Due bambini fuggiti da Goutha Est. Intervistarli no? Maurizio Blondet - www.altreinfo.org

Due bambini fuggiti da Goutha Est. Intervistarli no? Maurizio Blondet

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Nella notte fra giovedì e venerdì, alcuni civili sono riusciti a imboccare il corridoio umanitario aperto per la cosiddetta tregua ordinata dall’ONU, nonostante i takfiri da Goutha continuino a sparare  proprio sul  corridoio umanitario. Qui si vedono due bambini che, col favore della notte, sono riusciti ad arrivare correndo, sotto il tiro dei cecchini takfiri, fino all’angolo dove sono stati soccorsi dai due militari siriani.

Questo video è stato trasmesso dai militari siriani al Centro di Riconciliazione. Secondo informazioni non confermate, i genitori dei due ragazzini non ce l’hanno fatta –  sarebbero caduti sotto i colpi dei tiratori scelti di Al Qaeda, sostenuti dagli occidentali, che bloccano il corridoio umanitario e continuano a tirare colpi d’artiglieria e missili su Damasco libera. Certo Maria Goracci vorrà intervistare quei due ragazzini e sapere cosa è stato dei loro genitori. Sarà un’ottima occasione per smentire la propaganda di Damasco e quella russa.

Il generale Vladimir Zulutkin, che dirige il Centro di Riconciliazione, ha  spiegato ai giornalisti che il governo di Damasco ha lanciato 100 mila manifestini su Goutha Est, contenenti le istruzioni per imboccare il corridoio umanitario, e facenti funzione di lasciapassare. Secondo le istruzioni scritte, ogni persona doveva entrare nel corridoio umanitario tenendo in una mano il manifestino alto sul capo, e nell’altra mano un bambino; ciò, per essere sicuri che il tratto di strada non fosse preso da terroristi armati.  “Secondo informazioni ricevute, i guerriglieri stanno perquisendo le case degli abitanti locali e confiscano i manifestini-lasciapassare, ed anche le derrate alimentari, aggravando così la situazione umanitaria”.

L’inviata di Rai 3 saprà certamente sbugiardare queste fake news russe. O anche quelle delle suore trappiste siriane, che considerano terroristi i poveri assediati di Goutha Est su cui tante lacrime stanno versando i media  nazionali, internazionali e financo El Papa. Hanno scritto:

Quando taceranno le armi? E quando tacerà tanto giornalismo di parte ?

Noi che in Siria ci viviamo, siamo davvero stanchi, nauseati da questa indignazione generale che si leva a bacchetta per condannare chi difende la propria vita e la propria terra.

Più volte in questi mesi siamo andati a Damasco; siamo andati dopo che le bombe dei ribelli avevano fatto strage in una scuola, eravamo lì anche pochi giorni fa, il giorno dopo che erano caduti, lanciati dal Goutha, 90 missili sulla parte governativa della città. Abbiamo ascoltato i racconti dei bambini, la paura di uscire di casa e andare a scuola, il terrore di dover vedere ancora i loro compagni di classe saltare per aria, o saltare loro stessi, bambini che non riescono a dormire la notte, per la paura che un missile arrivi sul loro tetto. Paura, lacrime, sangue, morte. Non sono anche questi bambini degni della nostra attenzione?

http://oraprosiria.blogspot.it/2018/03/lettera-aperta-delle-monache-siriane.html?m=1

In queste ore la Casa Bianca ha  accusato i russi di uccidere civili: “Gli Stati Uniti condannano l’offensiva militare in corso che il regime di Assad, spalleggiato da Russia e Iran, sta perpetrando contro la popolazione di Goutha Est”.

Germania complice

Attenzione, perché su questa stessa posizione sono Francia e Germania. Berlino, nonostante tutte le prese di distanza da Trump quando annuncia dazi commerciali, vota con Washington quando si tratta di accusare l’Iran. E’ successo il 24 febbraio all’ONU, quando USA (Nikki Haley), Gran Bretagna, Francia e Germania hanno emesso una mozione di condanna contro l’Iran, accusandolo (senza portare uno straccio di prova) sia di presunte violazioni delle sanzioni internazionali, sia dell’aggravarsi del conflitto in Yemen: secondo gli occidentali sta armando i ribelli yemeniti di Ansarullah – mentre in verità l’Arabia Saudita, con l’aiuto diretto e indiretti di francesi, britannici e forse  israeliani, sta compiendo un vero e proprio genocidio.

La mozione è stata bloccata dal veto di Mosca. Come ha notato l’ambasciatore Bhadrakumar, è la prima volta che Mosca usa il veto all’ONU per difendere l’Iran. Non ha mai opposto il veto né contro le sanzioni all’Irak (2003), alla Libia (2011) e nemmeno quando l’ONU ha “deciso” che il Kossovo è una nazione staccata dalla Serbia. Solo ha posto il veto nell’interesse del governo siriano, alleato. “Un fatto storico”, per l’ex ambasciatore indiano divenuto analista strategico, che segnala che per Mosca, ora, l’Iran è un alleato.

Ebbene: dopo il veto russo, la Germania  si è unita a Francia e Regno Unito per una dichiarazione comune anti-russa. La bassezza di Merkel e della UE in queste guerre  per Sion, dà  francamente la nausea.

 

di Maurizio Blondet

Fonte: maurizioblondet.it

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