USA: nuove sanzioni anti-Putin. E i russi pensano un presidente nazional-comunista. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

USA: nuove sanzioni anti-Putin. E i russi pensano un presidente nazional-comunista. Maurizio Blondet

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“Stiamo lavorando attivamente a queste sanzioni; aspettatevele nel … [prossimo] futuro”, ha detto il Segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin al Comitato Finanze del Senato degli Stati Uniti. Si tratta della conseguenza della cosiddetta “Lista del Cremlino”, emanate a gennaio dal governo USA, che colpisce 114 politici russi, fra cui lo stesso Lavrov, e 96 uomini d’affari. Benché Putin ci abbia scherzato sopra, questa lista, come ha illustrato bene Paul Craig Roberts, da una parte è un insulto allo stesso Putin per la sua stessa mancanza di risposta alle provocazioni; e una minaccia ai 96 uomini d’affari con molte relazioni economiche in Usa, “a cui Washington sta dicendo: togliete il vostro appoggio a Putin”, altrimenti può sequestrare i loro attivi in Occidente e impedire loro gli affari anche con gli europei, dato il servilismo di questi. “Washington vuole interferire con le elezioni presidenziali in Russia” in questo modo. Putin ha espresso la speranza che gli occidentali “finiscano per annoiarsi di questa politica delle sanzioni, una strada senza sbocco che porta tutti, compresi i promotori di tale politica, a mancati profitti e perdite dirette”.

Il vice primo ministro russo Arkady Dvorkovich ha dunque annunciato che le banche russe si sono preparate a sopravvivere senza l’accesso a SWIFT (Società Mondiale per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie: la rete globale di pagamento interbancario basata sul dollaro) se gli Stati Uniti e l’Unione europea dovessero dar seguito alle loro minacce di interruzione.

“Banche russe pronte a esser tagliate da SWIFT”

“Certamente, è spiacevole, poiché si rivelerà un ostacolo per le aziende e le banche, e rallenterà il lavoro: sarà inevitabile utilizzare tecnologie obsolete per il trasferimento di informazioni e calcoli, ma le aziende sono tecnicamente e psicologicamente pronte per la chiusura come questa minaccia è stata ripetutamente espressa“, ha detto Dvorkovich.

Putin demonizzato dai nostri liberi media

Putin demonizzato dai nostri liberi media

“Disconnettere la Russia da SWIFT sarebbe un passo da pazzi da parte dei nostri partner occidentali. È ovvio che per le aziende che lavorano in Europa e negli Stati Uniti sarebbe dannoso. E questo vale non solo per la chiusura del servizio“, ha detto il viceministro.

Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno periodicamente minacciato di disconnettere la Russia dalla SWIFT dal 2014 (contro le obiezioni della SWIFT), quando il conflitto in Ucraina è esploso e le due potenze hanno introdotto il primo giro di sanzioni internazionali contro Mosca per le sue presunte colpe. Per esempio, senza preavviso, il sistema di pagamento MasterCard ha smesso di servire i clienti di sette banche russe dopo che Washington ha imposto la sua prima serie di sanzioni a Mosca nel 2014. In risposta, il governo russo ha ordinato la creazione di un sistema di pagamento nazionale. Con il supporto del sistema bancario del paese, la carta di debito Mir è stata introdotta nel 2015; non si sa tuttavia quanto la carta Mir sia effettivamente diffusa.

Gli Stati Uniti hanno minacciato sempre più di frequente di troncare da SWIFT questo o quello stato: dal Pakistan (perché “finanzia il terrorismo”) alla Cina quest’estate (per non aver imposto sanzioni alla Corea del Nord), e a settembre la Russia ha ricevuto la sua ultima minaccia di espulsione SWIFT se non attua le sanzioni desiderate da Washington contro la Corea del Nord.

Già l’estate scorsa la governatrice della banca centrale russa Elvira Nabiullina aveva riferito al presidente Vladimir Putin che il settore bancario della Russia era stato dotato di tutte le condizioni necessarie per operare prestiti e pagamenti disconnessione da SWIFT; secondo lei, il 90 percento degli sportelli automatici in Russia era pronto ad accettare il sistema di pagamento Mir, la versione nazionale di Visa. Ma ovviamente questo ha avuto un costo enorme per il sistema bancario russo; e ancor più ne avrà se sarà davvero disconnesso da SWIFT. E’ un vero e proprio atto di guerra, la rottura di un cordone ombelicale essenziale, e sarebbe bello vedere una qualunque opposizione da parte dell’Europa, di Berlino e Bruxelles. Non si vede nulla: questa oligarchia è pronta a subire miliardi di danni per la rottura di ogni rapporto commerciale con la Russia? Anche sul piano energetico, la Germania e tutti noi come pagheremo il petrolio e il gas?

L’unico che pare preoccupasri è il citato Paul Crtaig Roberts, già assistente segretario alle finanze sotto Ronald Reagan, ed oggi commentatore e analista: convinto dal 2001 che l’America sia in mano “a una banda di pazzi criminali” che vogliono la guerra mondiale “anche inconsciamente, Craig Roberts giudica che Putin, con la sua “inazione e passività” e la sua speranza di ristabilire buone relazioni con l’Occidente, non faccia altro che aizzare i pazzi furiosi criminali a superare ogni limite dell’insulto, della provocazione e del danno, fino all’inevitabile.

