Le scie chimiche promosse da Bill Gates esistono, le altre no. - www.altreinfo.org

Le scie chimiche promosse da Bill Gates esistono, le altre no.

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Dannati complottisti e diffusori di fake news di geo-ingegneria. Adesso come faremo a distinguere le scie chimiche promosse da Bill Gates da quelle “inesistenti” (o per meglio dire frutto di solo “vapore acqueo” – insistentemente smentite dalla scienza ufficiale)?

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Notizia (abbastanza) recente: Bill Gates vuole fermare il riscaldamento della Terra. E fin qui, niente di strano. In fondo è lo stesso proposito di un’adolescente nordica che parla con Obama, con il Papa e con tutti gli altri potenti della terra.

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Cosa c’è quindi di interessante? Il punto è che l’ideatore e padrone di Microsoft, l’uomo più ricco del mondo (se la graduatoria non è aggiornata al miliardo di dollari in più o in meno), molto attivo sul versante dei vaccini, oggi vuole dare uno stop al riscaldamento globale – proprio con le “scie chimiche”.

Domanda: come mai nessuno ne parla?

Eppure il progetto è piuttosto noto. L’idea si basa sugli effetti scudo dell’eruzione del Monte Pinatubo, le cui 20 milioni di tonnellate di anidride solforosa rilasciate nell’aria nel 1991 avevano creato una sorta di scudo termico. Una nube nell’alta atmosfera dell’intero pianeta che aveva bloccato i raggi solari diminuendo le temperature globali di 0,5 gradi Celsius. (video)

Si tratta solo di una trovata pubblicitaria? Nient’affatto. Un primo esperimento – finanziato da Gates – verrà condotto sul cielo del New Mexico e verrà seguito dagli scienziati della prestigiosa Università di Harvard.

Lo studio pilota in New Mexico dovrebbe restituire dati significativi sull’efficacia dell’eventuale “scudo chimico” che si creerà nel cielo. Lo Stratospheric Controlled Perturbation Experiment (o ScoPEx – link) si baserà sul lancio di un pallone aerostatico nella stratosfera sopra lo stato del New Mexico per rilasciare circa 12 kg di polvere di carbonato di calcio.

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Lo stesso pallone sarà dotato di una sonda e numerosi sensori in grado di misurare in diretta il fattore di riflessione della luce solare dello scudo, monitorando anche i cambiamenti dell’aria sopra e sotto lo strato di polvere e altri parametri fondamentali.

Non c’è bisogno – spero – di sottolineare come questa sia un’idea folle o quanto meno decisamente azzardata, capace di mettere a rischio la salute e quindi la vita dell’intero pianeta, visto che nessuno sa quali potrebbero essere gli effetti a catena (a breve e a lungo termine) di questo “intervento”. Uno “scudo termico” fuori controllo potrebbe creare perturbazioni imprevedibili nel clima planetario, alterando la circolazione delle correnti oceaniche, fino a modificare il comportamento degli animali, portando all’estinzione di numerose specie e chissà cos’altro ancora. Senza contare i risvolti tecnico-militari dell’impresa: per esempio, lo scudo chimico potrebbe essere utilizzato come arma di ricatto o di rappresaglia?

 

Tratto da: https://ontologismi.wordpress.com

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Fonti:

Forbes.com

Scienzenotizie.it

Università di Harvard

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