Italia, Cecille Kyenge: "mi sono ritrovata in un paese in cui ci sono leggi estremamente razziste, soprattutto verso la comunità nera". Giorgio Lunardi - www.altreinfo.org

Italia, Cecille Kyenge: “mi sono ritrovata in un paese in cui ci sono leggi estremamente razziste, soprattutto verso la comunità nera”. Giorgio Lunardi

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Un lettore, che ringrazio, ci ha segnalato il seguente video. Si tratta di un’intervista concessa da Cécile Kyenge alla televisione francese Tele 24 News.

Ascoltatelo dal minuto 3:38.

In risposta ad una domanda del giornalista, riguardante l’integrazione degli africani in Italia, Cécile Kyenge dice quanto segue:

“Credo ci vorranno molti anni ancora perché l’integrazione degli africani in Italia possa esserci davvero. Il mio lavoro è quello del medico e quando mi sono ritrovata nella situazione di vivere in un paese in cui ci sono delle leggi estremamente razziste, soprattutto verso la comunità nera, e ci sono delle leggi che spesso finiscono per condannare coloro che hanno qualcosa di diverso, allora ho posto al centro la questione degli africani che sono qui e non si occupano di politica…”.

Rimaniamo allibiti da quanto dichiarato da Cécile Kyenge. Vale la pena ripercorrere alcuni passaggi della sua vita.

Nata nella provincia congolese del Katanga, da una famiglia benestante di etnia bakunda – il padre aveva quattro mogli e 39 figli – decide di intraprendere gli studi di medicina e chirurgia all’università. Sceglie l’Italia, arriva a Roma col visto da studente e si iscrive alla Università Cattolica del Sacro Cuore. Ricordiamo che i visti li concede l’Ambasciata italiana, quindi l’Ambasciata di quel paese in cui “vigono leggi razziste”, soprattutto verso i neri. Continua gli studi e si specializza in oculistica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

E provate a indovinare: a carico di chi sono le spese universitarie della Kyenge? Sono a carico di quel paese in cui vigono leggi razziste e discriminatorie verso i neri.

Nel 2004 entra in politica con i Democratici di Sinistra e viene eletta nella circoscrizione 3 del comune di Modena, vale a dire in una provincia del paese in cui vigono leggi estremamente razziste e discriminatorie soprattutto verso i neri. Nel 2013, in Emilia Romagna viene eletta deputato alla camera diventando anche Ministro dell’Integrazione, grazie a Enrico Letta, proponendo subito ius soli e apertura indiscriminata alla migrazione.

Chi le ha versato 16 mila euro al mese per il suo incarico? Sempre il governo di quel paese in cui vigono leggi discriminatorie e razziste soprattutto verso i neri.

Nel 2014 si candida alle elezioni europee con il Partito Democratico e viene eletta. Chi la elegge? Come al solito, i cittadini di quel paese in cui vigono leggi estremamente razziste.

Oggi Cécile Kyenge siede al Parlamento Europeo, dove dovrebbe difendere strenuamente gli interessi dell’Italia. E cosa fa invece? Dice ad un importante telegiornale francese che l’Italia è un paese in cui vigono leggi estremamente razziste e discriminatorie verso i neri e in cui i diversi vengono condannati.

Cecile kyenge ha detto che in Italia sono in vigore leggi razziste verso i veri africani. Le ricordiamo che 13 cittadini di questo paese razzista sono stati massacrati a Kindu, nel suo paese di origine.

Ricordiamo a Cécile Kyenge che nell’Italia post-fascista non ci sono mai state leggi razziste o discriminatorie verso nessuno, tanto meno verso i neri. Inoltre, dal 25 giugno 1993 è in vigore la legge Mancino in base alla quale gli italiani bianchi vengono condannati per istigazione all’odio razziale non appena aprono bocca contro i neri. Semmai dovessimo cercare una legge razzista, questa è la legge Mancino, ma non verso i neri o i diversi, bensì verso i bianchi italiani.

Ricordiamo anche a Cecile Kyenge i molti processi di cui è stata protagonista e i molti risarcimenti che ha ottenuto grazie al fatto di essere nera, per affermazioni che hanno dal contenuto razzista opinabile, proprio grazie alla legge Mancino.

E infine, ricordiamo a Cecile Kyenge che il 12 novembre 1961, a Kindu, non molto distante dal Katanga, sua terra di origine, furono massacrati, tagliati a pezzi e gettati in un fiume tredici aviatori italiani che facevano parte del contingente ONU in Congo. Cosa facevano proprio lì gli aviatori del nostro paese, vale a dire di quel paese in cui vigono leggi estremamente razziste? Erano andati in Congo per evitare che i congolesi si trucidassero a vicenda, come stavano già facendo, finendo essi stessi per essere trucidati.

Ma si sa, in Congo non ci sono leggi razziste e discriminatorie. Quello sì è un paese civile, altroché l’Italia.

Magistrati, è normale che un nostro rappresentante politico in Europa dichiari pubblicamente che l’Italia è un paese in cui vigono leggi razziste e discriminatorie soprattutto verso i neri e in cui i diversi vengono condannati?

 

di Giorgio Lunardi

Fonte: www.altreinfo.org

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