Corona-rebus. E' come battersi contro Terminator pensando di farla franca. Alba Giusi - www.altreinfo.org

Corona-rebus. E’ come battersi contro Terminator pensando di farla franca. Alba Giusi

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Più che un virus questo è un rebus. Facciamo il punto della situazione.

Il virus fotogenico

Si tratta di un virus fotogenico, molto simile a quello della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), solo che è molto più contagioso ed ha una mortalità ben più elevata.

Dicono che provenga dai pipistrelli, che abbia fatto un salto tra due mondi diversi, cosa abbastanza rara, adattandosi perfettamente alla nostra specie, cosa ancora più rara.

Tutto comunque possibile.

Di solito i virus vengono fermati dalle alte temperature, quindi aspettiamo con fiducia l’arrivo dell’estate. Ma secondo uno studio inglese questo virus non si fermerà per il caldo, bensì rimarrà attivo e latente. L’epidemia riprenderà con la stessa virulenza in autunno.

Ci aspetta un isolamento a vita o di almeno nove mesi all’anno.

Non basta, è un virus che muta velocemente.

Quindi gli ammalati che guariscono se lo ritroveranno dopo un po’ di nuovo tra i piedi. Tutto daccapo.

C’è dell’altro. Nel nostro organismo non rimane memoria a lungo termine della battaglia vinta contro il virus. Quindi la vittoria del nostro sistema immunitario è una vittoria di Pirro, non viene registrata come per altre malattie. Ne consegue che dopo un po’ ci riammaliamo, anche se il virus non è mutato.

Insomma, per dirla breve, andiamo in rianimazione per insufficienza respiratoria a marzo e rischiamo di tornarci a settembre, e poi a gennaio e poi ancora ad aprile. Finché ci danno la morfina e festa finita.

Secondo i virologi che hanno esaminato il ceppo cinese e quello italiano, i due ceppi sono diversi. In sostanza, sono comparsi contemporaneamente  due ceppi diversi del coronavirus, uno in Lombardia e uno a Wuhan. Questi scienziati sostengono che il ceppo cinese e il ceppo italiano sono contemporanei, simili ma diversi.

Come si spiega tutto questo?

Non si spiega. E’ un altro rebus.

Riepiloghiamo: è come combattere contro Terminator, lo uccidi e dopo un po’ te lo ritrovi tra i piedi, più forte di prima. Anzi, te ne ritrovi due simili, uno peggio dell’altro, uno qui e uno là, e non capisci da dove salta fuori.

E’ trasmissibile per contagio prima ancora che il contagiante abbia i sintomi. Vale a dire, stai bene, non hai sintomi, tutto è a posto, ma stai già trasmettendo la malattia in giro. Quindi è inutile avere paura di quelli che tossiscono, bisogna avere paura di tutti e basta.

Il Covid-19 (così lo chiamano adesso), è un virus patriarcale, nel senso che colpisce più gli uomini che le donne. Su quattro deceduti a causa del virus tre sono maschi. Per le femministe questa è un’ottima notizia. Ma per la civiltà arcobaleno c’è invece una pessima notizia. I maschi che si sentono donna vengono colpiti come gli altri maschi. Le donne che si sentono maschio vengono invece risparmiate.

Quindi non è un virus gender.

In sostanza, è inutile che i maschi dichiarino di essere donne e mettano gli stivaloni. Questo non li salverà dal contagio. E le donne che si dichiarano maschio, magari perché vogliono suicidarsi, dovranno aspettare un altro virus. Questo non è un virus gender friendly. Non è intelligente come gli esseri umani, ma non si fa influenzare dalla propaganda, anche perché non ha occhi per vedere né orecchie per sentire.

Il Covid-19 è un virus etnico. Colpisce di più i cinesi e i bianchi caucasici. I neri africani sub-sahariani invece possono stare tranquilli. Sono corona resistenti, non solo in Africa ma ovunque nel mondo. Quindi, se li vediamo scorrazzare tranquilli per Roma non dobbiamo preoccuparci.

Per chi pensa che gli esseri umani siano tutti uguali questa è una pessima notizia.

Tutto qui? No, purtroppo c’è dell’altro.

Il coronavirus colpisce soprattutto gli anziani. Questa è un’ottima notizia per l’INPS.

Per i ragazzi è poco più di un’influenza, quindi non dobbiamo temere per i nostri figli. Ma per gli anziani è l’anticamera della camera mortuaria. Età media delle vittime è di ottant’anni. I morti con meno di quarant’anni sono davvero pochi, quasi inesistenti, ma ci sono. Questo vuol dire che nessuno può star tranquillo e pensare di esser fuori dai giochi.

Siamo costretti a vivere tutti nella paura, nell’ansia e nell’angoscia.

Tutto questo porta ipertensione. Ma gli studi scientifici dicono che gli ipertesi sono i più colpiti dal virus. Quindi dobbiamo fare più Yoga, passeggiate, meditazione trascendentale e vita sociale. Ma la vita sociale è vietata, le passeggiate limitate, quindi non ci resta altro che fare Yoga e meditazione.

La maggior parte dei morti hanno anche altre malattie, quindi il coronavirus è come una goccia che fa traboccare il vaso. Solo il 2% circa dei morti non ha altre patologie. Questa è una buona notizia per i sani, ma attenzione, nemmeno loro possono stare del tutto tranquilli.

