Orientamento dei media e cultura popolare. Leonid Savin - www.altreinfo.org

Orientamento dei media e cultura popolare. Leonid Savin

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La guerra basata sull’informazione sta diventando rapidamente parte integrante dei conflitti moderni. I moderni media digitali ed il rapido sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno creando un nuovo campo di gioco. Questo dovrebbe essere chiaro a tutti: alle figure politiche nelle posizioni decisionali, ai soldati e al pubblico in generale.

marushevskaya

La guerra basata sull’informazione viene utilizzata per raggiungere obiettivi che richiederebbero forze militari serie e lo spargimento di sangue (ad esempio, l’annessione di parte di un Paese) con altri mezzi. La vittoria e la sconfitta si verificano nelle coscienze delle parti in guerra. Per inviare un messaggio a volte è necessario distruggere case, veicoli, infrastrutture civili o vite innocenti; tuttavia, il messaggio da solo, quando è ben sviluppato e se necessario supportato, a volte è sufficiente. La componente militare tradizionale non dovrebbe essere completamente ignorata, ma può assumere un altro ruolo. [1]

Ci sono diversi modi per condurre una guerra informativa. Nell’era della Guerra Fredda, l’Occidente ha diffuso la propaganda antisovietica attraverso le onde radio delle sue stazioni radio e attraverso i mass media controllati in altri Paesi. A partire dagli anni 2000, un elemento di comunicazione politica chiamato spin iniziò ad essere attivamente utilizzato nell’arena internazionale. Ha un’intera gamma di interpretazioni, come “giravolta”, “creazione di storie”, “diffusione di intrighi”, “tappa buchi” ecc. Gli specialisti di spin sono chiamati nientemeno che spin doctor negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Sono il tipo di persone che possono fare “di una talpa nera una montagna” e viceversa. In alcuni casi, diluiscono il significato iniziale di un evento, in altri lo cambiano in uno più adatto a loro e in altri casi ancora accendono le masse per ottenere un certo effetto. La rappresentazione più indicativa di uno spin doctor è stata fornita da Robert de Niro nel film di Barry Levinson “Sesso e potere”.

Come autore di uno studio sulla comunicazione politica, B. MacNairn si è espresso affermando “il giornalismo determina la realtà politica” e lo strumento dei mass media viene utilizzato per correggere la strategia politica di alcune parti e lavorare sulla coscienza collettiva. Lo spin doctoring è usato principalmente in Paesi con antiche tradizioni democratiche, vale a dire Stati Uniti e Gran Bretagna.

È lì che gli spin doctor hanno diligentemente lavorato alla legittimazione della seconda invasione dell’Iraq e sullo “sbiancamento” dei politici che si erano lasciati coinvolgere in una sorta di scandalo. Ma la globalizzazione non sta lì a poltrire; questa tecnologia sta sicuramente iniziando a filtrare in altri Paesi.

Certo, negli ultimi anni l’Ucraina è diventata l’argomento di questo spin doctoring. In questo caso, gli organi di informazione corporativa non solo “curano” le menti dei cittadini ucraini, ma anche del mondo intero.

È sufficiente osservare per un po’ i principali mass media e sovrapporre le loro affermazioni basate su fonti ufficiali ucraine con le fonti stesse.

Gli spin doctor creano anche manipolazioni orientate alla creazione di immagini positive per i processi che sono appoggiati dagli stessi Stati Uniti. Tale caso è quello del breve video “I am a Ukrainian”, che suggeriamo al lettore di guardare come parte della guerra informativa contro la Russia e come il lavoro delle strutture occidentali che si occupano di comunicazioni strategiche.

Il 10 febbraio 2014 è apparso un video sul famoso sito di condivisione YouTube in cui una giovane e simpatica ragazza ucraina ha raccontato in inglese una storia sulla battaglia del popolo ucraino contro la corruzione. Era una studentessa dell’Università T. G. Shevchenko di Kiev, Yulia Marushevskaya, che studiava la lingua ucraina e la sua letteratura.

