Grillo esagera, ma sull’immigrazione si è sbattuta la gente esasperata in prima pagina. Come mostri. Mauro Bottarelli - www.altreinfo.org

Grillo esagera, ma sull’immigrazione si è sbattuta la gente esasperata in prima pagina. Come mostri. Mauro Bottarelli

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ora, l’ultima sparata di Beppe Grillo – l’istituzione di giurie popolari per giudicare il livello di bugie propagandate da telegiornali e stampa – è ovviamente provocatoria e, come spesso accade al comico ligure, eccessiva. Il guru del M5S, infatti, accusa i media tradizionali di essere “fabbricatori di notizie false nel Paese allo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”: l’Ordine dei giornalisti ha diramato un comunicato di fuoco ed Enrico Mentana, direttore del tg di La7, ha annunciato querela per diffamazione in sede penale e civile. In effetti, Beppe Grillo ci è andato pesante perché, in gergo giuridico, ha peccato di “attribuzione di fatto determinato”, un’aggravante della diffamazione. Poco male, il suo compito non è certo quello di spegnere gli incendi, semmai di alimentarli. E i soldi per pagare un buon avvocato di certo non gli mancano. Magari anche due.
beppe-grillo

Faccio questo lavoro dal 1998 e ho girato parecchie redazioni, prima di approdare al lavoro da freelance e posso garantire che ne ho viste e sentite di tutti i colori ma soltanto in rarissimi casi si può parlare di fabbricazione di notizie: semplicemente la grande stampa, quella che ha alle spalle interessi economici o politici forti, si limita a dare le notizie che ritiene più in linea, omettendo le altre o censurando l’altra faccia della medaglia di un determinato fatto. E questo, purtroppo, chiunque faccia il mio lavoro e abbia un minimo di onestà intellettuale, non può negarlo.
fake-news-invasion
Ho parlato da tempo del tema della lotta alle fake news, della caccia alle bufale e fin dall’inizio l’ho dipinta per quella che è e si sta rivelando, ovvero un tentativo di criminalizzazione del dissenso attraverso i filtri del politicamente corretto. Deve passare il messaggio che i blog e l’informazione indipendente sono il male, mentre la stampa “regolamentata” il bene. Inutile parlarne ancora, sono settimane che picchio su questo tasto, portando fatti e non presunte post-verità. C’è però un argomento sul quale i mass media italiani, nella loro quasi interezza, hanno venduto per mesi alla gente una narrazione distorta ed edulcorata, salvo solo ora cercare di salvarsi in corner ammettendo che, forse, sulla questione le cose non sono proprio a posto: l’immigrazione.
migrant_boat

Per mesi ci hanno detto che non c’era alcuna invasione in corso, che non c’erano emergenze, che i numeri degli arrivi erano in linea con quelli degli anni prima, che i migranti hanno diritto al movimento e noi il dovere dell’accoglienza, che sono profughi che non si possono respingere. Chiunque viva nel mondo reale sa da sempre che non era così, soprattutto se abita a Roma, Milano o anche nella più piccola Como, teatro per mesi di un bivacco di massa a cielo aperto sul prato antistante la stazione ferroviaria. Ma per i media andava tutto bene e chi diceva il contrario era razzista e xenofobo in base alle scomuniche del rito boldriniano attualmente in vigore.
formigli
Devo ammettere che, nella totalità dell’informazione italiana, sul tema il tg diretto da Enrico Mentana è stato il meno squilibrato ma, forse, perché tra “Piazza pulita”, “Di martedì”, “Otto e mezzo”, “L’aria che tira” e “Tagadà”, La7 ha messo in campo un arsenale di buonismo e narrative un po’ miopi quasi h24 per almeno un anno.
L’altro giorno è balzato agli onori delle cronache il caso di Cona, piccola località nel veneziano, dove la morte di una ragazza della Costa d’Avorio ospitata nel locale centro di accoglienza, ha scatenato la rivolta di gran parte degli immigrati, i quali dopo aver staccato luce e riscaldamento all’intero complesso, hanno tenuto in ostaggio per ore una ventina di operatori che prestano servizio nel centro, come mostra e spiega il video.

Ma questi altri video…

ci mostrano come da quelle parti il problema non sia stata la morte della cittadina ivoriana, bensì l’ennesimo pretesto, visto che le proteste dei migranti vanno avanti da mesi, così come i disagi enormi che arrecano alla cittadinanza. Il centro si trova nella frazione di Conetta, 197 anime a fronte di 1400 immigrati presenti nel centro. All’inizio erano arrivati in 50, in un anno e mezzo questa la realtà attuale: alla luce dell’accaduto, forse gli abitanti di Gorino non hanno sbagliato del tutto nel chiudere le strade del Paese per evitare l’arrivo di 12 profughe e dei loro figli, cosa dite? O magari sì ma lo hanno fatto a fronte di uno Stato che criminalizza come razzista e xenofobo chi fa notare che questa non è accoglienza, è un’invasione che garantisce business lucrosi: la coop che gestisce il centro di Conetta fatturava nel 2011 circa 110mila euro l’anno, nel 2016 qualcosa come 9 milioni e rotti di euro. Ma agli abitanti di Gorino, nessuno andrà a chiedere scusa.

