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La comunicazione politica, verbale e non verbale: una vera e propria arte che non tutti i nostri politici conoscono. Anya Lai

Analizziamo da un punto di vista comunicativo i due partiti di governo, la Lega di Salvini e il Movimento 5 Stelle, con particolare riferimento ai due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Anche se è più esperto il primo, si tratta comunque di due politici navigati, che si dedicano alla politica da molti anni e che in teoria dovrebbero conoscere almeno l’ABC della comunicazione, personale e politica, verbale e non verbale. La Lega di Salvini Matteo Salvini, prima di farsi eleggere, andava in giro per l’Italia e in televisione...

Sono stati una sciagura per 40 anni… ed ora hanno fretta. (Ovvero, ogni volta che i media amano qualcuno, questo qualcuno fa danni…). Marco Giannini

L’Italia è un paese strano, vediamo piovere bordate “a reti unificate” sul Governo in via di formazione e questo avviene proprio da personaggi come Monti, Berlusconi, Bossi, Renzi, Prodi, Veltroni, Padoan e Cottarelli (FMI…), i quali sin dai tempi dell’omicidio Moro hanno contribuito a devastare il paese, nell’ideologia e nella pratica, inquinandone la cultura ed esportandone il benessere. Per dirne alcune la “Riforma Treu” del lavoro che ha portato il precariato a livelli monstre comprimendo l’economia causa insicurezza, le norme di ingresso di stranieri funzionali alla competizione al ribasso tra italiani e...

Con questi presupposti solo un demente può fare il premier. Marcello Veneziani

Habemus Pippam. No, falso allarme, dopo settanta giorni, il premier non è arrivato neanche oggi. Nella fretta di fare il governo, avevano dimenticato il premier, come capita a quelle coppie sbadate che dimenticano il bambino nel seggiolino in auto. Si può fare un governo, un programma, un’alleanza e tralasciare chi lo guiderà o deciderlo solo alla fine, a cose fatte? È così irrilevante, ornamentale il presidente del consiglio, come la ciliegina sulla torta? Per Di Maio e i caseleggio boys, “non conta chi ma cosa”, ossia non conta il fattore umano,...

Settant’anni di sudditanza a Usa e Nato. Manlio Dinucci

Manlio Dinucci traccia il bilancio di settant’anni di relazioni dell’Italia con gli Stati Uniti e la Nato. Trascurando le vicende del terrorismo sotto sotto falsa bandiera, orchestrato dalla NATO sul suolo italiano durante gli anni di piombo, Dinucci si limita a rilevare esclusivamente lo schieramento delle forze armate italiane a fianco dell’”alleato”; una storia che parla da sola. Luigi Di Maio: «Se qualcuno pensa di sganciare l’Italia dai nostri alleati storici, che sono l’Occidente e i paesi della Nato, allora troverà sempre me contrario. L’Italia, e il Movimento 5 Stelle...

Ennesimo voltafaccia dei Cinque Stelle: dopo le elezioni cambiano anche il programma. Nicola Mattei

Il Movimento Cinque Stelle ci ha ormai abituato a repentini mutamenti di casacca e cambi di corsia di 180 gradi, a riprova della sua natura “liquida” (per non dire gassosa), ma a questo giro l’inversione a “U” ha qualcosa di veramente clamoroso. Alla faccia della democrazia diretta e della partecipazione, del programma elettorale votato dagli iscritti e presentato come piattaforma in vista dello scorso 4 marzo non c’è infatti più traccia. Perso nelle pieghe del web? Smarrito in uno dei tanti problemi informatici della piattaforma Rousseau? Niente di tutto questo, perché un...

Ritratto di Di Maio come Pulcinella. Di Buridano. Maurizio Blondet

Ogni giorno che passa questo Di Maio entra sempre meglio nella parte, ed ormai si identifica in modo sempre più perfetto con Pulcinella, l’eterna maschera napoletana. Non mi aspetto lo capiscano i votanti per M5S, notoriamente carenti di senso dell’umorismo. Mi limito a sperare che la loro sete di onestà (Onestà! Onestà!) possa formare in loro un’idea meno semplicistica della Corruzione. Corruzione non è solo prendere mazzette e vitalizi. Corruzione è – anzitutto – prendere un sacco di voti con un programma fantasmatico ma variabile, da cambiare all’occasione per restare al potere. Ciò...

