Palestinesi denunciano tre giudici israeliani per crimini di guerra - www.altreinfo.org

Palestinesi denunciano tre giudici israeliani per crimini di guerra

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La Federazione Palestinese del Cile e un gruppo di cittadini cileni di origine palestinese hanno intentato una causa per crimini di guerra e crimini contro l’umanità nei confronti di tre giudici della Corte Suprema dello Stato di Israele.

“La presentazione di una causa è il minimo che possiamo fare contro coloro che portano via i nostri diritti e occupano le terre dei nostri genitori, nonni e antenati”

ha detto Anuar Makhlouf, direttore esecutivo della Federazione Palestinese del Cile.

L’avvocato ha detto che gran parte della comunità palestinese che rappresenta, ha terreni nella Valle di Cremisan, città di Beit Jala, Bethlehem “, che ora vengono confiscati da Israele”. “Il processo giudiziario è una scelta non violenta contro l’occupazione”, ha detto Makhlouf.

Secondo la Federazione palestinese, l’azione legale può essere condotta in Cile, grazie al fatto che il paese sudamericano ha firmato nel 2009 lo Statuto di Roma, il quale riconosce la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.

Con questo statuto “si riconosce la volontà politica universale si perseguire i crimini contro l’umanità, in modo efficace ed efficiente”, hanno detto gli esponenti della Federazione.

Se la giustizia cilena dovesse essere dichiararsi non competente nel perseguire questi fatti, dovrebbe comunque deferire il caso alla Corte Penale Internazionale.

Nel frattempo, la denuncia è “senza precedenti” per la magistratura cilena, la quale viene chiamata a pronunciarsi su “possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità che si sono verificati in un territorio che dista più di 13.000 chilometri dal Cile”.

“La costruzione di un muro illegale è servito come scusa per annettere porzioni di terreno fertile e, allo stesso tempo, segregare e isolare la popolazione palestinese, privandola dei diritti più elementari”, ha detto Makhlouf.

La denuncia è patrocinata dall’avvocato spagnolo Gonzalo Boye e dall’avvocato cileno Nicolas Pavez. Pavez ha spiegato che “parte fondamentale dell’occupazione israeliana nel territorio palestinese, e la sua successiva annessione, è stata effettuata con la partecipazione attiva delle autorità politiche, militari e, soprattutto, giudiziarie”.

 

Tratto da Almanar.com

Traduzione e sintesi per altreinfo.org: Alba Giusi

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