Impariamo a conoscere la ministra degli Esteri del governo “estremista” di Vienna. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Impariamo a conoscere la ministra degli Esteri del governo “estremista” di Vienna. Maurizio Blondet

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Due strepitosi ritorni al passato, di quello preferito da noi italiani, il passato futile. Che non passa.

Primo: un governo “di sinistra” che riporta “in patria” le ossa dell’ultimo re Melasvigno (Con-Badoglio) e la famiglia regia che pretende la sua sepoltura al Pantheon. Ottima idea dopotutto,  l’augusto edificio potrebbe diventare il Supremo Sacrario dei Disertori e Traditori che in sì gran numero hanno illustrato l’Italia e dove potrebbero riposare un giorno i nobili resti di Mario Monti e Draghi, Lorenzin ed altri che tanto hanno meritato al servizio dello Straniero Bancario e Vaccinatore.

Altro gran ritorno: il riaprirsi della questione Sud-Tirolo. Il nuovo governo “estremista” e “xenofobo” di Vienna provocatoriamente ha proposto di dare il passaporto austriaco agli altoatesini di lingua tedesca. Ed ecco Giorgia Meloni: “Faremo le barricate! Giù le mani dall’Alto Adige!”. Un reflusso gastro-esofageo di patriottismo missino, capisco. Ma qualcuno avvisi la signora che è scaduto. Oggi il patriottismo autentico richiederebbe la consegna del cosiddetto Sud-Tirolo a Vienna, con tutta la popolazione, dietro adeguato compenso alla parte italiana. Detta popolazione è costosissima: un abitante germanofono costa allo stato italiota 8.864 euro contro i 2.265 che costa un lombardo, i tedescofoni si tengono il 90% delle tasse – e sarebbe troppo lungo elencare la quantità di privilegi di una popolazione che ha il più alto reddito d’Italia, oltre 34 mila euro, il 31% in più di tutti noialtri.

Sebastian Kurz con Heinz-Christian Strache del FpOE

Sebastian Kurz con Heinz-Christian Strache del FpOE

Ma sapete perché i governi che si sono succeduti a Roma hanno riempito d’oro e di regali quella popolazione? Forse in ricordo della Vittoria di Vittorio Veneto e delle insanguinate trincee? No: per assicurarsi i voti della SVP. Due voti. Che si “vendono” al maggior offerente dietro compenso. E tutti hanno compensato. Anche il patriota La Russa, per dire, da ministro della Difesa, nel 2011 mandò via da Bolzano il IV Reggimento Alpini che irritava gli Schutzen. Hanno persino abbattuto monumenti alla vittoria, statue, spostato ossari, insomma tutto per i due voti SVP. Insomma, è tempo di aggiornare il patriottismo fermo al 1918; i veri patrioti dovrebbero ardere dal desiderio di strappare i due voti SVP all’attuale governicchio non-eletto (che infatti, sulla questione, tace) che ci ha dato l’eutanasia e le nozze gay, in obbedienza cieca assoluta a poteri transatlantici e burocratici anch’essi in via di scadenza.

Vediamo per esempio quale ministro degli Esteri s’è dato quel governo viennese che secondo i nostri media è “estremista e xenofobo”, sovranista e nazistoide, confrontandolo mentalmente con il nostro ancor per poco in carica, Alfano. Sembra che là sia tornata a funzionare meglio la selezione delle elites.

Karin Kneissl, nuovo ministro degli esteri austriaco

Karin Kneissl, nuovo ministro degli esteri austriaco

Juncker? “arrogante”. Merkel? “Negligente”

La signora Karin Kneissl, 52 anni, è cresciuta da bambina e ragazzina studiosa ad Amman dove sua padre era pilota del re Hussein, ed uno dei consulenti nella nascita della Royal Jordan Air Force. Lei ha studiato lingue orientali e diritto internazionale a Vienna, relazioni internazionali all’Università ebraica di Gerusalemme e all’Università della Giordania ad Amman, poi al Centro Studi arabi contemporanei della Georgetown University. Ovviamente è entrata nel servizio diplomatico austriaco nel ’90, ma ne è uscita nel ’98 (direi, perché di carattere indipendente), e ha fatto la giornalista; è autrice di saggi di politica internazionale. Insegna all’accademia militare i Wiener Neustadt e all’ Université Saint-Joseph francofona a Beirut. Per dieci anni ha lavorato presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Vienna. Tra le altre cose, scrive anche come corrispondente indipendente per i quotidiani Die Presse e Neue Zürcher Zeitung .

Parla correntemente l’arabo, inglese e francese, spagnolo e italiano; capisce l’ebraico e se la cava con l’ungherese. Fatto notevole: non appartiene al partito di Strache, FPÖ (lei si è detta “un  libero spirito conservatore”) ma il partito l’ha scelta e voluta. L’aveva voluta anche come candidata alla presidenza della repubblica, ma optando alla fine per Norbert Hofer. Che ha perso contro il sinistro Van der Bellen.

