La liberazione di Aleppo: svolta regionale e sconfitta degli Stati Uniti. Tim Anderson - www.altreinfo.org

La liberazione di Aleppo: svolta regionale e sconfitta degli Stati Uniti. Tim Anderson

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Alla fine del 2016, al costo di tante giovani vite, le forze siriane hanno liberato la parte orientale della città di Aleppo, occupata dai terroristi sostenuti da NATO e sauditi da più di quattro anni. La liberazione di Aleppo, seconda città della Siria e antica meraviglia, rappresenta la peggiore sconfitta dell’aggressione di Washington guidata da 15 anni nella regione. Una ricolonizzazione efficace della regione, dall’Afghanistan alla Libia, sotto vari pretesti. Invasioni e guerre per procura sono state attuata assieme a sanzioni economiche e propaganda selvaggia.

Aleppo in festa

Aleppo in festa

Ma tale grande guerra d’aggressione, chiamata creazione del ‘Nuovo Medio Oriente’ dall’ex-presidente degli Stati Uniti George W. Bush, s’è schiantata in Siria. Gli eserciti di mercenari comprati e armati da Washington e alleati regionali sauditi, turchi, qatarioti e israeliani, sono stati scacciati dalla potente alleanza regionale che sostiene la nazione siriana. La conclusione di Aleppo comporta una manciata di agenti stranieri, da Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele e altrove, che sarebbe rimasta con gli ultimi gruppi di al-Qaida in una frazione di ciò che una volta era la loro roccaforte. Gli Stati Uniti, in particolare, badano a garantirne il rilascio, dato che la loro presenza è un’ulteriore prova del comando estero di ciò che si affermava essere una ‘guerra civile’. Dopo l’assalto di governo e disinformazione dei media occidentali (pretesi massacri, esecuzioni di massa e di singoli civili) oltre l’evacuazione di circa 100000 civili e migliaia di terroristi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato alcuni “osservatori indipendenti’ a seguire il processo.

Tuttavia, in sostanza l’evacuazione è finita. Reinsediamento e ricostruzione sono già in corso, e le riserve dell’Esercito arabo siriano convocate per difendere la città. Giornalisti siriani, iraniani, russi e indipendenti (tra cui Maytham al-Ashqar, Shadi Halwi, Asir Qatab, Qalid al-Qatib, Ali Musawi, Lizzie Phelan, Murad Gazdiev, Vanessa Beeley, Eva Bartlett e Mohsen Khazaei) ci hanno già detto molto, e ciò assomiglia poco alle storie apocalittiche occidentali. Ad esempio, l’uscente segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, fido alleato di Washington, affermò nell’ultima conferenza stampa che ‘Aleppo è ora sinonimo d’inferno’. Osservazioni basate sulle storie disperate dei jihadisti della NATO. I reporter sul campo raccontato una storia diversa. Mentre le forze siriane spezzavano le difese di al-Qaida, i civili intrappolati fluivano via e si pubblicavano i video di lunghe file di persone che lasciavano Aleppo est trovando sollievo, cibo e riparo presso l’Esercito arabo siriano. Stanchi ma sollevati, raccontavano le loro storie a chiunque volesse ascoltare. Russia e Iran hanno dato diverse tonnellate di aiuti. Al contrario, i Paesi occidentali in generale non hanno dato nulla ed i gruppi terroristici respinsero gli aiuti dell’alleanza siriana. Ai civili fu proibito lasciare l’enclave di al-Qaida, molti furono uccisi quando ci provarono. Le bande armate avevano riserve di cibo, ma le tenevano solo per i propri combattenti. Fabbriche di armi, tra cui sostanze chimiche tossiche, furono trovate e messe al sicuro. Alcuni terroristi furono arrestati, ma la maggior parte fu spedita ad Idlib, dove Damasco concentra i terroristi stranieri.

Quando i canoni-inferno tacquero, e i colpi di mortaio carichi di gas smisero di cadere nel cuore della città, ci fu euforia e si ballava per le strade, come dimostrato ampiamente sui social media. Il portavoce del dipartimento di Stato affermava di non averlo visto. Al-Qaida ad Aleppo è stata schiacciata. Tutti i gruppi armati antisiriani di Aleppo o erano di al-Qaida in Siria ‘ufficiale’ (Jabhat al-Nusra o Jaysh Fatah al-Sham) o profondamente connessi. Quando gli Stati Uniti fecero finta di sopprimere Jabhat al-Nusra nel 2012 e 2016, tutti i gruppi dell”esercito libero siriano’ protestarono, dicendo ‘siamo tutti Jabhat al-Nusra‘. Si poteva pensare che il governo degli Stati Uniti, che una volta affermò d’essere impegnato nella guerra globale al terrorismo in nome delle 3000 persone uccise a New York nel settembre 2001, fosse euforico come la popolazione per le strade di Aleppo. Ma non lo era. Gran parte dei media occidentali, che dipendono dai loro governi, riferirono solennemente della ‘caduta di Aleppo’. La vittoria siriana sui al-Qaida fu una grave tragedia, dissero. D’altra parte, la riconquista quasi simultanea della città antica della Siria di Palmyra da parte del gruppo orientale di al-Qaida, lo SIIL, fu riferita in modo diverso. Dissero che la città fu ‘ripresa’. Tutto ciò sottolinea ciò che era evidente; come ammesso da molti funzionari degli Stati Uniti, ogni singolo gruppo armato in Siria (‘moderato’ o ‘estremista’) era armato e finanziato da Stati Uniti ed alleati, nel tentativo di rovesciare il governo siriano. Tutte le chiacchiere su ‘ribelli moderati’, ‘regime brutale’ e ‘guerra civile’, puntavano solo a nascondere ciò.

Organizzati tra Russia e Turchia, le ultime evacuazioni di Aleppo comprendevano lo scambio dei civili assediati da 20 mesi nelle città presso Idlib di Fuah e Qafraya con gli ultimi jihadisti della NATO di Aleppo est. Ci fu qualche grave sabotaggio degli accordi, ma le intese finora sono valide. Ora l’Iran è impegnato con Russia e Turchia in tre colloqui, dove questioni pratiche sono discusse. Va notato che l’amministrazione Obama non ha alcun ruolo costruttivo sulla conclusione ad Aleppo. La guerra per procura per il ‘cambio di regime’ in Siria è fallita e, al suo posto, il regime di Washington promette un nuovo approccio. Ancora più importante, una nuova alleanza regionale si è formata per respingere ogni nuova aggressione da parte delle potenze coloniali. Molte cose sono cambiate durante la guerra contro la Siria. L’alleanza siriana ha sconfitto le potenti forze NATO-GCC. I Fratelli musulmani e i loro clienti in Egitto, Qatar e Turchia hanno ricevuto un’altra batosta. Egitto e Iraq supportano la Siria. I sauditi si sono uniti ad Israele contro Iran e Siria. La Russia ha costruito legami più forti con Siria e Iran. La Lega araba, dopo aver sostenuto la distruzione di due Stati arabi, sembra defunta. Il nuovo potente ‘Asse della resistenza’ ne prenderà il posto?

 

di Tim Anderson, Global Research

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Traduzione: Alessandro Lattanzio

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