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La manifestazione delle mamme e delle nonne. Ma quale piazza “negazionista”, ecco la verità…

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Quella di sabato a Roma, demonizzata dalle forze di governo e dai media, è stata una manifestazione organizzata da mamme e nonne desiderose di affermare che i figli non sono dello stato e contrapporsi all’invadenza dello stato con la scusa della salute pubblica.

Sono stata anch’io alla manifestazione delle mamme e delle nonne, quella tacciata di ogni sorta di  “–ismo”, di negazionismo, di fascismo, di nazismo, di razzismo…. Quella rispetto alla quale non si è ritenuto che fosse sufficiente ignorarla aumentando il volume sul crescendo dei test di asintomatici, altrimenti detti sani, quella per la quale il Segretario del Partito Democratico è sceso in campo sulla sua pagina FB  augurandosi “una rivolta popolare” contro “gente folle”.

Descritta come una piazza pericolosa per la temuta presenza di formazioni di estrema destra e di provocatori, io e un gruppo di amiche mamme e nonne siamo andate accompagnate da ogni sorta di raccomandazione di stare attente, di tenerci lontane dalle possibili violenze, di non correre rischi inutili.  Ebbene, nelle quattro lunghe ore in cui si sono avvicendati sul palco, aggregati dalla causa comune, i protagonisti più vari (più simili ai Tea Party di opposizione al governo Obama negli Usa che ai negazionisti della shoah) non c’è stato il minimo contrasto, il minimo accenno di violenza, forse perché i tafferugli si erano già verificati su una manifestazione di Forza Nuova che si era tenuta al mattino.
In altre parole nello svolgersi dell’evento stesso la piazza si è dimostrata veramente una piazza per le famiglie, organizzata da mamme e da nonne accompagnate da padri e da nonni, interessati ad affermare innanzitutto che i figli non sono dello Stato e a contrapporsi a decisioni calate dall’alto e imposte con la scusa della pandemia in materia di salute e di educazione.

Invece i contrasti più accaniti si sono verificati prima e dopo l’evento: prima, in particolare, la denuncia di Zingaretti alla DIGOS da parte di alcuni dei relatori, fra cui il Magistrato Angelo Giorgianni, già Sotto-segretario agli Interni del governo Prodi; dopo, c’è stato il deciso annuncio del “flop” dell’evento, con il Corriere e Repubblica che con l’occasione riducevano pure l’affluenza all’oceanica manifestazione di Berlino ad appena 15.000, e tweet clamorosi come quello del grillino Ignazio Corrao  che trova non male l’idea di schedare tutti gli intervenuti alla manifestazione. Per constatare in quanti eravamo basta guardare le foto in Internet.

Verosimilmente è stata la virulenza degli attacchi da parte delle forze politiche di governo, rafforzati dallo stesso tipo di messaggio ribadito dai mainstream, come ad esempio da Enrico Mentana su La7, a consigliare anche ai leader dei partiti di opposizione di tenersi alla larga da Roma; Matteo Salvini e Giorgia Meloni erano infatti entrambi vistosamente impegnati altrove e si sono guardati bene dal mandare un messaggio di incoraggiamento.

La galassia degli interventi ha spaziato da medici ad economisti, da biologi ad astrofisici, dai proponenti della scuola parentale ai “forconi”, da esponenti  della New Age a sostenitori di Donald Trump. Fra i nomi che si sono avvicendati sul palco spicca quello dell’economista Nino Galloni, direttore generale dell’INPS dai tempi di Donat Cattin fino al 2018. In poche battute Galloni ha messo in fila i principali avvenimenti della storia economica del dopoguerra, compreso il delitto Moro collegato alla sovranità monetaria, e ha delineato due correnti dell’alta finanza che si stanno scontrando fra loro:  la più potente, che con pretesti come quello dell’ambientalismo sta operando per ridurre la popolazione mondiale, e la seconda, che immette tutta la moneta che occorre a mandare avanti l’economia ma chiamandola ancora debito.  Se ne esce, ha spiegato l’economista, solo superando gli egoismi.

Molto applaudita la comparsa fugace di Dario Musso, il giovane che aveva creduto si potesse imbracciare un megafono per cercare di allertare i suoi concittadini, ma si è trovato bloccato in un attimo e sottoposto a TSO.  Applaudito anche Giuliano Castellin, leader di Forza Nuova, di cui gran parte della piazza ignorava l’identità perché presentato solo come padre di tre figli.

Per concludere c’è stato il fermo davanti al Quirinale di Nonna Maura, la donna che aveva iniziato la protesta chiamando a raccolta con i mezzi artigianali di cui possono disporre tutti: i “social”. Da lei si apprende che della logistica dell’evento si è occupato un altro gruppo, costituitosi in associazione “Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria”,  collegato ma indipendente dalle signore che hanno percorso le città d’Italia chiamando a raccolta le mamme e le nonne.

La signora Maura a metà della manifestazione aveva abbandonato Piazza Bocca della Verità per andarsi a incatenare vicino al Quirinale, sperando che Sergio Mattarella sarebbe stato informato che in basso c’era una mamma semplice che chiedeva di parlare con lui.  Cosa chiede? “Chiediamo l’abrogazione delle leggi Azzolina e Lorenzin, perché non ci sentiamo tranquille per niente per la condizione nella quale i nostri figli e nipoti andranno a scuola.  Ci battiamo inoltre perché si metta fine alla consuetudine italiana di finanziare l’affido dei minori alle case-famiglia, generalmente costituite in coop, anziché dare gli stessi soldi alle mamme perché possano permettersi di tenere il figlio a casa.”

E’ stata portata via con la forza e le urla, facendole inutilmente male a un polso.

 

di Alessandra Nucci

Fonte: https://lanuovabq.it/it

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