Nel suo discorso, menzionava anche il passato comunista, il desiderio di una lotta per ottenere la libertà e tutta una serie di altri postulati che, presi insieme, formavano un intero messaggio. Inoltre, chiedeva agli spettatori di diffondere il messaggio, poiché temeva che Internet e i servizi mobili in Ucraina potessero essere chiusi e il mondo non sarebbe stato in grado di ottenere alcuna informazione. Il video di due minuti è, come si dice, diventato virale e parole di vicinanza sono state trasmesse da diversi Paesi.

Tuttavia, questa storia è stata uno sforzo spontaneo di un rappresentante del popolo ucraino che voleva scoprire la verità? Moltissimi media, blogger ed attivisti erano presenti a Maidan; hanno registrato praticamente ogni giorno ed hanno espresso il loro punto di vista da posizioni diverse. Perché proprio questo video è diventato un successo e perché ha creato un certo punto di svolta nell’opinione pubblica, almeno negli Stati Uniti?

La risposta è che persino un’indagine superficiale non porta ad attivisti delle ONG locali ucraine, ma ai maestri americani della manipolazione e dei colpi di Stato.

Come si è scoperto, il professore universitario di Stanford Larry Diamond (che è un membro del potente Consiglio neoliberista degli affari esteri (CFR)) ha avviato il progetto e il frammento ucraino è solo una parte del progetto documentario “Da un sussurro ad un ruggito”, che parla della marcia (democratica americana) sul mondo. Diamond è direttamente collegato alla fondazione National Endowment for Democracy (NED) e all’agenzia USAID ed ha anche partecipato allo sviluppo della “Primavera Araba” insieme a Sharif Mansour di Freedom House e Sharik Zaraf, membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. [2]

Il frammento ucraino (altri Paesi che sono diventati oggetto del focus degli spin doctor erano Egitto, Malesia, Venezuela e Zimbabwe) è stato registrato da Ben Moses, un famoso giornalista televisivo e (ex) produttore esecutivo dell’ufficio di Washington della rete televisiva ABC. Questa rete fa parte delle cosiddette tre grandi ed ha una larga fetta di spettatori americani. Il film “Da un sussurro ad un ruggito” ha una versione popolare e scientifica ed è stato tradotto in diverse lingue, tra cui il russo.

L’ex segretario di stato americano Hillary Clinton ha affermato in modo inequivocabile nella sua recensione al film, che “questo film non è solo un entusiasmante documentario, ma una fonte di ispirazione per le persone di tutto il mondo che stanno cercando di rendere i governi responsabili nei confronti dei cittadini che servono. Le storie di “Da un sussurro ad un ruggito” dimostrano che la democrazia è il prodotto di enormi sacrifici e che siamo tutti responsabili di assicurare la sua promessa per le generazioni future“. [3] In altre recensioni è scritto che il film può servire come un mezzo per agire in luoghi in cui un popolo non è soddisfatto della sua posizione. Cioè, il film è una sorta di istruzione per l’esecuzione di colpi di stato, solo in un modo velato.

Ben Moses stesso si è fatto innocente osservatore degli eventi a Kiev in un’intervista per Huffington Post: “Ero in Ucraina, dove stavo preparando un film sulla democrazia, quando le proteste hanno improvvisamente oscurato ogni cosa. Centinaia di migliaia di persone normali hanno riempito le strade … Quando incontravo persone con azioni di protesta, molti di loro avevano con sé famiglie e figli e mentre ascoltavo le loro storie, ho deciso di provare a fare qualcosa, di dire agli altri quello che stava realmente accadendo. Questa ragazza personifica la stragrande maggioranza delle persone per le strade di questo Paese e parla dal cuore della protesta... ” [4]

È, naturalmente, furbo. Ed è molto significativo il fatto che Moses fosse in Ucraina a partire da dicembre 2013 (cosa comprovata da documenti ufficiali) mentre il video è stato trasmesso a metà febbraio 2014. C’era tempo più che a sufficienza per la preparazione del testo, lo studio della psicologia degli abitanti locali e la selezione di un’attrice. Il video è venuto bene. Anche gli analisti della comunicazione non verbale hanno iniziato a prestare attenzione ad esso come un pezzo di materiale da studio.

