I nostri giornalisti, quando scrivono, pensano agli interessi dell'Italia o a quelli di Israele? Elena Dorian - www.altreinfo.org

I nostri giornalisti, quando scrivono, pensano agli interessi dell’Italia o a quelli di Israele? Elena Dorian

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Roberto Saviano, grande difensore dei diritti degli immigrati, in prima fila per lo Ius Soli, scriveva qualche tempo fa:

“Immigrati, vi prego, non lasciateci soli con gli italiani”.

http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2014/08/27/news/cosi-gli-immigrati-ci-salveranno-1.177927

Secondo lui gli immigrati risolveranno tutti i problemi dell’Italia, faranno i figli che noi non facciamo più, faranno quei lavori che noi non vogliamo fare più e coi loro contributi pagheranno anche le nostre pensioni. Averli qui è una manna. Siamo fortunati. Quelli che non si sentono fortunati, o sono degli incapaci, gente che non vede oltre il proprio naso, o sono dei razzisti, gente che non merita alcun rispetto. Lui non dice proprio questo, ma questo è quello che senti se non sei allineato al suo pensiero.

Questo è mobbing culturale, un reato che non esiste ancora. Se qualche parlamentare dovesse proporre una legge che regolamenti anche questo reato (vero), Roberto Saviano e i suoi fans verrebbero subito indagati dalla magistratura.

Scusate la divagazione e andiamo avanti con il Saviano pensiero.

Israeliani brava gente

Sulla crisi siriana e sui presunti bombardamenti al cloro ordinati da Assad, zero prove, zero probabilità che questo sia vero, Roberto Saviano postava questa foto e invitava tutti gli italiani a fare altrettanto:

Quant’è sensibile Roberto Saviano, si vede che è un uomo di cultura. E’ a favore dell’immigrazione libera, vuole lo Ius Soli e invita tutti gli italiani a rifiutare le aggressioni chimiche“ordinate” dal dittatore Assad, un vero criminale.

Ma stranamente, sui massacri di Gaza compiuti dai cecchini israeliani, durante quella famosa gara di tiro al “piccione palestinese”, quale posizione esprimeva il nostro eroe dei diritti umani? Una posizione molto forte e decisa, immagino, critica verso Israele, intransigente.

No, nessuna opinione, non una parola, nulla, silenzio assordante.

Evidentemente i bambini di Gaza non sono poi così importanti. Questi morti, pare, Saviano non li veda.

Siria in quattro pezzi, ma non è il Piano Kivunim?

Cambiamo persona. Nel 2015 Maurizio Molinari pubblicava su La Stampa di Torino la seguente mappa che dovrebbe risolvere definitivamente i problemi in Siria. Come? Dividendo il paese in quattro parti, uno Stato Sunnita, uno Stato Alawita, uno Stato Sciita e il Kurdistan.

Si dà il caso che una mappa molto simile a questa sia stata pubblicata negli anni ottanta da un certo Oded Yinon e faccia parte del cosiddetto Piano Kivunim, molto caro agli israeliani. Maurizio Molinari poteva almeno pensare a una soluzione diversa, qualcosa di meno cruento e più creativo, anziché abbracciare in toto la posizione di Israele. Anche perché quattro piccoli paesi al posto di uno potrebbero generare un sacco di problemi in Occidente. Sarebbe una mattanza continua.

http://www.lastampa.it/2015/11/23/esteri/salta-il-tab-dei-confini-intangibili-dividere-siria-e-iraq-in-stati-etnici-gXrmvvoONDSDUq0MqUZR8O/pagina.html

I giornalisti e gli uomini di cultura italiani

Ampliamo il raggio d’azione, non solo Roberto Saviano e Maurizio Molinari.

Cosa pensavano dei grandi stravolgimenti degli ultimi decenni i grandi “giornalisti e uomini di cultura italiani” che appaiono sempre in TV, dominano l’informazione e impongono il proprio punto di vista in ogni dove?

Erano d’accordo col bombardamento dell’Iraq? Certo, per portare la democrazia.

Erano d’accordo col bombardamento della Libia? Certo, per portare la democrazia.

Erano d’accordo con la distruzione della Siria di Assad? Certo, per portare la democrazia.

E cosa pensano dell’IRAN? Uno stato canaglia, una minaccia per il mondo, bisogna portare la democrazia anche lì.

E dell’embargo ai russi? Giusto, è doveroso. Putin è il diavolo in persona.

E chi ha organizzato l’attacco dell’11 settembre? Bin Laden, nessun dubbio.

E chi è Navalny? Il più importante oppositore di Putin, brava persona.

Si dà il caso che queste, con qualche distinguo, siano proprio le posizioni di Israele, non quelle dell’Italia. A dire il vero, alcune di queste posizioni sono contrarie agli interessi dell’Italia, per quel che contano.

Ma questi giornalisti, scrittori, uomini di cultura, quando esprimono le proprie opinioni hanno in mente gli interessi dell’Italia o quelli di Israele?

In quale squadra giocano esattamente?

Loro sono liberi di esprimere le proprie opinioni. Ci mancherebbe altro. Ma anche noi siamo liberi di farlo. E noi non abbiamo dubbi, Israele è uno stato canaglia, in cui i crimini verso i goyim e verso l’umanità intera sono all’ordine del giorno. C’è però una piccola differenza. Noi ci rivolgiamo a qualche migliaio di persone. Loro invece si rivolgono a qualche milione.

Si, perché questa è la democrazia. Tutti possono parlare, ma il megafono ce l’hanno soltanto alcuni.

E per quelli che parlano troppo ci sono anche i droni (OPS! devo fare più attenzione).

 

di Elena Dorian

www.altreinfo.org

***

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

error: Alert: Content is protected !!