Giuseppe Conte e il pericoloso gioco delle fake-news. Alberto Rovis - www.altreinfo.org

Giuseppe Conte e il pericoloso gioco delle fake-news. Alberto Rovis

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Riepiloghiamo i fatti.

In diretta, davanti alle telecamere di cinque televisioni italiane, seguito da gran parte dei giornalisti italiani e da molti osservatori internazionali, il Primo Ministro Giuseppe Conte afferma quanto segue:

  1. l’opposizione accusa il duo Conte-Gualtieri di aver firmato il MES di notte, ma il MES è stato firmato nel 2012 (minuto 13:50).
    In realtà l’opposizione accusava il governo di aver accettato il MES come strumento finanziario da utilizzare in questa crisi, non di averlo firmato in origine. “Firmare il MES” nel 2020, per chi segue la politica, significa accettare questo strumento di finanziamento che ci porta la Troika in casa, cosa temuta da tutti, 5stelle compresi, e non soltanto dalle opposizioni;
  2. esiste una linea di credito collegata al MES totalmente nuova rispetto alle linee già previste (minuto 14:50).
    Il MES non è affatto stato modificato e quindi non ci può essere nulla di nuovo rispetto  quanto previsto in precedenza. Per modificare il MES è necessario un lungo percorso che coinvolge tutti i governi e i parlamenti europei, percorso che può durare molti anni e che deve trovare il favore unanime di tutti i paesi europei, cosa assai difficile. Non può essere una riunione dell’Eurogruppo a modificare il MES. Giuseppe Conte intendeva, come ha precisato più avanti, una nuova linea legata al pagamento delle spese sanitarie, senza condizionalità, ma soltanto fino alla fine dell’epidemia; vantarsi di questo risultato, completamente inutile, e la cui reale applicabilità è opinabile in quanto richiederebbe una vera modifica del MES, equivale a prendere in giro gli italiani;
  3. gli Eurobond sono sul tavolo delle trattative ed è lo strumento su cui punta l’Italia (minuto 16:40).
    Si tratta di uno specchietto per le allodole. Gli Eurobond si trovano lì non per essere discussi e portati avanti, ma per non far fare al duo Conte-Gualtieri la figura dei perdenti senza gloria. Gli Eurobond sono già stati rifiutati dai parlamenti olandese e tedesco ed i paesi del Nord Europa sono fortemente contrari. Ci vorrebbe l’unanimità per approvarli, cosa letteralmente impossibile da ottenere in tempi ragionevoli. Il rifiuto di questi paesi è netto, chiaro e definitivo. Oltre ad essere una fake, questa è anche una seconda presa in giro degli italiani;
  4. la forza negoziale del governo italiano rischia di essere compromessa dalle forze di opposizione (minuto 18:00).
    In tutte le democrazie c’è un’opposizione che, lo dice anche il termine, si oppone a chi governa. In Italia vale la stessa regola. Le opposizioni vedono le cose in modo molto diverso dal governo e sono molto preoccupate, forse troppo, di finire come la Grecia. Non è colpa loro se il Premier non trova i soldi da nessuna parte e non sa che pesci pigliare, anzi ci sono molte proposte che provengono proprio dall’opposizione. Il tutto rientra nella normalità della democrazia;
  5. il MES è stato approvato da Giorgia Meloni, in qualità di Ministro del Governo Berlusconi (minuto 23:15).
    Il MES è stato approvato dal governo Monti e Giorgia Meloni non era ministro in quel governo. Non ha nemmeno votato il MES in quanto assente alle votazioni del 2012. Nel precedente Governo, il cui primo ministro era Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni ricopriva l’incarico di Ministro della Gioventù. E’ vero che il MES ha avuto un iter pluriennale, partito nel 2010, ma le carte in tavola sono cambiate molte volte durante il percorso e la versione oggi in vigore è stata approvata dal Governo Monti;
  6. nel 2012 c’era un governo di Centro Destra (minuto 23:15).
    Nel 2012 c’era il governo Monti, sostenuto da molte forze politiche che si autodefinivano responsabili. Se vogliamo trovare chi lo ha votato, vista la velocità con cui i nostri politici cambiano nome ai propri partiti, dobbiamo cercare a destra e a sinistra, in quanto quello era un governo sostenuto da gente che votava tutto quel che Monti proponeva, senza batter ciglio, e oggi sono al governo con altri nomignoli. Gli unici che possono dire di non essere mai stati a favore di questo strumento sono i 5stelle e, vista la pericolosità che presenta il MES per l’Italia, spero mantengano sempre questa posizione;
  7. sostiene che l’Eurobond può essere attivato subito (minuto 25:00).
    L’Eurobond non può essere attivato subito. E’ impossibile. Affermare questo equivale a prendere ancora in giro gli italiani.

