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Il Il Corriere ha sparato Fake News. Lo dice uno del Corriere. Maurizio Blondet

Ivo Caizzi è il corrispondente da Bruxelles per il Corriere della Sera. In un esposto al Comitato di redazione del suo giornale e a tutti i colleghi  (lo postiamo in fondo),  rivela e spiega come Il direttore abbia sparato in prima pagina, il 1 novembre, che contro il governo italiano “era pronta una procedura d’infrazione UE” che invece Caizzi sapeva (ed aveva riferito al giornale)  non esisteva, anzi era tecnicamente impossibile. “Si può aprire la prima pagina del Corriere ccon una “notizia che non c’è” del genere?”, domanda Caizzi ai colleghi. E spiega come...

Idlib e le maschere anti-gas con i bicchieri. La propaganda di Repubblica ha davvero toccato il fondo. Francesco Santoianni

Si raschia il fondo del barile con i “reportage” da Idlib. E, verosimilmente, sgominate dall’esercito siriano o russo le troupe cinematografiche, già in azione nell’area di  Douma, che avrebbero dovuto “documentare” le “carneficine prodotte dai gas di Assad”, non rimane ai media occidentali che diffondere foto-fake – scattate da fotografi più o meno “ufficiali” degli White Helmets come Muhammad Haj Kadour o Khalil Ashawi – che riprendono famigliole che sarebbero intente a “proteggersi” dagli imminenti gas con barattoli e bicchieri poggiati sulla faccia. E sono queste le uniche foto che corredano il, davvero incredibile, reportage di Repubblica “L’ultima preghiera di...

Solo Orban minaccia la libertà d’informazione? La legge Macron “contro le fake news” arriva in Parlamento

Come giustificare per i media mainstream nostrani il fatto che la legge più illiberale sul panorama europeo in tema di informazione venga presentata e portata avanti da quello che descrivono ogni giorno come “l’ultima speranza dei valori europei contro i barbari populisti”? Nessuna giustificazione, quindi censura. Da oggi, il Parlamento francese ha iniziato la discussione sul provvedimento contro le fake news, annunciato e voluto fortemente da Macron nei mesi scorsi. Qualora dovesse essere approvato così come arrivato in Aula, rappresenterebbe un unicum nella legislazione europea e un vulnus per la libertà di espressione....

La debacle della propaganda antirussa. Comidad

L’Unione Europea prosegue nella sua stretta sui canali non ufficiali di informazione su internet. Le misure hanno ancora un notevole margine di ambiguità: si va dall’intimidazione nei confronti dei gestori delle piattaforme, sino all’istituzione di un “gruppo di verificatori” delle informazioni diffuse su internet. L’iniziativa della Commissione Europea è corredata dalla “notizia” (una “fake”?) secondo cui la maggioranza della pubblica opinione considera le cosiddette “fake news” una “minaccia per la democrazia” (ma quant’è cagionevole ‘sta democrazia). L’annuncio più eclatante è però che sarebbero già stati monitorati tremilanovecento casi di disinformazione “pro...

Ci siamo: la UE crea una rete di censori. La libertà d’opinione è in pericolo! Marcello Foa

E’ da un anno e mezzo che l’Unione europea e gli Stati Uniti preparano il terreno. E ora ci siamo: tra non molto avremo una rete di fact-checkers, naturalmente indipendenti, naturalmente rispettosi di un rigoroso codice etico e naturalmente dediti alla causa suprema: la lotta alle fake news ovvero del mostro che agita i sonni dell’establishment. Tutto questo, in realtà, come ripeto da tempo, ha un solo scopo: legittimare l’introduzione della censura, limitare l’impatto e la diffusione di idee non mainstream, naturalmente negando che di censura si tratti. Ma così sarà:...

ministero orwelliano della verità, il pensiero unico di massa

Il Ministero della Censura. La caccia alle fake news vuole imbavagliare l’informazione alternativa. Enrica Perucchietti

«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza». Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista di 1984, Winston Smith. Il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della...

Ministero della Verità

Invita a uccidersi, ma per Facebook risponde agli standard della comunità. Marco Fontana

Si fa ormai un gran parlare del prurito censorio mascherato da lotta alle fake news. Сome già denunciato in altri articoli, in Italia ad aver dichiarato guerra all’informazione scorretta è stato l’ex premier Renzi, che ha voluto trasformarsi nel paladino della Verità dichiarando che in Italia la campagna di disinformazione è qualcosa di organizzato e va ben oltre la semplice #Fake News. E se si tratta di epiche battaglie di civiltà, allora deve obbligatoriamente tuonare anche la presidente della Camera Laura Boldrini: Stiamo finalmente uscendo da quella malsana idea che le bufale, la fake news,...

L’algoritmo verità dei padroni della menzogna. Roberto Pecchioli

Non si sa se ridere o piangere. Purtroppo, è una cosa seria, se il termine si può applicare alle questioni riguardanti il governo italiano. “Stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un algoritmo verità che, tramite l’intelligenza artificiale, riesca a capire se una notizia è falsa”. Non si tratta di una battuta o della fanfaronata di qualche dottor Stranamore, bensì delle parole di Marco Carrai, potente esponente del cosiddetto giglio magico, l’accolita degli intimi di Matteo Renzi, considerato tra i massimi esperti italiani di cybersicurezza. Imprenditore...

