Statistiche 2020: la pandemia che non c'è. Mattia Liviani - www.altreinfo.org

Statistiche 2020: la pandemia che non c’è. Mattia Liviani

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Questi sono i dati ufficiali ISTAT riguardanti i decessi avvenuti in Italia dal 2002 al 2019. Come si può vedere, il numero dei morti è in continuo aumento, anno dopo anno, e questo è dovuto al fatto che anche l’età media degli italiani è in continuo aumento, e il numero di anziani è quindi sempre più elevato.

Quindi, la vita media è in crescita, ma siccome la popolazione è sempre più anziana, anche il numero dei morti è in crescita.

Statistiche dei morti dal 2002 al 2019 in Italia e proiezione 2020Tenendo conto dell’andamento degli ultimi 18 anni, la proiezione dei decessi per il 2020, si assesta su un numero totale di circa 660.000 decessi attesi, con una variazione accettabile di +/-3%. In sostanza, il numero dei morti attesi nel 2020 potrebbero arrivare a 680.000, senza che sia rilevata alcuna anomalia statistica, essendo in linea con il trend.

Ad esempio, nel 2015 c’è stato un numero di morti pari a 653.000, ben 54.436 decessi in più rispetto all’anno precedente (+9,0%), senza che per questo si diffondesse alcun allarmismo. Eppure l’aumento dei decessi era di gran lunga superiore alle attese.

Nel 2020, fino al mese di settembre compreso, secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, ci sono stati in Italia 527.888 morti, quindi mancano all’appello tra 132.112 e 152.112 decessi senza che ciò segnali alcun tipo di anomalia. Al 30 settembre 2020, i dati rilevati sono in linea coi dati attesi.

In sostanza, almeno da un punto di vista statistico, fino a tutto il 30 settembre 2020, non c’è nessuna pandemia in atto.

Rileviamo inoltre che l’ISTAT sta diffondendo i dati confrontando il numero dei morti del 2020 con la media dei morti degli ultimi cinque anni. Si tratta di una iniziativa che suscita molta perplessità, in quanto ipotizza che i morti debbano essere in linea con la media degli ultimi cinque anni, cosa del tutto falsa. Infatti, il numero dei morti è in crescita continua da 18 anni, per i motivi spiegati in precedenza, e la media non ha alcuna rilevanza.

Questo grossolano errore statistico crea allarmismo in quanto sopravvaluta il numero dei morti del 2020, confrontandoli con un parametro sbagliato, inferiore a quello risultante dalla proiezione.

L’errore può essere spiegato in uno dei seguenti modi:

  1. il personale dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) non ha alcuna competenza in materia statistica;
  2. l’errore è voluto, per sopravvalutare i decessi 2020 ed enfatizzare l’anomalia Covid (che non c’è).

Altre interpretazioni non dovrebbero esserci.

 

di Mattia Liviani

Fonte: www.altreinfo.org

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