Perché il quoziente d'intelligenza dei neri è inferiore a quello dei bianchi? La teoria delle strategie riproduttive R-K. Philippe Rushton - www.altreinfo.org

Perché il quoziente d’intelligenza dei neri è inferiore a quello dei bianchi? La teoria delle strategie riproduttive R-K. Philippe Rushton

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Il presente articolo è basato sugli studi condotti da Philippe Rushton e pubblicati nel libro “Race, Evolution, and Behavior”. Nelle sue analisi, l’autore utilizza il cosiddetto “modello a tre vie” mettendo a confronto i dati relativi alle tre razze di riferimento: bianchi, neri e orientali. Pertanto, tutte le statistiche e le considerazioni che ne conseguono sono state effettuate dallo stesso autore sulla base della razza di appartenenza del soggetto, tenendo conto della suddetta classificazione.

Per quanto riguarda il metodo, a titolo di esempio, si ricorda che se per i neri viene rilevato un quoziente medio di intelligenza pari a 85, ciò non significa che non esistano neri con quoziente di intelligenza pari a 130 e oltre. Si tratta soltanto di una media. Lo stesso ragionamento vale per i bianchi (media 100) e per gli orientali (media 106).

I dati relativi al Q.I. sono in parte tratti dalla fondamentale opera di Richard Lynn e Tatu Vanhanen, “Intelligence. A unifying Construct for the Social Sciences” e in parte rilevati dallo stesso Philippe Rushton.

La teoria delle strategie riproduttive R-K

La teoria delle strategie riproduttive R-K venne elaborata da Edward Osborne Wilson, biologo di fama internazionale e autore di molti saggi scientifici e divulgativi. Wilson spiega le differenze esistenti tra le varie specie che vivono nel mondo attraverso un modello basato su due strategie evolutive fondamentali.

Un essere vivente che adotta la strategia riproduttiva “R” è molto attivo sessualmente, ha un numero elevato di figli, ma non cura la propria prole. Mentre invece, un essere vivente che adotta la strategia riproduttiva “K” è meno attivo sessualmente, ha un numero minore di figli, ma dedica più attenzione alla cura della propria prole.

Ad esempio, i dinosauri adottavano una strategia di sopravvivenza riproduttiva basata sul modello R, mentre i primati adottano una strategia riproduttiva basata sul modello K.

Questa legge fondamentale della strategia evolutiva stabilisce che vi sia una proporzione inversa tra le capacità riproduttive da un lato, e l’intelligenza e lo sviluppo del cervello dall’altro.

In sostanza, meno complesso è il cervello di un essere vivente, minore è l’intelligenza, maggiore è la sua capacità riproduttiva, minore è il tempo necessario per raggiungere la maturità sessuale e più numerosa sarà la sua prole.

Dall’altra parte, più complesso è il cervello di un essere vivente, maggiore è l’intelligenza, minore è la sua capacità riproduttiva, più tempo ci vorrà per raggiungere la maturità sessuale, meno numerosa sarà la sua prole.

Le ostriche, per esempio, hanno un sistema nervoso talmente semplice che si può sostenere che esse siano prive di un vero e proprio cervello. Per compensare questa mancanza, esse producono 500 milioni di uova in un anno (strategia evolutiva R). Al contrario, i gorilla hanno un cervello grande, ma danno alla luce un cucciolo ogni cinque anni (strategia evolutiva K).

La relazione R-K risulta corretta per le varie specie e si applica a tutti gli esseri viventi, compresi gli esseri umani. Il grafico seguente mostra come vari animali rientrino nella scala R-K. Le varie specie sono, ovviamente, solo relativamente di tipo R o di tipo K. I conigli, ad esempio, hanno sviluppato una strategia riproduttiva di tipo K rispetto ai pesci, ma una strategia di tipo R rispetto ai primati essendo questa la specie che, in assoluto, adotta maggiormente la strategia di tipo K.

Strategie riproduttive scala R-K. Le ostriche utilizzano una strategia R mentre i gorilla utilizzano una strategia K

Caratteristiche generali delle strategie R-K

Il numero di figli, il tempo che intercorre tra le nascite, l’apporto di cura che i genitori prestano, la mortalità infantile, la velocità con la quale si giunge alla maturità, la durata della vita, l’organizzazione anche sociale, la consapevolezza della propria specie, l’altruismo e il cervello sono tutti elementi che si incastrano come pezzi di un puzzle. Il puzzle completo forma un quadro biologico chiamato “scala R-K”.

La tabella che segue elenca i tratti tipici delle strategie riproduttive R e K. Ogni specie e ogni razza ha un storia di vita certa che possiamo descrivere utilizzando la scala R-K. La posizione di ogni specie (o razza) su tale scala mostra la strategia che è stata adottata dai loro antenati per migliorare le possibilità di sopravvivere nel loro habitat naturale.