Ad esempio, il dottor Jack Braun, che ha sezionato il video in dettaglio, afferma che circa il 55-80% di tutta la comunicazione umana è non verbale e, di conseguenza, che il successo di un messaggio dipende in molti modi dalle espressioni facciali corrette. Egli osserva che in questo breve video sono incluse le emozioni di repulsione, paura, tristezza ed altri sentimenti percepiti a livello subconscio. [5] Poiché le espressioni facciali della ragazza accompagnavano il testo, non è difficile immaginare che il compito del regista e dello sceneggiatore che ha preparato il video sia stato quello di mettere certe associazioni nella testa dei telespettatori. Tuttavia, è vero che gli specialisti hanno notato che un tale pacchetto di emozioni costretto in un piccolo messaggio è praticamente impossibile nella vita reale.

A proposito, Marushevskaya è sposata con il regista del canale di notizie ucraino “24”, Markian Protsiv, ed è per questo che non è stato difficile per Moses scegliere una brava attrice.

Dopo l’emergere del video, l’attrice è stata immediatamente invitata a partecipare ad un programma della CNN insieme ad un presentatore di un orientamento sessuale non tradizionale, Anderson Cooper. Questo è ancora un altro specialista della propaganda e della disinformazione, che è stato attivo nella creazione del film Kony 2012 che è stato dedicato al capo dell’Esercito Ugandese della Resistenza del Signore Joseph Kony. Il film stesso era considerato dagli specialisti come una propaganda primitiva ed una manipolazione dell’opinione pubblica che doveva fornire una base per un intervento militare americano in Africa. È possibile che l’intervento avrebbe potuto aver avuto luogo; tuttavia, uno dei registi del film ha parlato di casi di falsi intenzionali durante la produzione del film, il che ha portato ad uno scandalo pubblico. Una simile confusione che circonda Anderson Cooper ha avuto luogo anche dopo la falsa storia dello studente siriano Danny, che ha raccontato delle “atrocità dell’esercito” di Assad in Siria. Questa volta, l’attore non è nemmeno riuscito a mentire correttamente e l’inganno è stato scoperto rapidamente. [6]

A proposito, dopo che la clip è stata girata, l’attrice Yulia Marushevskaya ha frequentato una scuola estiva della Harvard University e in seguito un breve stage presso la Stanford University. Ma la sua carriera era appena all’inizio. Tuttavia, non ha avuto inizio né nell’area della lingua ucraina né nel cinema. Invece, nell’ottobre 2015 è stata nominata responsabile dell’ufficio doganale di Odessa. È noto che Petro Poroshenko ha dichiarato la sua nomina per quel posto due giorni prima della fine del periodo di richiesta. I politici ucraini hanno imparato bene le lezioni di lobbismo dai loro superiori americani.

Certo, non sono solo la TV e i piccoli film di propaganda che vengono diffusi attraverso i social media ad essere usati come arma nella guerra psicologico-informativa. Il cineasta in quanto tale è uno strumento d’influenza molto potente, perché può creare sia una realtà illusoria che un messaggio ideologico.

Poiché le star del cinema sono spesso oggetto di imitazione da parte delle masse, l’impegno degli attori nei progetti politici è diventato una pratica completamente abituale della politica estera di Washington.

Ad esempio, Angelina Jolie, che è un’ambasciatrice di buona volontà dell’ONU e membro del CFR, ha attivamente utilizzato la sua immagine di star del cinema e attivista sociale per promuovere la dottrina USA / NATO “Responsabilità di proteggere”. Ha focalizzato la propaganda della guerra intorno all’idea di “intervento umanitario” durante un’intervista al ramo balcanico di Al-Jazeera per la promozione del suo film “Nella terra del sangue e del miele”.

Il debutto alla regia di Jolie è avvenuto a Sarajevo nel 2012 ed il film stesso è stato orientato verso la giustificazione del duro massacro della NATO in Bosnia negli anni ’90 ed includeva un chiaro sotto testo sul conflitto siriano.