Avanza il candidato rosso: è protezionista, anti-immigrati…

Attenzione, perché in Russia ci sono precisi ambienti che cominciano a pensarlo. Almeno secondo Israel Shamir “strane voci circolano a Mosca: che il candidato del Partito Comunista, Pavel Grudinin, abbia un seguito molto forte fra i siloviki, ossia le personalità che affiancano Putin e vengono per lo più di servizi, scontenti perché Putin rispetta troppo strettamente The Deal: ossia l’accordo che Putin fece a suo tempo con la cosca di miliardari e corrotti attorno a Eltsin.

Pavel Grudinin

Pavel N. Grudinin, detto Gru, è un candidato presidenziale, per il Partito Comunista. Ricco senza essere un oligarca, nei sondaggi ufficiali è dato al 6-7%. Ma per Shamir il modo in cui viene attaccato in tanti spazi delle tv è unico fra gli 8 candidati, ricorda il metodo e la rabbia con cui i media Usa attaccarono il candidato Trump. “Il vecchio nazionalista Zhirinovsky riceve molto tempo-TV, perché ha un solo messaggio, Abbasso Gru. I suoi attacchi a Gru vengono trasmessi in ogni programma elettorale ogni sera in TV. Esiste un piccolo partito trotzkista, un partito virtuale che  scompare dopo le elezioni per riapparire ogni volta, il cui solo scopo è quello di  rubare qualche voto al vero partito comunista (Kprf); lo votano alcune anime innocenti della Russia interna, convinte che sia il vero comunismo; ebbene: sono scatenate con Gru su Facebook, affannandosi a gridare che Gru non è un vero comunista.

Ma chi è poi questo Gru? “Manager di successo di un’azienda agricola chiamata Lenin Sovkhoz (sic), è un buon esempio di industriali russi chiamati “direttori rossi”, ovvero i dirigenti delle fabbriche e delle imprese sovietiche che si sono adattati bene al nuovo sistema. Sono produttori di beni per il consumo locale, e i loro interessi non coincidono con quelli degli oligarchi di Putin (o Yeltsin). Quegli oligarchi hanno fatto la loro fortuna importando beni di consumo ed esportando materie prime; sono la base del potere di Putin”, scrive Shamir.

Il candidato rosso nel suo “Lenin Sovchoz”. Produce anche fragole.

Il candidato rosso nel suo “Lenin Sovchoz”. Produce anche fragole.

Invece   quelli come Grudinin, “produttori, sia industriali che agricoli, vogliono misure protezionistiche e credito meno caro; vogliono aumentare il potere d’acquisto dei russi ordinari, cioè aumentare i salari e le pensioni. Le loro fortune dipendono dalle fortune degli ordinari lavoratori russi. Sono insoddisfatti del presidente Putin e ancor di più del suo governo guidato dal signor Medvedev”.

Shamir asserisce che “Gru è il candidato di un buon numero di  organizzazioni politiche di sinistra e di destra; è sostenuto dai nazionalisti russi  (https://youtu.be/es4933AYvHw)

anche se la sua principale alleanza è con il KPRF (il principale partito comunista russo). È una combinazione di Sanders e Trump: per i lavoratori, contro l’immigrazione, per le barriere commerciali protettive e crediti a basso costo per i piccoli produttori. Come self-made-man della classe medio-alta, non un miliardario, ma sicuramente facoltoso, non spaventa i borghesi russi che avrebbero paura di sostenere un vero comunista rosso”.

Ad esempio: mentre Putin tiene le porte spalancate all’immigrazione dalle repubbliche ex-sovietiche, Grudinin “chiede l’imposizione di un regime di visti con le repubbliche dell’Asia centrale, Uzbekistan, Tagikistan e Kirgizistan, che ora possono arrivare senza visto. Esige che ogni lavoratore migrante dovrebbe ricevere lo stesso stipendio di un lavoratore russo nativo, evidentemente con l’idea che gli immigrati, accettando sotto-paghe, rubano il lavoro ai russsi”. Queste idee che in Europa sono “di destra”, in Russia sono tipicamente “bolsceviche”, intese come forza dei Lavoratori. Ovviamente le posizioni di Grudinin sono un anatema per i neo-liberali del Cremlino. Shamir parla di “ alcuni siti internet che consentono alle persone di esprimere la propria preferenza “votando”; un sito grosso di questo tipo è http://president-rf.ru/

dove su 180.000 votanti il ​​60% ha preferito Gru, e solo il 30% ha votato per il presidente Putin. Su altri siti, Gru ottiene dal 30 all’80 per cento dei voti”.

Ovviamente, l’esclusione della Russia da SWIFT darebbe un grossa mano a questo candidato.

I frenetici criminaloidi che in Usa umiliano, minacciano e provocano Putin, e i loro servi europei, potrebbero  trovare l’esaudimento dei loro desideri: un nazional-comunista senza complessi  verso il mantenere buone relazioni con l’Occidente. Grudinin per di più è ateo e anti-cristiano.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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