Nessuno può bersi un Whisky al Roxy Bar, nemmeno Vasco il Blasco. Anche per questioni di età.

Al primo giro la mortalità degli anziani si aggira intorno al 15%. Al secondo giro non sappiamo. Ed il secondo giro ci sarà, visto che il virus muta ed il nostro sistema immunitario non memorizza la soluzione del rebus.

Gli inglesi propongono l’immunità di gregge. Quindi tutti in giro a festeggiare, contagio universale, salutiamo i nostri anziani, prossimi a lasciarci, e facciamo finta che il virus non esista.

Un milione di morti, secondo gli esperti britannici.

Soluzione drastica, all’inglese direi.

Il resto del mondo, ovvero i non inglesi, propongono invece un isolamento a oltranza per rallentare il virus e limitarne la diffusione, nella speranza che nel frattempo le case farmaceutiche si inventino qualcosa o che il virus sparisca dalla faccia della terra. Sembra più probabile la prima ipotesi. Ma siccome il virus muta ci dovremo vaccinare un giorno si e un giorno no, informandoci ogni giorno sulle mutazioni del virus.

Covid-19.1, Covid-19.2….. Covid-19.89 e così via.

Tutto fa pensare che Iddio abbia voluto mandarci l’undicesima piaga. Cani e gatti stanno tranquilli in casa. Pipistrelli e criceti vanno avanti come nulla fosse, felici e beati. Gli esseri umani sono tutti chiusi in casa.

Il paziente zero

In Cina non hanno trovato il paziente zero, vale a dire l’untore. In Italia nemmeno. Nel resto del mondo dicono che gli untori sono gli italiani e quindi non cercano più il paziente zero. L’hanno già trovato.

Adesso i cinesi hanno paura del loro virus, mutato in giro per il mondo. Uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra in sei versioni diverse. Loro sono globalisti per convenienza, ma di sicuro stanno già pensando a un’altra muraglia. Anche questa per non contaminarsi. Così gli italiani avranno risolto il problema della globalizzazione e riprenderanno a farsi le scarpe in casa, tra di loro, come hanno sempre fatto.

Il rebus del coronavirus non è ancora finito.

A novembre 2019 una società finanziaria americana ha scommesso 1,5 miliardi di dollari che a marzo 2020 le borse sarebbero crollate. E sono crollate. A ottobre 2019 Bill Gates & C. ha organizzato una simulazione di pandemia basata sul coronavirus. Tutti veggenti. Più ricchi sono e più sono veggenti.

Gli esseri umani, nei laboratori attrezzati, sono in grado di manipolare i virus. Fanno una specie di taglia-incolla come in word. A Wuhan c’è un laboratorio in grado di farlo in piena sicurezza, ma ce ne sono decine di altri laboratori dispersi in tutto il mondo. In realtà, senza sicurezze particolari, ce ne sarebbero decine di migliaia.

Quindi tre scienziati pazzi bastano per metterci la corona nel corona-rebus.

Siccome il Covid-19 si comporta per certi versi come la SARS, per altri come l’Ebola, presenta diverse analogie con l’AIDS, ma da altri punti di vista sembra ecc. ecc. c’è già qualcuno che lo ha ribattezzato Corona Frankestein. Ma noi siamo fiduciosi, e non vogliamo pensare che gli esseri umani abbiano potuto costruire apposta un mostro di questo genere.

I Giochi Mondiali Militari

I cinesi dicono che a ottobre, proprio lì dove loro hanno trovato i primi contagiati, c’erano circa trecento statunitensi, tra militari e allenatori, che partecipavano ai Giochi Mondiali Militari. Siccome non hanno trovato il paziente zero, i cinesi si sono chiesti:

Il paziente zero non sarà mica un soldato americano di quelli che giravano per il mercato di Wuhan a ottobre 2019?

Questa domanda non l’ha posta un cinese qualsiasi, bensì Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Esteri Cinese. Chissà com’è andata, gli americani hanno iniziato a fare i test molto tempo dopo e quindi non lo sanno. Può darsi, chissà. Comunque nemmeno loro trovano il paziente zero. A proposito, i militari giravano sempre per il mercato di Wuhan ed hanno ottenuto pessimi risultati nei giochi. Si ipotizza fossero interessati ad altro. Alle belle cinesi forse?

E’ un bel rebus.

La salvezza

Gli israeliani e dicono che loro ce l’hanno già un vaccino. E’ quasi pronto.

E’ meglio di no.

Preferiremmo che la soluzione prêt-à-porter ce la desse uno scienziato nigeriano, un nepalese o un boliviano. Non andrebbe bene nemmeno un americano. Tutti li guarderebbero con sospetto, il complottismo dilagherebbe.

Per sviluppare un vaccino ci vuole molto tempo, a meno che tu non abbia il virus e l’antivirus già in casa. Abbiamo già abbastanza problemi per aggiungerci altri.

Eppoi, siamo tutti un po’ schiavi dell’esperienza passata.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Ovvero

Fiducia pecuniam amisi, diffidentia vero servavi.

Giusto per ricordare che la diffidenza degli esseri umani verso gli altri esseri umani viene da lontano.

 

di Alba Giusi

Fonte: www.altreinfo.org

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