Sui "mercati di schiavi" scoperti da CNN a Tripoli. Due o tre cose che si sanno. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Sui “mercati di schiavi” scoperti da CNN a Tripoli. Due o tre cose che si sanno. Maurizio Blondet

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Come seguito alle “rivelazioni” CNN sui”mercati degli schiavi” a Tripoli, posso confermare che sono in corso manovre intricatissime per scalzare l’influenza italiana sulle kabile e le mafie della zona di Tripoli, apparentemente nel quadro di una potente riconferma anglo ed europea dello pseudo-governo di As-Serraj, che non conta niente ed è in mano alle sue diverse milizie che controllano qualche pezzo del territorio (specie del porto di Tripoli, che riceve vari tipi di “importazioni” illegali, armi e droga, più che gestire il traffico di neri).

La libia oggi

La Libia oggi

Il segnale del cambiamento: è l’arresto, da parte di una delle milizie che graziosamente appoggiano As-Serraj, di Giulio Lolli. Chi è? Un personaggio molto noto a Rimini, e alla stampa locale, padrone di un fallito cantiere, la “di Rimini Yacht, società che vendeva barche di lusso e che è fallita portandosi dietro un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto importanti esponenti della Guardia di finanza, finanzieri legati alla P3”. Latitante da sette anni, perseguito da un mandato di cattura internazionale, viene descritto da Rimini.2.0 come “un uomo sempre intento a trafficare”, tanto con le ONG quanto con le varie consorterie che si contendono il potere in Libia. Ma anche un uomo coraggioso e a suo modo eroico nei combattimenti contro l’ISIS. Oltre agli affari, un matrimonio sfarzoso nato nell’ambito delle amicizie con le forze di Misurata. Il tutto sullo sfondo del dramma dell’immigrazione selvaggia, un vero e proprio business per i libici, e senza aver mai imparato l’arabo.

Giulio Lolli in due delle sue incarnazioni

Esperto uomo di mare, Giulio Lolli“ in Libia, dopo aver partecipato alla rivolta (contro Gheddafi), era diventato uno dei luogotenenti delle forze speciali di sicurezza marittima del porto di Tripoli, guidate dal comandante Taha El Musrati, col compito dichiarato di fermare gli scafisti.

“Lolli era uno dei pochissimi che capisse di barche e fosse in grado di guidarne e gestirne una e dunque serviva alle milizie che si erano trovate a capo del porto senza alcuna esperienza e con mezzi scassati. La sua Katibah (unità combattente, ndr) lo ha anche usato in alcune operazioni anti-immigrazioni”

Inoltre, “Più di recente ha combattuto a Sirte nella lotta contro Da’esh,dove con il suo barchino, sfidando le cannonate con grande coraggio, andava a prendere i feriti e li portava a Misurata, al riparo, o portava equipaggiamenti ai combattenti da Misurata alle aree libere di Sirte”.

“La Katibah a cui Lolli apparteneva ha partecipato ad alcune limitate attività di contrasto all’immigrazione clandestina, soprattutto al ricovero temporaneo di migranti nel porto”.

A parlare così è Sergio Bianchi, direttore di Agenfor International. Cosa c’entra Agenfor, che è un’agenzia di “formazione” professionale? Presto detto: gestisce la rete europea RAN (Radicalisation Awareness Network) che ha il compito di prevenire la radicalizzazione in Europa. Bianchi è “l’esperto italiano della rete europea RAN, fra l’altro lavora per il Ministero di Giustizia italiano – DAP-Triveneto, ed è l’esperto italiano e si occupa da anni di Medio Oriente e Mediterraneo in chiave geopolitica e di sicurezza”. Insomma uno che “forma” con insegnanti anche italiani in Libia, contro la radicalizzazione. Con fondi europei? Non sappiamo.

Sia come sia, Enzo Bianchi sa benissimo quale “polizia” ha arrestato l’italiano Lolli:

“E’ stato arrestato da Rada, ossia dalla brigata antiterrorismo che fa capo a Kara (Abdel Rauf Kara, ndr), uno dei leader salafiti alleati del Governo di As-Sarraj, che conta al suo attivo circa un migliaio di combattenti, oggi sotto l’ombrello del Ministero degli Interni. Kara controlla alcune delle più importanti infrastrutture di Tripoli, fra cui l’aeroporto, e dispone di numerose prigioni illegali”.

Apprendiamo anche che questo caporione di milizia di nome Kara (milizia dalla quale la sopravvivenza di Al-Serraj dipende) “in questi giorni sta negoziando l’estradizione del fratello di Salman Abady – il killer di Manchester – alle autorità inglesi”.

Vedete la coincidenza? Gli inglesi – che hanno appena riaperto l’ambasciata a Tripoli, e hanno assoldato Kara e la sua banda, e l’italiano è stato arrestato da Kara. “Lolli a breve capirà che le sue coperture, da Musrati a suo cognato, sono saltate e non sono più in grado di proteggerlo”, profetizza Bianchi, che aggiunge: “Adesso è il momento buono per la Giustizia italiana di tentare la carta dell’estradizione”.

Non serve più, Lolli. Soprattutto perché prima a Tripoli avevano ambasciate aperte solo Italia e Turchia, mentre oggi dietro agli inglesi stanno per riaprire gli olandesi. Non solo: è già di nuovo sul posto lo UNISMIL – che è la Missione di supporto dell’ONU in Libia (Dio scampi) la quale ha giusto giusto cominciato, l’11 novembre, gli “addestramenti in risoluzione dei conflitti” a non meglio identificate “organizzazioni della società  civile libica”. Seconda, sta per arrivare anche la EUBAM, in neolingua “La missione UE di assistenza alla Libia nei confini”, ossia nella gestione dei confini: insomma, sarà la UE a impancarsi della faccenda, in accordo con le milizie di gangster che sostengono il governicchio As-Serraj. Lo farà sicuramente meglio di Minniti: vedrete che la CNN non dovrà più fare clamorosi  servizi falsi sui mercati degli schiavi a Tripoli. Si tratta di pompare Serraj contro Haftar, ossia contrastare l’influenza di Mosca e dell’Egitto. Nessuno lamenterà più la brutalità dei libici sui negri.

Anche perché, spiega il sempre informatissimo Bianchi dell’Agenfor, la gestione dei migranti “è il settore di uno specifico gruppo del Ministero dell’Interno libico, che è il DCIM, che non si fa certo sfuggire il business dei migranti – perché tale è per la Libia oggi il dramma dei migranti – a vantaggio degli uomini di Taha Misrati.”

Esiste dunque un Ministero dell’Interno di As-Serraj! Il quale vuole essere il solo ad accordarsi con inglesi ed eurocrati. Sicuramente non gratis.

Sappiamo dalla moglie libica di Lolli, intervistata dal  Resto del Carlino, che non solo suo marito è stato arrestato   dai miliziani di Rada: “Negli ultmi tempi so che altri italiani sono stati arrestatisoprattutto insegnanti».

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/giulio-lolli-1.3514607

Insegnanti. Soprattutto. Il segno di un cambiamento di protettori internazionali che la cosca Serraj ha scelto? Non chiedete al vostro cronista, che sa pochissimo.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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