L'industria delle menzogne: il massacro di Timisoara, una delle più grandi bufale della storia. Enrica Perucchietti - www.altreinfo.org

L’industria delle menzogne: il massacro di Timisoara, una delle più grandi bufale della storia. Enrica Perucchietti

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Il massacro di Timisoara, una delle più grandi bufale della storia, nacque e si diffuse sulla base di una fonte anonima.

I primi a diffondere la notizia, nei giorni che precedettero il Natale 1989, mentre nel Paese infervorava la rivoluzione contro il regime di Ceausescu, furono i redattori della MTI, un’agenzia di stampa ungherese, che sostennero di averla appresa da un “viaggiatore cecoslovacco”, del quale non fu mai rivelata l’identità.

A prova di tale tragedia il ritrovamento di fosse comuni all’interno delle quali giacevano, secondo la ricostruzione, migliaia di cadaveri di persone mutilate, torturate e uccise durante il massacro. Si parlò di 4700 morti, almeno 2000 feriti, 13000 condannati a morte.

Venne battezzato il “massacro di Timisoara”.

Tali racconti furono presi e rilanciati dai notiziari di tutto il mondo che, nonostante la mancanza di ufficialità, diedero la notizia con titoli drammatici e supportati da immagini impressionanti. Il mondo rimase sconvolto. I reportage dai toni appassionati confezionati dai maggiori giornali internazionali, in pieno periodo natalizio, commossero l’opinione pubblica occidentale.

Qualche tempo dopo si scoprì che le fosse comuni non erano mai esistite, neppure i corpi delle vittime trucidate. Quello che doveva essere uno dei più crudeli genocidi dal dopoguerra in poi si rivelò essere in realtà un clamoroso falso.

L’industria della menzogna: le false vittime del massacro di Timisoara

Le fosse comuni non esistevano; le immagini dei cadaveri trucidati si riferivano alle salme di 13 persone morte tempo prima, in particolare barboni e ubriachi: erano stati riesumati in tutta fretta dal cimitero dei poveri e dall’istituto medico legale qualche giorno prima della messa in onda del servizio. Si trattava, insomma, di una messinscena, un falso ben confezionato che era divenuto virale e a cui aveva creduto l’opinione pubblica. Gli autori e i mandanti della falsificazione rimangono ancora sconosciuti. Presumibilmente i registi di questa messinscena furono alcuni oppositori o ex collaboratori di Ceausescu.

 

di Enrica Perucchietti

Tratto da: https://revoluzione.unoeditori.com

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