cona8
E non basta, perché sempre – come avete visto nei video – in Veneto c’è anche il caso di Bagnoli, nel padovano, dove nel locale centro di accoglienza sono ospitati 800 profughi su una popolazione di 3600 abitanti circa. Come nel caso di Conetta, si tratta di una ex base dismessa e lo scorso 3 agosto, l’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva promesso ai sindaci delle due cittadine una redistribuzione dei migranti ospitati in tempi rapidi, “entro l’estate o al più tardi in autunno”. All’epoca, 3 agosto, a Conetta erano presenti 712 migranti e a Bagnoli 512. Cinque mesi dopo, non solo la situazione è degenerata ma gli immigrati ospitati nel primo centro sono raddoppiati e quelli nel secondo aumentati di due terzi. Sempre ieri poi, disordini anche a Verona e Vicenza, nel primo caso con una settantina di migranti che ha bloccato la strada, ribaltando cassonetti e danneggiando le auto in sosta per protestare contro la qualità del cibo scadente. E’ dovuta intervenire la polizia che ha deviato il traffico cittadino. Quanta stampa italiana ha raccontato e racconta queste storie? Certo, in compenso ci hanno frantumato gli zebedei per mesi e mesi con servizi infiniti sugli eroici salvataggi della Guardia costiera o sui rari casi di integrazione (8-9 migranti in tutto, non 1400 in un paese di 197 anime) ma di queste situazioni, diffuse più di quanto si pensi, hanno parlato i soliti due, tre giornali e le solite due trasmissioni televisive di Rete4, ovviamente bollate di populismo e marchiate con l’infamia.
cona1
Enrico Mentana sia onesto: prosegua pure con la querela contro Beppe Grillo ma ammetta che il 75% di tg e stampa ha girato la testa di fronte a quella che si sta tramutando, giorno dopo giorno, in una polveriera sociale pronta ad esplodere. E se perde la pazienza il Veneto bianco (inteso come cattolico), operoso, pacifico e accogliente, allora c’è da preoccuparsi e non poco: metà del mio sangue è veronese, so di cosa parlo. In quella regione sono 30mila i migranti accolti sul territorio, ovvero quindicimila in più rispetto alla quota calcolata in base al criterio del tre per mille sulla popolazione. Anche perché ora non servono soluzioni tampone ma strutturali: in un vertice di emergenza al Viminale, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ieri ha deciso lo spostamento in Emilia di 100 migranti del campo di Conetta, di fatto spostando il problema di qualche centinaia di chilometri e facendo arrabbiare cittadini emiliani invece che veneti. Resta il fatto che in quella frazione del veneziano resteranno circa 1300 immigrati, al 90% maschi in età da lavoro e proveniente da Corno d’Africa, Maghreb, Africa sub-sahariana e altri Paesi dove la guerra non c’è.
cona4
La stessa ragazza morta di trombosi polmonare arrivava insieme al fidanzato dalla Costa d’Avorio, dove non mi pare ci siano l’Isis o Al-Nusra. Certo, le anime belle ci dicono che si scappa dalla fame, dalla povertà, dalle persecuzioni politiche, dalla leva obbligatoria, dai cambiamenti climatici: al netto che se imparassimo a non seguire gli esportatori di democrazia faremmo un favore a noi stessi, evitando destabilizzazioni di aree sensibili, mi spiace ma l’Occidente non può permettersi di integrare tutta questa gente. La quale, spesso e volentieri, non vuole nemmeno integrarsi ma beneficiare dei welfare dei Paesi ospitanti, vivendo poi in base ai propri usi e costumi, disinteressandosi al concetto stesso di convivenza e reciprocità dei diritti e dei doveri.
cona10

Un caso emblematico in tal senso è arrivato l’altro giorno dalla città tedesca di Braunschweig, la quale ha dato vita a una speciale commissione che indagherà su oltre 300 casi di frodi e abusi commessi di richiedenti asilo, i quali truffavano il sistema di welfare utilizzando diverse identità per ottenere i benefit. E potrebbe essere solo la punta dell’iceberg: le stime parlano di una perdita di denaro pubblico per il land della Bassa Sassonia compresa fra 3,5 e 5 milioni di euro, stando a dati diffusi dalla tv NDR. Nella maggioranza dei casi, lo schema è utilizzato dai rifugiati sudanesi che fanno domanda per ottenere i benefit del welfare state tedesco, ha denunciato il capo della commissione, Joern Memenga alla Deutsche Welle. Ma anche la farraginosità del sistema aiuta, visto che sono gli stessi impiegati ad accettare uno o più alias e Memenga ammette che la priorità è altra, data l’emergenza: “Giunti a un certo punto, vogliamo evitare una sola cosa: gente che non abbia un tetto”.
german_welfare
Non avendo documenti e non essendo obbligati a fornire impronte digitali, i richiedenti si fanno forti di vecchie fotografie e di qualche mezzuccio, tipo farsi crescere o tagliare la barba, mettere gli occhiali, accorciare i capelli o semplicemente fornire un diverso cognome. Queste cose accadono e la stampa non ne parla, se non quando si arriva alla violenza come a Conetta. Dove, lo ricordo, sono stati tenuti in ostaggio degli operatori, un reato penale e dove la stragrande maggioranza di chi è ospite – lamentante – non ha alcun requisito per poter chiedere l’asilo in Italia. La politica ha fallito ma l’informazione ne è stata complice. Quindi, se Beppe Grillo sbaglia i toni e le parole, la gente comune vi sta dicendo giorno dopo giorno che ne ha pieni i coglioni, per usare un francesismo. Continuare a ignoralo, potrebbe essere un rischio davvero serio. E continuare a sbattere il cittadino esasperato in prima pagina, dipingendolo come il mostro xenofobo, aumenta soltanto la rabbia. E il risentimento verso un’informazione vista come miope. O di parte.

 

Mauro Bottarelli

Fonte: rischiocalcolato.it

***

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

error: Alert: Content is protected !!