Tra tutti i giornalisti ce n’è uno che non ha approvato il modo in cui il Premier ha utilizzato i mezzi di comunicazione per attaccare l’opposizione, senza tuttavia criticarlo per nessuna delle sette fake-news diffuse in diretta. Si tratta di Enrico Mentana.

Enrico Mentana non ha avuto molto da ridire su ciò che ha detto il Premier, ma non gli è piaciuto il modo “alla Chavez” di gestire l’informazione. Non ha nemmeno fatto notare che questo attacco è servito soltanto a gettare una coltre di fumo sui veri problemi, cui Giuseppe Conte non ha ancora trovato una soluzione, e cioè da dove verranno i soldi per aiutare l’Italia a ripartire.

Le fake news di Conte

Come ha reagito Giuseppe Conte alla lesa maestà?

Giuseppe Conte, dopo aver inanellato sette fake-news in diretta televisiva, si dichiara sorpreso che alcuni giornalisti non intervengano per denunciare le supposte fake-news diffuse dall’opposizione. E Mentana risponde piccato, senza smentire nulla di ciò che ha detto il Premier, critica ancora l’opposizione ed esalta sé stesso per il  modo di fare informazione super partes e senza censura.

Insomma, questa è l’informazione tipica di un regime.

Un certo Andrea Martella, sottosegretario con delega all’Editoria, che costituisce una task-force per lottare contro le fake-news, un premier che ne produce sette in un colpo solo, accusando altri di produrle ed altri ancora di non fermarle, un sistema dell’informazione che china la testa e tace.

Il popolo italiano si divide ora in due grandi tifoserie che si odiano a vicenda, i tifosi della squadra Conte e i tifosi della squadra Populista. Sono due tifoserie che si azzannano a vicenda senza mettere minimamente in dubbio chi ha ragione e chi ha torto, così come avviene nel calcio, dove i tifosi non si pongono nemmeno il problema se la propria squadra gioca sporco o si compra le partite, basta che vinca.

La calcificazione del cervello degli italiani è il risultato di trent’anni di distruzione della cultura e di repressione della capacità di ragionare con la propria testa.

Certo, tutti hanno il diritto di parlare e denunciare i fatti, anche noi. Ma soltanto quelli che ripetono la tiritera del regime hanno il diritto di essere ascoltati. Quindi, non è detto che questo post superi la censura di Facebook e di Google, o che non attiri gli insulti dei tifosi della squadra Conte, quella che abbiamo osato criticare. Anzi, se insistiamo rischiamo di avere in casa la squadra Martella, quella che reprime le fake-news e l’invincibile squadra della Magistratura, quella che o prima o poi ti condanna per l’odioso reato di odiatore seriale.

Durante il fascismo, a sostenere che quello era un regime, erano gli odiatori della Patria, che venivano quindi esposti al pubblico ludibrio e mandati a Gaeta.

Oggi invece, il potere ha sviluppato altri mezzi, molto più efficienti e meno appariscenti.

 

di Alberto Rovis

Fonte: www.altreinfo.org

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