Strategia R Strategia K
Caratteristiche familiari
Maggior numero di figli Minor numero di figli
Minor distanza fra le nascite Maggior distanza fra le nascite
Cucciolate più numerose Cucciolate meno numerose
Maggior tasso di mortalità Minor tasso di mortalità
Minor attenzione alla cura dei figli Maggiore attenzione alla cura dei figli
Caratteristiche individuali
Sviluppo più veloce Sviluppo più lento
Maggiore riproduzione sessuale Minore riproduzione sessuale
Vita più breve Vita più lunga
Maggiore sforzo riproduttivo Minore sforzo riproduttivo
Grande uso della forza Efficiente uso della forza
Cervelli più piccoli Cervelli più grandi
Caratteristiche della popolazione
Sfruttatori opportunisti Sfruttatori metodici
Colonizzatori instabili di territori Occupatori stabili di territori
Popolazione numericamente variabile Popolazione numericamente stabile
Debole competizione Forte competizione
Caratteristiche del sistema sociale
Scarsa organizzazione sociale Elevata organizzazione sociale
Scarso altruismo Elevato altruismo

La strategia riproduttiva degli esseri umani

Tra tutte le specie esistenti, gli esseri umani sono quelli che adottano di più la strategia di tipo “K”. Ci sono tuttavia delle differenze da individuo a individuo, all’interno di ogni razza, e ci sono anche delle differenze tra le varie razze.

Se analizziamo le differenziazioni all’interno della specie umana, ricorrendo al modello a tre vie, gli orientali sono coloro che in maggior misura seguono la strategia riproduttiva “K”, i neri sono quelli che seguono di più la strategia riproduttiva “R” e i bianchi si collocano in una categoria intermedia. Ciò non significa che tutti gli orientali seguano la strategia K, ma che all’interno del gruppo degli orientali questa è la strategia più seguita. Viceversa, all’interno del gruppo dei neri, la strategia maggiormente seguita è quella R.

E’ bene precisare che all’interno della specie umana le differenze tra i vari soggetti sono “evidenti” ma non “rilevanti”.

Questa precisazioni è molto importante.

In che modo le tre differenti razze rientrano lungo la scala R-K?

Le seguenti caratteristiche contraddistinguono gli appartenenti alle tre razze considerate. Sono tutte caratteristiche che senza eccezione fanno propendere i neri verso un modello spostato verso R, rispetto alle altre razze.

Differenze medie tra neri, bianchi e orientali
Caratteristiche Neri Banchi  Orientali
Dimensione del cervello:
Capacità cranica (cm³) 1.267 1347 1364
Neuroni corticali (milioni) 13.185 13.665 13.767
Intelligenza:
Risultati test Q.I. 85 100 106
Tempi decisionali Più lenti Intermedi Più veloci
Successi culturali Più bassi Più alti Più alti
Riproduzione:
Gemellaggio a 2 ovuli (per 1.000 nascite) 16 8 4
Livelli ormonali Più alti Intermedi Più bassi
Dimensioni organi sessuali maschili Più grandi Intermedi Più piccoli
Frequenza rapporti sessuali Più alta Intermedia Più bassa
Attitudini permissive Più alte Intermedie Più basse
Malattie sessualmente trasmissibili Più alte Intermedie Più basse
Personalità:
Aggressività Più alta Intermedia Più bassa
Livello attività Più alta Intermedio Più basso
Prudenza, cautela Più bassa Intermedia Più alta
Impulsività Più alta Intermedia Più bassa
Predominio nel gruppo Più alto Intermedio Più basso
Concetto di sé Più alto Intermedio Più basso
Socievolezza Più alta Intermedia Più bassa
Maturazione:
Tempo di gestazione Più corto Lungo Lungo
Sviluppo scheletrico Precoce Intermedio Tardo
Sviluppo motorio Precoce Intermedio Tardo
Sviluppo dentale Precoce Intermedio Tardo
Età del primo rapporto sessuale Precoce Intermedio Tardo
Età della prima gravidanza Precoce Intermedio Tardo
Durata di vita Più corta Intermedia Più lunga
Organizzazione sociale:
Stabilità coniugale Più bassa Intermedia Più alta
Rispetto delle regole Più bassa Intermedia Più alta
Salute mentale Più bassa Intermedia Più alta
Capacità amministrativa Più bassa Intermedia Più alta
Fonte: Race, evolution and behavior – Plilippe Rushton (pag. 5)

I neri si posizionano nella strategia riproduttiva R in tutte le caratteristiche del modello R-K elaborato da Wilson. La strategia R significa un maggior numero di figli per ogni donna, un maggior sviluppo sessuale, ma anche un quoziente intellettivo inferiore. L’ambiente più ostile in cui si sviluppa la vita e le condizioni di vita più difficili portano nell’Africa sub-sahariana ad una maggior spinta riproduttiva. Le migliori condizioni sanitarie rispetto al passato e la maggior quantità di cibo disponibile hanno incrementato molto le probabilità di sopravvivenza e ciò ha determinato il boom demografico cui stiamo assistendo.

Il testosterone è l’interruttore generale?

Il testosterone può essere considerato l’ interruttore generale che imposta la posizione delle razze sulla scala R-K. Sappiamo che questo ormone sessuale maschile influenza il concetto di sé, il temperamento, la sessualità, l’aggressività e l’altruismo. Esso controlla lo sviluppo dei muscoli e la profondità della voce. Può anche contribuire ad una maggiore aggressività e causare problemi comportamentali. Possiamo notare quindi come i diversi livelli di testosterone tra le tre razze potrebbero spiegare le differenze comportamentali lungo la scala R-K.

Con livelli di testosterone più elevati, i neri sono più propensi a impiegare più tempo ed energia per avere figli. D’altra parte, asiatici e bianchi, con i livelli di testosterone più bassi, impiegano più tempo nella cura dei figli.

Ma come è potuto accadere ciò? E perché?

Per trovare una risposta dobbiamo analizzare le origini dell’uomo e la teoria “Fuori dall’Africa”. Questo sarà l’argomento di un altro post.

 

di Alba Giusi

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Fonte: Race, Evolution, and Behavior, di Philippe Rushton

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