Lo Stato Islamico, Rita Katz e il Mossad. La narrativa ufficiale degli attentati dell'ISIS. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Lo Stato Islamico, Rita Katz e il Mossad. La narrativa ufficiale degli attentati dell’ISIS. Elena Dorian

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“L’attentato di Londra è stato rivendicato dall’ISIS”.

ANSA

Questa è la notizia diffusa da tutti i mezzi d’informazione.

Ma come fa l’ISIS a rivendicare un attentato?

Lo fa attraverso una sua agenzia di stampa che prende il nome di Amaq. Questa agenzia ha però una particolarità inquietante: si trova nel deep web e la vede soltanto una persona in tutto il pianeta. Questa persona si chiama Rita Katz, un’ebrea sionista molto vicina al Mossad, che opera negli Stati Uniti attraverso un sito denominato SITE.

Riepiloghiamo i fatti: un tizio accoltella e uccide due persone, la gente lo immobilizza, arriva la polizia e lo ammazza, nonostante sia già immobilizzato (o per un motivo o per l’altro li ammazza sempre), i jihadisti rivendicano l’attentato e dicono che sono stati loro, ma lo scrivono in un sito – Amaq – che vede soltanto Rita Katz e che nessun’altra persona al mondo può controllare o verificare perché quel sito lo vede soltanto lei.

Cinquant’anni fa questa notizia non sarebbe arrivata da nessuna parte perché non può essere verificata e Rita Katz sarebbe andata a finire in galera per connivenza col terrorismo o per qualche altro motivo. La gente si sarebbe chiesta:

“Ma perché ammazzarlo a sangue freddo, non era meglio interrogarlo e cercare di capire?”, oppure: “Come ha fatto a organizzare tutto questo un tizio super controllato dall’antiterrorismo inglese?, oppure ancora “Come mai soltanto Rita Katz riesce a decifrare i messaggi dei terroristi?

Questo cinquant’anni fa, quando la gente si poneva ancora domande e ragionava con la propria testa. Oggi invece tutti i mezzi d’informazione si affrettano a riportare la notizia in prima pagina, senza nemmeno citare la fonte (ridicola), la gente gioisce perché hanno ucciso un terrorista (uno di meno) e nessuno si chiede come mai Rita Katz sia l’unico essere vivente che vede i siti dell’ISIS.

E’ evidente che in questa narrativa c’è qualcosa che non va.

Per quel che ne sappiamo l’ISIS potrebbe anche non esistere, oppure essere una creatura della CIA o del Mossad e quel tizio potrebbe essere stato manipolato da chiunque.

Ma tra le tante cose che non vanno mi preme sottolinearne due:

  1. questo non è modo di fare informazione e
  2. la gente non si pone domande e crede a tutto quello che i media raccontano.

Quando queste due cose si verificano in contemporanea, vuol dire che stiamo entrando in un regime.

Ma questa è un’altra storia.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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