Aggressione omofoba: crea un problema e offri la soluzione. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Aggressione omofoba: crea un problema e offri la soluzione. Elena Dorian

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Potremmo definirlo un cliché, talmente tanti sono gli esempi che abbiamo a disposizione.

Dapprima c’è un evento di un certo tipo, che mette al centro un problema, vero o falso che sia, e dall’altra una proposta immediata di soluzione per  risolvere quel problema. Nella soluzione si celano spesso degli scopi secondari, più o meno evidenti alla prima analisi.

E’ una delle dieci strategie della manipolazione, attribuita a Noam Chomsky. Si tratta della tecnica più utilizzate dal potere per imporre ciò che vuole, perché permette agli organi di informazione di creare quella pressione mediatica di cui il potere ha bisogno per approvare leggi e provvedimenti, superando gli ostacoli della logica e della razionalità.

Oggi è il caso della presunta aggressione omofoba avvenuta a fine febbraio e resa nota ieri, a distanza di quasi un mese, nel momento stesso in cui i media e la falsa sinistra incominciano a fare pressione per approvare il Disegno di Legge Zan.

Il caso in esame è questo:

https://www.ansa.it/io-e-il-mio-compagno-aggrediti-per-un-bacio

Viene riportato da tutti i media italiani, con grande risalto, tra cui Repubblica, La Stampa e Il Giornale. Si tratta di una aggressione, avvenuta contro un attivista gay e prontamente filmata da un altro ragazzo, amico dell’aggredito, che lo chiama per nome.

Non è la prima aggressione documentata in video, ce ne sono molte altre.

Il video, che è disponibile soltanto su YouTube o nel sito dell’associazione Gay che ha sollevato il caso. riporta un’aggressione avvenuta in una stazione della metropolitana di Roma, completamente deserta. Partecipano alla scena quattro persone, una che scappa immediatamente e sparisce dalla scena senza esser più inquadrata, l’aggredito, l’aggressore, una quarta persona che riprende in video, senza minimamente aiutare il ragazzo aggredito, nel mentre grida “Ehi ehi, che c’è, Gianpierre..:”

Non si capisce assolutamente nulla di ciò che è successo prima dell’aggressione, perché la scena parte prontamente dal momento in cui si vede l’aggressore.

Mi pongo queste domande. Se un vostro amico viene aggredito, voi cosa fate, impugnate il cellulare per riprendere il video poco prima dell’aggressione? e il terzo partecipante che scappa subito chi è?

Gli aggrediti hanno incassato la solidarietà di tutto il mondo politico, da Enrico Letta a Virginia Raggi, passando per Giorgia Meloni e il redivivo Alessandro Di Battista, ma non potevano mancare le Sardine, rappresentate da Mattia Santori.

Crea il problema e offri la soluzione

Qual è il problema?

Le aggressioni e le discriminazioni contro gli omosessuali, i transgender e gli LGBTQ+ in generale.

Qual è la soluzione?

Una legge che punisca severamente questi crimini.

Quindi, se sei un’operaio dell’ex ILVA e qualcuno ti insulta e ti aggredisce per strada urlandoti contro perché sei un poveretto  che suda tutta la vita per guadagnarsi il pane, e sei talmente stanco che non hai nemmeno la forza di reagire, devi far querela di parte ed aspettare che la legge faccia il suo corso. Di solito non arriva mai la giustizia, anche perché non hai i soldi per pagare un avvocato che presenti la querela e segua la pratica.

Se invece di un transgender o gay, la Magistratura deve agire d’ufficio, perché l’azione penale diventa un atto dovuto, non devi nemmeno andare da un avvocato, il tuo aggressore rischia multa e galera, verrà ridotto al lastrico, tu non sostieni alcuna spesa, le associazioni gay possono reclamare il diritto al risarcimento, altrettanto potranno fare il Comune in cui sei residente e chiunque si senta offeso da questa aggressione.

Quindi, un operaio che suda all’ILVA per mantenere la propria famiglia, che respira aria inquinata tutto il giorno e che subisce un’aggressione dovrà sudare sette camicie per far valere i suoi diritti. Un gay o un transgender potrà comodamente sederti sul divano ed aspettare che tutto l’ambaradan politico e mediatico si muova per distruggere l’aggressore e far valere i suoi diritti.

Chi è il discriminato?

Ma è tutto qui o c’è dell’altro?

No, certo che non è tutto qui. Questi sono solo specchietti per le allodole.

Cosa vuol dire discriminare gli LGBTQI+?

Il problema è cosa si intende per discriminazione contro gli omosessuali e gli LGBTQI+ in generale. Ad esempio, dire che la famiglia naturale è quella composta da un uomo e una donna è discriminazione verso il mondo transgender? Dire che sono una donna e mi piacciono gli uomini è una discriminazione verso gli LGBTQI+? Non avere mai avuto un presidente italiano gay è una discriminazione? Avere un parlamento senza Ministri gay è una discriminazione? Non permettere ad un cameriere uomo di truccarsi e vestirsi con la minigonna è discriminazione?

Intanto è già partito il tam tam mediatico: dobbiamo approvare il ddl Zan.

Gli obiettivi del potere apolide

Dietro questo tam tam mediatico c’è sempre un altro obiettivo del potere globale apolide:

la destrutturazione e la divisione della società.

Non dimentichiamoci mai che è la finanza apolide quella che controlla la stampa e impone la propria agenda ai media e ai politici.

Questo tam tam non è  un’eccezione. Lo potete constatare in tutti gli altri paesi occidentali. Ovunque è uguale. Stessa strategia, stessi video, stessi obiettivi.

E non è una coincidenza.

 

di Elena Dorian

Fonte: www.altreinfo.org

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