Chabad Yisroel Goldstein, un Rabbino che predica bene e razzola male. Elena Dorian - www.altreinfo.org

Chabad Yisroel Goldstein, un Rabbino che predica bene e razzola male. Elena Dorian

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Vi ricordate del Rabbino Chabad Yisroel Goldstein? E’ quel Rabbino che venne ferito durante un attentato nella sinagoga di Poway, Stati Uniti, catalizzando l’attenzione di tutto il pianeta per varie settimane. Tenne un discorso addirittura all’ONU sull’antisemitismo e sulle sofferenze del popolo d’Israele.

Il Rabbino Goldstein è tornato di nuovo alla luce della ribalta. Secondo le accuse dell’FBI già all’epoca dell’attentato era indagato per frode fiscale ai danni dello stato.

In sostanza, la frode era congegnata in questo modo: il Rabbino riceveva donazioni per la Sinagoga, tratteneva il 10% per sé stesso e poi restituiva il 90% al donatore, insieme ad un certificato di donazione che permetteva di detrarre l’intera somma dalle tasse. Negli Stati Uniti l’evasione fiscale è un reato molto grave, anche se commesso da un esimio Rabbino. Hanno già trovato i partecipanti alla truffa, vale a dire quelli che detraevano i falsi certificati, ed il Rabbino ha pure confessato, dichiarandosi colpevole.

Sembrava una persona per bene, una vittima, predicava buoni sentimenti, amore e fratellanza davanti all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Insomma, Goldstein si è rivelato essere un esserino normale, uno che predica bene e razzola male, uno che piange e incassa. Non avrà di sicuro la coscienza sporca, visto che questo tipo di truffa è perfettamente in linea con gli insegnamenti dei suoi libri sacri. Infatti, nessun ebreo è stato danneggiato dai suoi comportamenti criminosi, anzi.

Del caso si è occupato Gilad Atzmon nel suo blog.

Il Rabbino…

Qualche ora dopo aver lasciato l’ospedale, le sue mani ferite avvolte in bende blu, il rabbino Chabad Yisroel Goldstein, sopravvissuto alla sparatoria alla sinagoga di Poway, si preparava per affrontare i media nazionali e fornire un coinvolgente resoconto dell’attacco.

Nei giorni successivi alla sparatoria, tutta l’America si è sentita in empatia con il Rabbino, che aveva spuntato tutte le caselle giuste: un ebreo, una vittima, un sopravvissuto. Il Presidente americano lo ha invitato alla Casa Bianca, la CNN lo ha lasciato parlare in video, l’Assemblea generale dell’Onu ha offerto al rabbino una piattaforma perché potesse lamentarsi della storia della sofferenza degli ebrei. Il rabbino non ha perso l’occasione per gridare:

“Am Yisrael Chai, la nazione di Israele è viva, non temere e non vacillare, perché Dio ci protegge e noi sopravviveremo, cresceremo e diventeremo sempre più forti…”.

Il Rabbino aveva ragione, la nazione di Israele è viva e vegeta, ma il suo messaggio non era affatto universale o inclusivo.

Il nostro Rabbino dello Chabad non è riuscito a mantenere a lungo la sua reputazione. Questa settimana la maggior parte dei telegiornali americani ha riferito che il “Rabbino ferito nell’attacco alla Sinagoga di Poway si è dichiarato colpevole delle accuse federali di frode fiscale e telematica che coinvolgeva false “donazioni” allo Chabad di Poway”.

Il Rabbino Goldstein si è dichiarato colpevole dell’uso improprio di almeno 6,2 milioni di dollari in contributi e donazioni alla sinagoga. Di questi milioni, Goldstein ha ammesso di aver tenuto per sé circa 620.000 dollari.

I dettagli della sua operazione fraudolenta sono allarmanti: Robert Brewer, procuratore degli Stati Uniti per il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale della California, ha tenuto un briefing informativo martedì a San Diego per descrivere nei dettagli quello che ha definito “un elaborato piano a lungo termine” di Goldstein che “comportava un’attenta pianificazione, attenzione ai dettagli e un significativo inganno, il tutto per dare l’apparenza di legittime donazioni allo Chabad e di legittime deduzioni”.

Il leader della comunità ebraica non era un operatore solitario. Goldstein si è dichiarato colpevole del suo ruolo in uno schema in cui i donatori (ben 18 trovati finora), hanno dato grandi contributi allo Chabad di Poway, ma poi hanno segretamente recuperato la maggior parte dei loro soldi. In genere, Goldstein conservava una parte del contributo – il 10% – per poi reincanalare il resto dei fondi verso il donatore.

Il LA Times riferisce che “con l’aiuto di un amministratore dell’ufficio senza nome della sinagoga e di altri, Goldstein avrebbe generato delle ricevute di donazioni caritatevoli su carta intestata dello Chabad, riconoscendo la “generosa donazione deducibile dalle tasse” dei donatori, secondo il documento del tribunale”. Quindi chi donava 100 dollari riceveva in cambio 90 dollari e una ricevuta per una donazione caritatevole di 100 dollari. I 10 dollari mancanti andavano al rabbino.

Secondo il procuratore federale Brewer, l’indagine sulla presunta frode fiscale di Goldstein è iniziata nel novembre 2016. Il rabbino sapeva di essere sotto indagine federale molto prima della sparatoria nello Chabad di Poway e, secondo Brewer, si stava preparando a dichiararsi colpevole di frode fiscale e telematica già dalla fine del 2018.

I documenti federali rivelano che gli agenti dell’IRS e dell’FBI hanno eseguito mandati di perquisizione a casa di Goldstein e alla sinagoga il 17 ottobre 2018 – sei mesi prima dell’attentato alla sinagoga. Ciò significa che quando il rabbino Goldstein fu invitato alla Casa Bianca e all’Assemblea generale dell’ONU e fu presentato come “eroe americano”, era già sospettato di un’operazione di frode fiscale. L’FBI e l’IRS sospettavano che il rabbino dello Chabad non fosse esattamente un uomo giusto.

Più preoccupante è il riconoscimento che quando il rabbino si è rivolto al popolo americano da un podio della Casa Bianca sapeva già di essere sospettato di aver rubato il denaro dei contribuenti.

L’America dà a Israele circa 4 miliardi di dollari del denaro dei suoi contribuenti, anno dopo anno. Le azioni del rabbino sionista insieme ad alcuni membri della sua congregazione nel defraudare le autorità fiscali statunitensi e nel rubare denaro allo Stato che sacrifica il suo futuro e i suoi giovani soldati per Israele sono davvero sconsiderate.

Ma ci sono anche buone notizie. Sono poche le testate giornalistiche americane che non hanno puntato il dito contro il rabbino “vittima” che ha intascato fraudolentemente i soldi dei contribuenti americani.

Forse la tolleranza dell’America si sta logorando.

 

di Gilad Atzmon

Fonte: https://gilad.online

Premessa: Elena Dorian

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