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Tagged: Libia

I crimini contro l’umanità e le violazioni dei diritti dell’uomo commessi dall’Occidente. Thierry Meyssan

Secondo la stampa internazionale, nel 2011 in Siria sarebbe scoppiata una rivoluzione popolare, malauguratamente andata male e trasformatasi in guerra civile. Se nel 2011 si poteva credere a questa versione, oggi, alla luce dei documenti emersi, non è più possibile. Questa guerra era stata pianificata da Washington dal 2001 ed è iniziata nel contesto delle “primavere arabe”, pianificate dal 2004 da Londra, sul modello della Grande Rivolta Araba guidata da Lawrence d’Arabia. L’Arabia Saudita ha ammesso di aver pagato e armato in anticipo i rivoltosi di Deraa che diedero il...

Bufale storiche: “Gheddafi ha distribuito il Viagra tra i soldati perché violentino il maggior numero possibile di donne”

Il numero di bufale inventate di sana pianta per giustificare la distruzione della Libia non si contano nemmeno. Una però ha colpito in modo particolare l’immaginario collettivo: “Gheddafi avrebbe distribuito tra i soldati Viagra a volontà perché violentassero il maggior numero possibile di donne.” All’epoca, la notizia è stata diffusa da tutta la stampa Occidentale, con grande enfasi. Nessuno dei nostri giornali, davanti alla totale mancanza di prove che questo fosse realmente avvenuto, ha osato verificare la notizia o metterla in dubbio. Anzi, tutti l’hanno diffusa come vera, rendendosi complici...

I distruttori della Libia ora «per la Libia». Manlio Dinucci

Dopo il fallimento di Emmanuel Macron nella ricerca di una soluzione alla crisi libica, ora è la volta di Giuseppe Conte di fare un tentativo. Roma è favorita rispetto a Parigi, dal momento che gode del sostegno della Casa Bianca. Tuttavia, ci sono poche possibilità che si pervenga a un qualsivoglia risultato: le “buone fatine” di oggi non sono altro che i lupi che ieri hanno divorato la Libia. Una mezzaluna (simbolo dell’islamismo) raffigurata come uno stilizzato emisfero che, affiancato da una stella e le parole «for/with Libya» (per/con la...

“Migranti nei lager in Libia”. Le fake news di Avvenire con le immagini del 2011. Davide Di Stefano

In questi giorni molto si è parlato delle immagini delle “torture nei lager libici” che hanno sconvolto Papa Francesco. A comunicare il proprio sgomento ai giornalisti è stato lo stesso Pontefice di ritorno dal viaggio in Irlanda. Immagini di una “spaventosa crudeltà”, che ovviamente per il Pontefice e per quotidiani come Avvenire, raccontano una Libia lontanissima dall’essere un porto sicuro vista la fine che fanno “quelli che tornano indietro”. I filmati non sono stati fatti visionare urbi et orbi perché “troppo choccanti”, dunque per le fonti dobbiamo affidarci a quanto ci...

Costa libica, un futuro molto diverso rispetto a quello voluto da Gheddafi. Questo è un futuro di morte e distruzione

Acqua del deserto, spiagge incontaminate, indipendenza, turismo e progetti di sviluppo con l’Italia. I sogni infranti della Libia di Gheddafi. Alba Giusi

Quando si parla dei danni che la distruzione della Libia, per mano di Francia, Inghilterra e Stati Uniti, hanno creato all’economia italiana si cita il gas, il petrolio, le relazioni commerciali che sussistevano con Gheddafi e sono venute a mancare dopo la sua fine. Tutto vero, lo testimonia l’ENI che ha dovuto cedere il passo alla francese Total. A tutto questo si aggiunga il fatto che la devastazione della Libia ha aperto la porta all’immigrazione clandestina, vera e propria invasione dell’Italia, con i danni che ben conosciamo. Ci si dimentica però...

Perché la Libia non è un porto sicuro? Migranti a scuola di recitazione. Giorgio Lunardi

I porti libici non sono sicuri. Lo dice l’Unione Europea, lo dicono le ONG di Soros, i fautori dell’immigrazione selvaggia, le Associazioni Africane, le Associazioni Umanitarie, Medici senza Frontiere, Amnesty International. Insomma, lo dicono tutti. E non appena un barcone in partenza dalla Libia viene intercettato dalla Guardia Costiera italiana, l’Unione Europea, per bocca di qualche burocrate milionario, avverte con toni minacciosi: Attenzione! Non potete riportare i migranti in Libia perché non è un “porto sicuro”, ve li dovete tenere tutti in Italia. Altrimenti violate la Convenzione Europea per la...

Libia: “Odissey Dawn”, la guerra con cui Sarkozy gettò la Libia nell’abisso. Michele Giorgio

A sparare i primi missili fu il presidente francese, impaziente di provocare la caduta del regime libico. ”Odissey Dawn”, la guerra voluta più di chiunque altro da Nicolas Sarkozy, ‎cominciò il 19 marzo del 2011, al termine del vertice a Parigi della “Coalizione ‎internazionale” – Onu, Ue, Usa e Paesi arabi -, con una pioggia di missili da crociera ‎Tomahawk lanciati su una ventina di obiettivi in Libia. L’Italia mise a disposizione ‎ben sette basi militari. I primi missili contro le forze governative però decise di ‎lanciarli Sarkozy. La caduta...