Ha espresso critiche esplicite all’Unione Europea. Ha dato a Juncker del “teppista” e “arrogante cinico del potere”, per come sta gestendo il Brexit: “Si comporta come il Cesare di Bruxelles che si è dato lo scopo di rompere accordi se gli pare utile”. Quanto ad Angela Merkel, ha giudicato “grossolanamente negligente” il modo come ha suscitato le ondate di profughi, dagli incauti selfie con gli immigrati fino all’accordo (“insensato”) con Erdogan per bloccarne l’arrivo. “Questo dà all’autocrate Erdogan mano libera nella sua paranoia e a Bruxelles una liaison pericolosa”.

“Il Sionismo? Sangue e Suolo”

Sugli immigrati, lei che ben conosce la cultura araba, ha spiegato che sono all’80% immigrati economici; nel settembre 2015, in tv, ha spiegato che molte turbolenze e guerriglie nel  mondo arabo sono dovute al gran numero di “maschi giovani, guidati dal testosterone, che non riescono a trovar moglie oggi” per la disoccupazione di massa e la povertà, e quindi “non riescono a raggiungere lo status di uomo in una società tradizionale”: che è un’acuta verità, ma naturalmente le ha suscitato contro le ire prevedibili del conformismo politicamente corretto.

Ovviamente ancora più scandalo ha suscitato un passo in un suo saggio, Il Mio Medio Oriente, in  cui ha definito il sionismo una “ideologia del sangue e del suolo” infetta dal nazionalismo germanico del 19mo secolo, da cui era influenzato il fondatore (l’austro-magiaro ebreo) Theodor Herzl. Ha criticato il presidente della repubblica Van Der Bellen, e Papa Francesco per aver paragonato i campi per immigrati a campi di concentramento.

Simpatia per Damasco

Nel giugno 2015, in una festa per raccogliere fondi per la Siria, ha parlato dei “Terroristi Tutto Compreso” che, come i “Turisti tutto Compreso”, si precipitano da tutti i paesi arabi, ma anche da Europa e Australia; “Musulmani da Bruxelles da Krems e da Marsiglia, stanno distruggendo la patria dei siriani, che è molto più antica dell’Islam”, corrono per distruggere Damasco; e “non esiste una città  più  orientale nel senso profondo del termine, con i suoi narratori, i venditori di tè, i molti artigiani e il miglior gelato al latte. In quale altro posto nel mondo arabo si cammina così tanto, come nelle strette vie di Damasco, dove nessun camioncino della Toyota e nessuna Mercedes  passa? e con cui “i centri commerciali di Dubai e gli stadi di calcio del Qatar non possono competere”.

Ha parlato, la futura ministra degli esteri, di “quelli che stanno in sottofondo, rovistando con le dita e le tasche dei soldi nel grande poker sul terremoto della popolazione in Siria, sono purtroppo tutt’altro che sfiniti, e fanno funzionare il telecomando per sparare qua e là”.

Insomma questa è la personalità che guiderà la politica estera austriaca. Non è solo che ci sarà da divertirsi, a vedere l’effetto che farà la signora in un’Europa senza idee, dipendente dalla NATO,  ingessata dal politicamente corretto e castrata da Mutti Angela. E’ che con la Kneissl un governo “di estrema destra e xenofobo” sembra molto più aggiornato ed adeguato a muoversi nella “grande crisi di legittimità ed efficacia della governance globale ed europea” oligarchico-globalista” in corso,  dove solo è ormai l’America di Trump a “sentirsi penalizzata dal multilateralismo da lei stessa costruito e “imposto” nel dopoguerra e ora preferirebbe avere le mani libere dai lacci della Wto, del Nafta, della Nato, dell’Onu”, come ha scritto 24 Ore registrando con smarrito dolore la distruzione di fatto, avvenuta pochi i giorni fa, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ad opera degli americani.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-12-13/l-america-volta-spalle-wto-210833.shtml?uuid=AEPBdvRD

Ora, il WTO era il sorvegliante e il tribunale supremo del liberismo globale  sovrannazionale; adesso “America First” ha liquidato. «È una grandissima delusione – ha dichiarato il nostro sottosegretario allo Sviluppo, Ivan Scalfarotto e fresco sposino. Ma bisogna che si aggiorni. Il mondo del passato, sta sparendo. Come spiega l’ultimo rapporto GEAB (Global  Europe Anticipation Bulletin), “il mondo si sta preparando a configurazioni geopolitiche del tutto nuove”; “il sistema decisionale è tornato a livello nazionale, con paesi influenti condotti da leader a tendenza autocratica che hanno tentato di mettersi d’accordo per deviare le traiettorie di collisione sulle quali i sistemi tecnocratici ci trascinano a ruota libera”; dove “il sistema monetario internazionale è arrivato a una svolta senza la centralità del dollaro e politiche non convenzionali di creazione monetaria”.

Qualcosa mi dice che la dottoressa K. sia più adeguata, a questo mondo che avanza, di Scalfarotto, di Meloni, dei nostri “europeisti progressisti” che riportano la salma del Re V.E. III.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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