Coronavirus, parenti-serpenti e migranti. Alba Giusi - www.altreinfo.org

Coronavirus, parenti-serpenti e migranti. Alba Giusi

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E’ davvero molto difficile orientarsi con il Coronavirus. Non sappiamo come si è diffuso in Italia, se è un virus naturale o è stato costruito in laboratorio. Abbiamo molte difficoltà a capire se le decisioni del governo sono giuste o sbagliate. E’ tutto ancora un rebus.

Ci sono però alcune certezze.

Molti paesi hanno chiuso le porte agli italiani. Nei Caraibi non hanno fatto sbarcare i passeggeri di una nave da crociera, pur in assenza di contagiati. Non possiamo entrare in Bulgaria, nelle isole Seichelles, nelle isole Mauritius, in Giordania e in molti altri paesi. Ogni giorno si moltiplicano i paesi che dicono no agli italiani, sconsigliano i viaggi in Italia o non ci fanno nemmeno entrare. A Santo Domingo, e non solo, ci mettono in quarantena. Quindi, se proprio vuoi entrare, puoi. Ma prima ti devi fare due settimane chiuso in una stanza.

In Francia hanno trasmesso in TV un video vergognoso e rivoltante, che in realtà sarebbe da definire razzista, e poco importa se dopo le proteste del Governo italiano lo hanno ritirato chiedendoci scusa. Hanno comunque dimostrato di essere soltanto degli avvoltoi, disposti a tutto.

Guai ad avere bisogno di loro. E si che qualcuno si ostina a chiamarli “cugini francesi”. Parenti serpenti.

Chissà come si comporterebbero tutti questi paesi davanti a un’immigrazione di massa di italiani che fuggono dalla povertà o che sono in cerca di avventure. Tutti rigorosamente senza documenti, non perché li hanno persi in mare, ma perché li hanno buttati via poco prima di entrare.

Si, è vero, gli italiani sono un popolo di migranti. Lo sappiamo. Ma noi avevamo i documenti in tasca, tra cui un contratto di lavoro, voglia di integrarci e costruire un futuro per i nostri figli. In alcuni paesi, prima di “accoglierci” ci facevano fare addirittura un test d’intelligenza. E chi non lo superava doveva tornarsene indietro, con la stessa nave con cui era arrivato. A spese sue, naturalmente.

Abbiamo mandato molti migranti anche in Belgio, a morire nelle miniere di carbone.

Gli italiani si sono tutti integrati, ovunque sono andati. Abbiamo sempre lavorato duro, schiena dritta e zitti.

Talvolta penso a cosa farebbe la Nigeria al nostro posto, giusto per fare un esempio. Accogliamo 72.000 immigrati nigeriani regolari e Dio solo sa quanti irregolari. Abbiamo le carceri piene di nigeriani, chi per mafia, chi per sfruttamento della prostituzione e chi per spaccio. Grazie ai nigeriani abbiamo addirittura aggiunto una nuova mafia alle molte già presenti nel nostro territorio. E grazie ad un nigeriano abbiamo imparato che ci sono persone capaci di abusare di una ragazza, ucciderla, lavarla con la candeggina e sezionarla in 18 parti per poi metterle in una valigia.

Accogliamoli tutti, ha detto David Sassoli, presidente “italiano” del parlamento “europeo” durante una visita in Grecia.

Ecco le sue parole, tratte da una intervista concessa al Corriere della Sera:

“Noi dobbiamo accoglierli, dobbiamo proteggerli. Così come è stato fatto anche in altre zone d’Europa. Ma non lasciando da sola la Grecia. La Grecia è un paese europeo e noi vogliamo sostenere la Grecia nella sua azione”.

https://video.corriere.it/esteri/migranti-sassoli

In sostanza, David Sassoli ha detto che l’Europa deve accogliere tutti, non lasciando sola la Grecia, bensì distribuendo i migranti tra i vari paesi. Non importa chi sono, da dove vengono e perché vengono. Questi sono aspetti marginali.

David Sassoli sta dicendo la stessa identica cosa che George Soros ripete da una vita.

Chissà cosa unisce così profondamente il politico italiano Sassoli e il miliardario ungherese Soros. Chissà perché hanno entrambi una visione così simile e sovrapponibile di quali sono le cose giuste da fare in questo periodo storico così difficile e confuso.

Accogliere tutti e subito, poi si vedrà.

Ma noi possiamo facilmente immaginare che cosa “poi si vedrà”. Loro, invece, di sicuro lo sanno già.

 

di Alba Giusi

Fonte: www.altreinfo.org

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