Ha sottolineato l’inerzia della “comunità internazionale” ed ha affermato che “la Siria ha purtroppo raggiunto un punto in cui è assolutamente necessario un intervento…“. Questo è paradossale perché, essendo ambasciatrice di buona volontà dell’ONU, ha fatto dichiarazioni che contraddicono la carta dell’organizzazione.

“L’uso dei diritti di veto in questioni di intervento umanitario dovrebbe essere messo in discussione” – ha detto, pur avendo in mente che le opinioni di Russia e Cina non possono essere prese sul serio. [7]

Il caso Jolie non è unico. Come scrive Rebecca Keegan nel Los Angeles Times [8], per molti decenni i rapporti tra Hollywood e le forze armate hanno soddisfatto le esigenze di entrambe le parti: i cineasti hanno avuto accesso ad attrezzature, luoghi, personale ed informazioni che hanno dato alle loro produzioni un elemento di realismo, mentre le forze armate hanno ricevuto alcune misure di controllo sul prodotto finale.

Questo non è importante solo per il reclutamento, ma anche per la gestione della condotta degli eserciti moderni, nonché per una forma di appello ai contribuenti statunitensi che alla fine pagano il conto. Se consideriamo che meno dell’1% della popolazione statunitense è attualmente in servizio nell’esercito, l’intrattenimento (compresi film, programmi TV e videogiochi) è la chiave per formare le idee della società su cosa sia un soldato.

“I film di Hollywood sono i più importanti negli Stati Uniti e presentano conclusioni utili per i militari” – afferma Lawrence Suid, autore del libro “Guts and Glory: The Making of the American Military Image in Film”. Secondo lui, “Gli americani amano la violenza ed i film di guerra assicurano il massimo della violenza senza alcun pericolo”. Sta dicendo che esiste una regola non detta ad Hollywood: non criticare la politica estera degli Stati Uniti se il Dipartimento di Stato americano non ha acconsentito. Gli attori che cercano di dire la verità sui vari problemi di cui gli Stati Uniti sono la causa, sono stati banditi e non ricevono alcun contratto.

Ma, come ha detto Jean Baudrillard, “qualunque sia il caso, qualunque cosa si pensi della superbia del dollaro o delle multinazionali, grazie alla sua folle convinzione che realizzi tutti i miti, la cultura americana è attraente per il mondo intero ed anche per quelli a cui causa sofferenza.” [9]

 

[1] Ulrik Franke, War by non-military means, FOI, March 2015, Р. 9.

[2] The CIA Role in the Arab Spring. January 18, 2014

http://stuartjeannebramhall.com/tag/open-society-institute/

[3] http://awhispertoaroar.com/

[4] Deborah Stambler. I Am a Ukrainian: Can You Be Viral and Anonymous? 02/14/2014.

http://www.huffingtonpost.com/deborah-stambler/i-am-a-ukrainian-can-you-_b_4781793.html

[5] http://www.bodylanguagesuccess.com/2014/02/nonverbal-communication-analysis-no_20.html

[6] Paul Joseph Watson. ‘Syria Danny’ Caught Staging CNN War Propaganda Stunt. March 6, 2012

http://www.infowars.com/syria-danny-caught-staging-cnn-war-propaganda-stunt/

[7] Angelina Jolie Conscripted To Sell Genocidal ‘Humanitarian Intervention’ War Doctrine, 24 FEBRUARY 2012

http://empirestrikesblack.com/2012/02/angelina-jolie-conscripted-to-sell-genocidal-humanitarian-intervention-war-doctrine/

[8] Rebecca Keegan, The U.S. military’s Hollywood connection // Los Angeles Times, August 21, 2011

http://articles.latimes.com/2011/aug/21/entertainment/la-ca-military-movies-20110821

[9] Ж. Бодрийяр. Америка. – СПб.: Владимир Даль, 2000. С. 151.

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Articolo originale di Leonid Savin:

https://www.geopolitica.ru/en/article/media-spin-and-pop-culture

Traduzione di Costantino Ceoldo – Pravda freelance

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