Nel frattempo le elezioni italiane di domenica, proprio come le recenti elezioni in Germania e in Austria, hanno scosso la scena politica, con gli elettori che abbandonano i partiti di governo di centro-sinistra e si orientano verso forze anti-establishment. Il Movimento Cinque Stelle è emerso come il singolo partito con la maggiore percentuale di voti, ottenendo oltre il 32%, mentre il partito anti-immigrazione Lega Nord è andato ben oltre le aspettative, raccogliendo il 17% dei voti. L’intero blocco di centro sinistra, guidato dal Partito Democratico dell’ex primo ministro Matteo Renzi, ha ottenuto in totale solo il 23% dei voti, e ha ammesso che si tratta di “una sconfitta elettorale molto netta”.

L’analista politico Daniele De Bernardin ritiene che domenica le persone abbiano semplicemente votato per un cambiamento, non per un partito nello specifico.

Negli ultimi cinque anni abbiamo avuto molti cambiamenti nei partiti di governo nel paese. Il Movimento Cinque Stelle è un movimento che mette insieme persone diverse con visioni del mondo diverse“, ha detto, aggiungendo che questo partito può essere visto come “movimento post-ideologico“. Ciò che unisce le persone è in realtà “il senso di voler cambiare le cose nel paese” ha concluso.

Poche ore dopo l’umiliante sconfitta, Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni. Anche questo, ovviamente, per colpa della Russia.

 

di Henry Tougha

Tratto da: vocidallestero.it