Disegno di Legge anti bufale: bavaglio ai blogger e legalizzazione delle fake news diffuse dal regime - www.altreinfo.org

Disegno di Legge anti bufale: bavaglio ai blogger e legalizzazione delle fake news diffuse dal regime

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In questi giorni è stato presentato il Disegno di Legge “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”. Il DDL vuole contrastare la diffusione delle fake news o bufale nel web.

Il Disegno di Legge è stato presentato dai seguenti senatori:

  • Adele Gambaro: Indipendente dal 2013. In precedenza faceva parte del Movimento 5 Stelle (gennaio 2013-giugno 2013).
  • Riccardo Mazzoni:  Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare (Dal 29/07/2015 ad oggi). In precedenza: Forza Italia – Il Popolo della Libertà (da inizio legislatura al 28/07/2015).
  • Sergio Divina: Lega Nord Padania.
  • Mario Giro: Democrazia Solidale (dal 2014 ad oggi). In precedenza: Scelta Civica per l’Italia (2013), Popolari per l’Italia (2013-2014).

Inutile dire che fra i quattro senatori, salta all’occhio il nome di Sergio Divina, in aperta contraddizione con quanto dichiara pubblicamente il segretario del suo stesso partito. Gli altri tre sono girovaghi del Senato e habitué del cambio casacca.

Commentiamo i primi quattro articoli del DDL.

Art. 1 – comma 1. Chiunque pubblica o diffonde, attraverso piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione o diffusione di informazione presso il pubblico, con mezzi prevalentemente elettronici o comunque telematici notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’ammenda fino a euro 5000.

Commento

La maggior parte dei siti diffondono informazioni presso il pubblico, soprattutto i blog. Questo significa che il DDL si applica alla quasi totalità dei siti non commerciali presenti sul web.

Ci chiediamo chi e con quali criteri definisce quali sono le “notizie false, esagerate o tendenziose”? Prendiamo in esame i seguenti casi:

  1. Gli attentati dell’11 settembre non sono andati così come ci hanno raccontato. Le torri sono state demolite.
  2. C’è un’elite finanziaria che sta governando il mondo. Vogliono imporre un nuovo ordine mondiale.
  3. La chemioterapia è una cura devastante per l’organismo e non porta alla guarigione se non in una percentuale irrisoria dei casi, è invece un grande affare per le case farmaceutiche.

Queste tre affermazioni rientrano nella casistica del DDL? La Boldrini di sicuro le inserisce tra le bufale, con il pieno appoggio dei quattro debunker prescelti per lanciare la campagne anti bufale.

Art. 1 – comma 2. Nel caso in cui le fattispecie previste (…) comportino anche il reato di diffamazione, la persona offesa può chiedere, oltre il risarcimento dei danni, una somma a titolo di riparazione. La somma è determinata in relazione alla gravità dell’offesa ed alla diffusione della notizia.

A proposito dei debunker prescelti, dire che sono “debunker di regime o collusi col sistema” presuppone una diffamazione? Possono quindi chiederci oltre al risarcimento danni anche una riparazione in denaro?

Art. 1 – comma 3. Le disposizioni non si applicano ai soggetti e ai prodotti editoriali soggetti a registrazione (sintesi).

Quindi i giornali sono liberi di diffondere bufale, i blogger no. In sostanza: i blogger possono diffondere liberamente soltanto e unicamente bufale e fake news approvate dal regime.

Art. 2 – comma 1. Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l’ammenda fino a euro 5.000.

Le tre notizie prima citate (11 settembre, nuovo ordine mondiale e chemioterapia) possono destare allarme e quindi chi le diffonde ricade nel dettato dell’articolo 2: ammenda fino a 5.000 euro più un anno di reclusione.

Art. 2 – comma 2. Ai fini della tutela del singolo e della collettività, chiunque si rende responsabile, anche con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, di campagne d’odio contro individui o di campagne volte a minare il processo democratico, anche a fini politici, è punito con la reclusione non inferiore a due anni e con l’ammenda fino a euro 10.000.

Che cosa si intende per campagne di odio o campagne volte a minare il processo democratico? Ad esempio:

  1. “Laura Boldrini con le sue campagne pro immigrazione sta facendo soltanto danni all’Italia ed agli italiani”. Presuppone una campagna di odio?
  2. “Italiani, è inutile votare perché tanto i nostri governanti fanno e faranno sempre quello che vogliono”. E’ una campagna volta a minare il processo democratico?

Art. 3 – Al fine di accrescere la trasparenza e di contrastare l’anonimato, all’atto dell’apertura di una piattaforma informatica destinata alla pubblicazione o diffusione di informazione presso il pubblico (…) l’amministratore deve, entro quindici giorni dalla diffusione online, darne apposita comunicazione, tramite posta elettronica certificata, alla Sezione per la stampa e l’informazione del tribunale territorialmente competente, trasmettendo il nome e l’URL della piattaforma elettronica e le seguenti informazioni personali: a) cognome e nome; b) domicilio; c) codice fiscale; d) indirizzo di posta elettronica certificata.

L’amministratore della piattaforma informatica di cui al precedente comma deve indicare in modo visibile e pienamente accessibile all’utente della stessa l’indirizzo di posta elettronica certificata per qualsivoglia comunicazione.

Commento

L’obbligo di registrazione riguarda la maggior parte dei blog, perché i blog contengono informazioni rivolte al pubblico. Non sono tenuti coloro che pubblicano i fatti propri su internet (racconti, poesie, storie della propria vita). Nel momento stesso in cui diffondono informazioni riguardanti altri eventi o fatti riguardanti altre persone stanno diffondendo notizie al pubblico.

E’ quindi prevista la schedatura di tutti i blogger d’Italia.

Se questa non è censura, che cos’è? Avremo soltanto giornali di regime e pseudo giornalisti collusi. Gli unici diffusori di bufale saranno loro e le uniche bufale saranno quelle autorizzate dal regime. E’ bene sottolineare che alla stampa ufficiale, infatti, non si applica il DDL proposto.

 

Elena Dorian

www.altreinfo.org

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