russia”. Parola di Thomas Friedman e New York Times

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Editorialista del ”New York Times’, tre volte vincitore del Premio Pulitzer, Thomas Friedman ha dato un consiglio davvero “brillante” a Trump, ovvero di smettere di combattere l’ISIS che potrebbe essere la sua pedina nella lotta contro Assad, Russia e Iran.

Thomas Friedman, "grande giornalista", vincitore di tre premi Pulitzer...

Thomas Friedman, “grande giornalista”, vincitore di tre premi Pulitzer…

E’ bene precisare che Thomas Friedman è ebreo. Ha frequentato la scuola ebraica per cinque giorni alla settimana fino al suo Bar Mitzvah, e in seguito la St. Louis Park High School, dove ha scritto articoli per il giornale della sua scuola. Si è innamorato di Israele, dopo una visita fatta nel dicembre 1968, ed ha trascorso per tre volte l’estate nelle scuole superiori del Kibbutz Ha Hotrim, nei pressi di Haifa (fonte: en.wikipedia.org). Entusiasta della guerra dei sei giorni, ha sempre glorificato la vittoria di Israele. Non un ebreo qualsiasi quindi. Un vero sionista.

Tanta foga distruttiva è quindi giustificata. Di sicuro Thomas Friedman è un fedele seguace del Piano Kivunim, tanto caro agli israeliani. La distruzione del pianeta non è un problema per lui, purché la Terra Promessa sia preservata. Il “prestigioso” Premio Pulitzer forse è un po’ sopravvalutato, o forse consegnato ad arte, cioè a chi diffonde un certo tipo di idee.

A seguire un post tratto da lantidiplomatico.it. Titolo originale: “Usare l’ISIS contro Assad, Iran e Russia”. Parola di New York Times”.

L’articolo intitolato “Perché Trump sta combattendo l’ISIS? “è stato scritto da Thomas Friedman, tre volte premio Pulitzer, noto per il suo sostegno a diversi attacchi negli Stati Uniti nel mondo.

Egli sostiene che l’ISIS potrebbe essere utile a Washington per rovesciare il governo legittimo di Assad e per “indebolire i suoi alleati russi, iraniani e Hezbollah.”

Secondo Friedman, il principale obiettivo degli Stati Uniti in Siria è “creare una pressione sufficiente su Assad, Russia, Iran e Hezbollah per avviare i negoziati su un accordo di condivisione del potere con ciò che egli chiama “i sunniti moderati, che aiuterebbero a rovesciare Assad dal potere.”

Ci sono diversi modi per raggiungere questo obiettivo, scrive il giornalista. Così, in un modo “aumentando notevolmente gli aiuti militari ai ribelli, dando loro abbastanza missili anti-carro e anti-aerei missili” al fine di “farli sanguinare”.

Tuttavia, l’elemento più curioso è l’altra opzione offerta da Friedman. Ovvero, Washington “semplicemente potrebbe ritirarsi nella lotta contro l’ISIS in Siria” in modo che questo diventi un “problema per l’Iran, la Russia, Hezbollah e Assad”.

“Facciamogli combattere una guerra su due fronti: l’opposizione moderata che comprende gli estremisti jihadisti di Al Nusra e di altri gruppi e, dall’altra con il Daesh “, ha detto Friedman.

Egli ha aggiunto che se gli Stati Uniti ed i suoi alleati riuscissero a sconfiggere il Daesh in Siria, la pressione sui Assad e i suoi sostenitori diminuirebbe, “permettendo loro di accumulare tutte le loro risorse per distruggere gli ultimi ribelli moderati a Idleb, senza condividere il potere con loro.”

Friedman osserva che è giunto il momento in cui “Trump sia Trump, cinico e assolutamente imprevedibile”, che non dovrebbe offrire aiuto “attaccando Daesh in Siria gratuitamente.”

“In Siria Trump dovrebbe permettere che Daesh sia un mal di testa per Assad, l’Iran, Hezbollah e la Russia, nello stesso modo in cui gli Stati Uniti hanno incoraggiato i combattenti mujaheddin contro la Russia in Afghanistan”, ha spiegato.

L’Articolo di Friedman non si riferisce agli attacchi terroristici condotti dal Daesh in Europa, dove centinaia di persone sono morte e continuano a morire per gli attacchi di questo gruppo, dimostrando il cinismo senza limiti di certi ambienti statunitensi e occidentali favorevoli a utilizzare il terrorismo come arma contro gli stati indipendenti a prescindere dal danno che questi gruppi causano alle loro stesse popolazioni, per non parlare dello stesso popolo siriano che continua ad essere vittima dei terroristi.

 

Fonte: New York Times

Tratto da: lantidiplomatico.it

Prefazione: Alba Giusi

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