Carrai: ‘Stiamo creando un algoritmo verità per arginare le fake news’

Siamo salvi! A risolvere il problema della disinformazione in rete sarà, attraverso un algoritmo verità, Marco Carrai, l’imprenditore che pagava l’affitto della casa dell’amico Matteo Renzi e che “prese appalti su appalti dal Comune di Firenze“, di cui Renzi – ricordiamolo – è stato primo cittadino. Beh oggi Carrai, dopo aver fatto per anni i propri interessi, vuole contribuire a migliorare la società estirpando le fake news dalla rete. Lo ha rilevato lui stesso in un’intervista al Corriere della Sera in cui ha illustrato il suo piano per arginare il fenomeno...

Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per censurare. Ve lo dimostro qui. Marcello Foa

Non è un caso. E’ un metodo. Con un pretesto, le fake news, e uno scopo finale: mettere a tacere le voci davvero libere. Attenzione, non si tratta di una questione meramente italiana, bensì di quella che definirei una “corale internazionale”. Il la lo hanno dato gli Stati Uniti, dove, dopo la vittoria di Trump, è partita una massiccia campagna ispirata dagli ambienti legati al partito democratico con l’entusiastico consenso di quello repubblicano, nella consapevolezza che la prima grande e inaspettata sconfitta dell’establishment che governa gli USA da decenni non sarebbe avvenuta senza la spinta decisivadell’informazione non...

Fake news, La Stampa di Molinari predica bene e poi diffonde a milioni di persone l’ennesima bufala sulla Siria

Mentre si cercano fantomatici bot e algoritmi misteriosi nel Sacro Graal della russofobia e si censura appositamente uno scoop de il Sole 24 ore che ha fatto emergere con chiarezza da dove e per conto di chi nascono le fake news in Italia, vi vogliamo dare l’ennesima dimostrazione di come nasce e si diffonde a milioni di persone una “bufala”. Nei giorni in cui grazie all’intervento della Russia, dell’Iran e degli Hezbollah, la Siria è riuscita a estirpare quasi completamente il terrorismo dal suo territorio – terrorismo foraggiato e sostenuto...

La Stampa scopre le “fake news” russe (o quelle del New York Times? o di Renzi?) Maurizio Blondet

(Uno vorrebbe occuparsi di cose più serie, ma questa è una provocazione) Vedete il titolone. In prima pagina: manco avessero scoperto le armi di distruzione di massa di Saddam. “Gli USA: fake news russe in Italia” La “notizia” è di quelle pericolosissime per le libertà civili: i neocon vogliono coinvolgere anche i media italioti nelle paranoie del RussiaGate;  le sinistre italiote hanno bisogno di una scusa per censurare i siti e blog che disturbano la loro narrativa falsa, e mancano di rispetto a Laura Boldrini. Quindi bisogna dare il massimo...

Arriva il “Grande Fratello” e ha la faccia di George Soros

Che bello avere un fratellone ricco e filantropo che si preoccupa di noi: un Grande Fratello. Perché dover pensare con la nostra testa e cercare di capire dove sta la verità in questo caotico mondo? Perché dover fare delle scelte, rischiare di sbagliare o di far bene? Ci pensa lui, George, a vagliare cosa è vero e cosa no. Un giudizio divino totale, impensabile perfino nel cosiddetto “buio medioevo”. Il pretesto è quello di combattere le fake news, le notizie bufala – che peraltro al novanta per cento sono generate e vendute...

Bufale della stampa sul Venezuela

Venezuela, l’incredibile foto bufala de la Stampa: le fake news non sono sul web, le pagate 1,50 in edicola!

I media e il racconto degli avvenimenti nel mondo. Prendete questo titolo de la Stampa sul Venezuela ad esempio: “La strage dei giovani.”, e come foto un manifestante in fiamme. Il vostro cervello associa subito repressione, strage di giovani, quindi il “regime” ha iniziato addirittura a dar fuoco ai manifestanti. Necessario intervento, etc. etc. Siccome non dovete essere esperti per forza di vicende di Venezuela – e se continuate ad “informarvi” attraverso il Fatto Quotidiano, Repubblica, Corriere o altri fake media certo non lo potete diventare in questo periodo –  non...

Il giorno delle fake-news sulla Corea del Nord, la Siria e il Presidente Trump. Moon of Alabama

È giorno di fake news. Tre storie che stanno facendo il giro dei media, tutte basate su false premesse. Corea del Nord, Siria e Trump ne sono gli obiettivi. 1. Il Wall Street Journal afferma con un titolo #fakenews che i bit del computer-code nel recente ransomware WannaCry sono identici a quelli usati nel 2014 per hackerare la Sony (attacco falsamente imputato alla Nord Corea). Ricercatori trovano un indizio che collega il virus ad un gruppo legato a Pyongyang Neel Mehta, specialista di sicurezza informatica presso l’unità Google di Alphabet...

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