M5S-Lega: questo matrimonio non s’ha da fare? Simone Santini

Voti moderati e instabili? Sì, ma chiedono un cambiamento forte: non sono voti ‘continuisti’. Non si sono spostati per vedere la stessa politica con facce nuove. Vogliono un’altra politica. Secondo diversi analisti dalle urne del 4 marzo sarebbe uscito un «nuovo bipolarismo». Il M5S sarebbe la «nuova sinistra» (cit. Eugenio Scalfari) a cui il Pd dovrebbe disperatamente aggrapparsi per non sprofondare ancora. A destra la Lega di Salvini avrebbe ormai egemonizzato quell’area relegando il vecchio Berlusconi ad un ruolo di comprimario. I propugnatori del neobipolarismo, coerentemente, auspicano che la partita...

Di Maio Primo, e voi non siete un caxxo. Mario Seminerio

Accadono cose sempre più strane, in questo paese ormai instupidito dalla propria credula ignoranza. Accade, ad esempio, che dalla sera del 4 marzo, un giovane poco più che trentenne ed il suo movimento stiano strepitando in ogni circostanza che l’incarico di formare il governo deve essere dato alla sua parte, perché la sua parte ha vinto il 32% dei voti, su circa il 70% degli aventi diritto che si sono espressi alle urne, e che ogni esito differente sarebbe un grave vulnus alla volontà  popolare. D’acchito, mi verrebbe da commentare sticazzi, ma poiché...

Un avviso della Nato a Di Maio e Salvini. Comidad

L’affermazione in Italia di due movimenti, Lega e 5 Stelle, percepiti all’estero come filorussi, con l’eventualità di un loro possibile accordo di governo, è probabilmente alla base dell’ennesima provocazione antirussa allestita dal governo britannico. Tutta la narrazione britannica, secondo cui una ex spia russa rifugiatasi nel Regno Unito sarebbe stata eliminata da Putin con un agente nervino, assume contorni fiabeschi, addirittura da nonsense. Già anni fa vi fu una vicenda analoga, il caso Litvinenko, un dissidente russo che anche lui sarebbe stato eliminato da Putin, quella volta con del polonio radioattivo....

Salvini e Di Maio, che trionfo! L’ondata “populista” non è affatto finita, a dispetto delle élite e dei media. Marcello Foa

Quella del 4 marzo è stata un’elezione storica per tre ragioni. La prima: l’establishment si era illuso che con la vittoria di Macron, la cosiddetta onda “populista”, alzatasi in occasione della Brexit e della vittoria di Trump, avesse esaurito la sua forza propulsiva. Il simultaneo successo del Movimento 5 Stelle e della Lega dimostra che non è così per una ragione molto semplice: quando il malcontento sociale è profondo e duraturo non basta un po’ di cosmesi per controllare l’elettorato. I calcoli sono presto fatti: M5S 32%, Lega 18%, Fratelli...

L’Italia ha detto NO all’inciucio – e inciucio avrà. Maurizio Blondet

E’ un banalità dirlo, ma bisogna: il popolo italiano ha detto soprattutto NO alle larghe intese. A  sinistra ha tolto i voti a Renzi, a destra ha fatto mancare i voti a Berlusconi, in modo da rendere impossibile l’inciucio – che tutti  (da Mattarella a Napolitano a Eugenio Scalfari a El Papa) davano ormai per certo, pur negandolo.  Furbescamente. Vorrei che si capisse: un governo di larghe intese non è per sé un male, anzi è necessario quando si tratta di ampie riforme della stato profondo e corrotto, di sfidare poteri...

Ue va col pilota automatico. Del Pentagono. Maurizio Blondet

Vedo che alcuni siti francesi che seguo vedono “prospettive liberatrici nella impasse di Merkel”. L’intero quadro politico tedesco, destra sinistra e il presidente Steinmeyer, oltre che gli industriali e l’opinione pubblica, vogliono  misure severe sull’immigrazione e allacciare buoni rapporti con Mosca. “Le sanzioni contro la Russia non devono  diventare permanenti”, ha sancito la CSU bavarese. Emmanuel Macron, profittando del vuoto di potere a Berlino, può davvero “incontrare un grande destino europeo e internazionale”, prendendo la leadership della riforma europeista. La verità è che Merkel è ancora lì, e più ingombrante...

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