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Primo ministro iracheno: non solo l’agguato a Soleimani, ma anche continue ritorsioni e minacce ai danni dell’Iraq

Le notizie che arrivano dal parlamento iracheno, davanti al quale ha parlato il primo ministro Abdul Mahdi, ci disegnano un quadro molto scoraggiante dello stato in cui versa la civiltà occidentale. In Iraq gli Stati Uniti hanno teso un vero e proprio agguato al Generale Soleimani, che era a Baghdad in missione diplomatica, su richiesta di Trump in persona. Non solo, ma Abdul Mahdi ha denunciato molti altri soprusi commessi dagli Stati Uniti ai danni dell’Iraq. Ci sorprende che la...

L’Italia nella Coalizione «antiterrorismo». Manlio Dinucci

l ministro degli Esteri Luigi Di Maio, accogliendo a Roma i cinque militari feriti in Iraq, ha dichiarato che «lo Stato italiano mai indietreggerà di un centimetro di fronte alla minaccia terroristica e reagirà con tutta la sua forza di fronte a chi semina terrore».   È quindi volato a Washington per partecipare alla riunione del gruppo ristretto della «Coalizione globale contro Daesh» di cui fanno parte, sotto la guida degli Stati uniti, la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar, la...

2003-2018: i terribili costi dell’invasione dell’Iraq. Per non dimenticare. Angelo Stefanini

A quindici anni di distanza appaiono chiari gli effetti diretti e indiretti che la guerra in Iraq ha avuto su quell’area geo-politica e sul mondo intero. Anziché creare una democrazia liberale, la guerra ha incoraggiato le violenze dei jihadisti e infiammato il settarismo che mette gli arabi contro i curdi e gli sciiti contro i sunniti. I cristiani sono fuggiti o sono stati “ripuliti” da gran parte della regione. L’instabilità in Medio Oriente ha anche contribuito alla peggiore crisi dei...

Quindici anni dopo la guerra, l’Iraq è un Paese ancora distrutto. Andrea Muratore

Il 20 marzo 2003 una pioggia torrenziale di missili Tomahawk segnò l’inizio dell’invasione dell’Iraq da parte della coalizione a guida statunitense e di una fase infinita di caos per il Medio Oriente. L’attacco allo “stato canaglia” di Saddam Hussein fu motivato dall’amministrazione Bush con i riferimenti alla pericolosità dell’arsenale di armi di distruzioni di massa irachene, rivelatosi esistente solamente sulla carta, nei rapporti falsificati dei servizi segreti occidentali e nelle dichiarazioni dei leader  della “crociata per la democrazia”, George W. Bush e Tony Blair. A...

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