“USA hanno aiutato migliaia di terroristi ad evacuare indenni Raqqa”. E stavolta lo dice BBC. Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

“USA hanno aiutato migliaia di terroristi ad evacuare indenni Raqqa”. E stavolta lo dice BBC. Maurizio Blondet

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“I terroristi dello Stato Islamico hanno potuto evacuare da Raqqa e Deir ez-Zor sotto la protezione della coalizione detta anti-Daesh guidata dagli Stati Uniti”. Finché a dirlo è stata Damasco o sono i russi, i nostri media han fatto finta di niente, sprezzando la cosa come propaganda di Mosca. Ma che fare quando ad affermarlo è la BBC?

In un eccezionale servizio pubblicato lunedì, intitolato “Raqqa dirty secret”  la storica emittente britannica  esordisce: “centinaia di combattenti dell’IS e loro familiari sono usciti da Raqqa sotto l’occhio della coalizione a guida Usa e britannica”.

Il fatto è che i giornalisti della BBC hanno identificato e intervistato i camionisti siriani o iracheni, che sono stati ingaggiati per la gigantesca esfiltrazione. Come “Abu Fawzi, che guida un 18 ruote nel più pericoloso territorio della Siria del Nord”. Racconta di essere stato contattato dalle “Le Forze Siriane Democratiche” [SDF la coalizione di curdi e arabi sostenuti dagli americani, anti-Assad e in teoria anti Daesh] gli hanno chiesto di guidare un convoglio di autocarri per rilevare centinaia di famiglie sfollate per i combattimenti dalla cittadina di Tabqa sull’Eufrate ad un campo più a nord. Un lavoro da sei ore al massimo, gli hanno detto.

Hanno messo insieme un convoglio di quasi 50 camion, 13 pullman, a cui si sono aggiunti a Raqqa “più di cento veicoli dello Stato Islamico. Un convoglio lungo sei-sette chilometri”.

E altro che sei ore. “Invece sono stati tre giorni di guida dura, alcuni hanno rotto i motori o i semiassi, con un carico di centinaia di combattenti di Daesh, loro famiglie e tonnellate di armi e munizioni”. Lui e i suoi compagni del convoglio hanno capito solo dopo d’essere stati ingannati. Sono stati promessi loro migliaia di dollari perché tenessero segreta la cosa. Mai visti.

“Ma la BBC ha parlato a decine di persone che o erano nel convoglio, o lo hanno visto passare; e con gli uomini che hanno stipulato l’accordo”: che sono appunto elementi delle SDF, in combutta con i loro presunti nemici, i terroristi IS che occupavano Raqqa.

Ore di viaggio su strade devastate e bombardate, ponti distrutti, poi: “Al momento di entrare a Raqqa avevamo terrore. Credevamo di andare scortati dalle SDF (armate), invece eravamo soli. I terroristi hanno piazzato trappole esplosive sui nostri mezzi. Se qualcosa fosse andato storto, avrebbero fatto saltare l’intero convoglio. Persino i loro bambini e le loro donne avevano cinture esplosive”. I terroristi, spesso col volto coperto ed aria di sfida, non portavano solo le armi individuali: hanno caricato sui camion tonnellate di armamento pesante e munizioni – per il cui peso almeno uno dei camion ha avuto un semiasse spezzato.

Dentro ogni cabina di guida si sono piazzati tre o quattro guerriglieri per controllare il guidatore; alcuni li hanno picchiati, una donna li ha minacciati col Kalashnikov, “Ci chiamavano maiali o infedeli”. Fra gli almeno 250 combattenti “c’erano moltissimi stranieri, Francia, Turchia, Azerbaijan, Pakistan, Yemen, Saudi, Cina, Tunisia, Egitto…”, enumerano.

E pensare, evoca BBC, che il maggio scorso il generale James Mattis, segretario Usa alla Difesa, aveva giurato che la guerra contro l’IS sarebbe stata di “annichilazione. E’ nostra intenzione che i combattenti stranieri non sopravvivano per tornare in Africa, Europa, America…Non glielo permetteremo”; disse in tv.

Il convoglio era preceduto da mezzi della SDF che, ad ogni villaggio, ordinavano agli abitanti di chiudersi in casa al passaggio dei camion. Ma nel paesello di Shanine, approfittando del fatto che s’era formato un ingorgo e molti dei camion erano rimasti fermi, un bottegaio del luogo di nome Mahamud ha aperto la sua bottega. Quelli sono scesi, erano pallidi e affamati, hanno preso tutto, biscotti, instant noodles cinesi, merendine, sigarette. Hanno pagato regolarmente.

In altri villaggi furono più minacciosi, passando facevano con il dito sul collo il gesto che significa “vi sgozziamo”.

Aerei della coalizione, a volte droni, hanno seguito il convoglio dall’alto. Abu Fawzi stesso ha visto questi aerei, dalla sua cabina, lanciare bengala di notte per illuminare il percorso al convoglio. Superato l’ultimo posto di blocco delle “forze siriane democratiche”, in territorio ancora IS, molti si sono dispersi. Spalloni locali hanno avuto alte offerte per aiutare quelli e le famiglie ad espatriare di nascosto. Molti volevano esfiltrare in Turchia. Per il servizio dei contrabbandieri hanno pagato 600 dollari a testa, 1.500 per famiglia. I contrabbandieri lì sanno parlare “francese e inglese”, ma c’erano anche “ceceni e uzbeki”. Un giovane combattente che si fa chiamare Abu Basir al-Faransy,  perché è francese, adesso si è stabilito ad Idlib e dice di volerci restare. Ma molti del nostro gruppo di fratelli hanno voluto tornare in Francia per fare quel che chiamiamo il giorno della resa dei conti”.

Qui il servizio con le foto eccezionali, che non credo abbiamo il permesso di usare.

http://www.bbc.co.uk/news/resources/idt-sh/raqqas_dirty_secret

Alla BBC, i comandi anglo-americani hanno ammesso che sì, anche se non avevano uomini al suolo col convoglio, hanno seguito il convoglio dal cielo. Indenne.

“Il ministero russo della Difesa ha qualificato il rifiuto degli Stati Uniti di colpire la colonna di Daesh che si ritirava da Abu  Kamal in Siria, un fatto comprovato – abbiamo le trascrizioni delle loro trattative per provarlo”.

Siccome lo ha detto la BBC, aspettiamo che la notizia – che gli Usa e Daesh sono alleati, non nemici – lo dicano Canale 5, La 7 e la RaiTv: Che no, non è la BBC.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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