Libia, sette anni di disgrazia inflitti dalla NATO. Manlio Dinucci

A sette anni dall’intervento militare della NATO contro la Libia, tutti gli osservatori concordano nel riconoscere che si è fondato su menzogne enormi e ha violato il mandato del Consiglio di Sicurezza. Se gli occidentali ormai riconoscono che la popolazione di questo Paese era la più ricca d’Africa e che il suo livello di vita è sprofondato, causando un esilio massiccio, tuttavia non sono ancora consci che Muammar Gheddafi aveva sconfitto la schiavitù e il razzismo. Distruggendo la Libia, la NATO ha deliberatamente spalancato le porte dell’inferno. Sono stati perseguitati...

servizi segreti

L’attentatore di Manchester era vicino ai servizi segreti inglesi

Contrariamente alla stampa o ai genitori, Salman Abadi Labidi, presunto attentatore suicida di Manchester, non era un profugo, ma aveva beneficiato di uno dei tanti programmi speciali di protezione dei servizi segreti inglesi. Salman era nato da genitori libici a Manchester nel 1994. Suo padre, Ramadan Abadi, era un ufficiale dei servizi segreti libici, prima di essere reclutato dagli inglesi. La sua copertura fu bruciata accidentalmente da un parente della moglie, Samia Tabal, poco dopo il fallimento di una vasta cospirazione dell’esercito libico per uccidere Muammar Gheddafi. Quest’ennesima congiura contro...

propaganda di guerra: nulla è cambiato sotto il sole

Propaganda di guerra. Filippo Bovo

Tutto iniziò, e sicuramente molti nostri lettori se lo ricorderanno, con le “primavere arabe” ed in particolare quella libica. A Bengasi e nella Cirenaica erano entrati mercenari dall’Egitto, che avevano preso rapidamente contatto con elementi locali rifornendoli di armi sempre provenienti da oltre frontiera. Il risultato fu che un vero e proprio commando s’impadronì della città e nei giorni seguenti dei centri limitrofi, usando la violenza sulla popolazione urbana. Ma da al Jazeera ad al Arabiya, dalla BBC alla CNN, fino ai nostri giornali e telegiornali, la versione che venne...

Libia, tutto quello che ha predetto Gheddafi si è avverato

Purtroppo, si è avverato tutto quello che Gheddafi aveva predetto sulla Libia

Parla il cugino di Gheddafi, Ahmed Gadaf: “la comunità internazionale chieda scusa alla Libia” Alcune delle peggiori previsioni del defunto leader libico Muammar Gheddafi sugli sviluppi in Libia e negli altri paesi del mondo arabo dopo la caduta dei vecchi leader si stanno avverando. Lo ha dichiarato in un’intervista a RIA NOVOSTI l’ex generale e cugino dell’ex presidente libico Ahmed Gadaf. Gheddafi aveva sostenuto che la Libia si sarebbe disintegrata se fosse stato rovesciato il suo governo. Sei anni dopo l’inizio delle manifestazioni e degli scontri, Gadaf sottolinea che il...

Logo della nazionale di calcio libica

Calcio e politica nella Libia di Muhammar e Al Saadi Geddafi, tra vittorie e sconfitte. Marco Bagozzi

La Coppa d’Africa che si sta svolgendo in questo mese di gennaio in Gabon ci dà l’occasione di occuparci di della storia del calcio nella Libia di Muammar Gheddafi, organizzatrice del torneo nel 1982 e mancato organizzatore dei tornei del 2013 e del 2017: tra Al Saadi, gli investimenti in Italia, il panafricanismo e le battaglie globali del “grande oppositore”. Mu’ammar Gheddafi scrisse nel 1975 il celeberrimo Libro Verde, vera e propria summa ideologica della sua Rivoluzione, che il 1° settembre del 1969 l’ha portato a ricoprire il ruolo di...

Dopo la caduta di Gheddafi e la balcanizzazione della Libia sono ricomparsi i pirati nel Mediterraneo. Mancano da due secoli ormai.

Con la Libia nel caos, tornano i pirati nel Mediterraneo

Pescherecci siciliani sono stati già attaccati e salvati in extremis dalla marina italiana Le origini della pirateria nel Mar Mediterraneo risalgono al VII secolo, in un’area estesa dal Marocco alla Tripolitania (l’attuale Libia). I pirati agivano di sorpresa: i sopravvissuti e i prigionieri venivano venduti come schiavi nei mercati arabi. Dopo la caduta di Gheddafi e l’avvento dell’ISIS sono tornati a colpire. A lanciare l’allarme era stata l’Unione Africana nel 2011: “Se farete cadere Gheddafi la Libia diventerà un’altra Somalia”. Il monito chiaro e privo di mezzi termini ma inascoltato...

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La Cina ricostruirà la Libia: colossali investimenti a Tobruk

“Aiutiamoli a casa loro”, è il refrain dei politici europei a corto di voti, di fronte all’esodo dei migranti. Di fronte all’incresciosa geopolitica dell’Occidente, che abbatte Gheddafi e poi arma l’Isis, la Cina risponde con un colossale piano di investimenti – 36 miliardi di dollari – in Cirenaica, mentre il governicchio di Fayez al Sarraj di stanza a Tripoli cerca di recitare una nuova unità nazionale ripartita in “cantoni”, secondo i desiderata dei padroni europei e americani. Secondo quanto riportato dai media locali, scrive “Nena News”, il gigante asiatico, secondo...

Il deserto libico. Ecco le sedici cose che Gheddafi ha fatto per la Libia e che i libici non avranno mai più.

Ecco le sedici cose che Gheddafi ha fatto per la Libia. Elena Dorian

Muhammar Gheddafi non era un terrorista e nemmeno un pazzo. Ha sempre condannato il terrorismo e non ha mai appoggiato Al-Qaeda. Non era amico di Bin Laden, anzi lo disprezzava. Quando è andato al potere, la Libia era uno dei paesi più poveri del mondo. I libici non avevano una identità nazionale. Erano suddivisi in tribù perennemente in lotta tra di loro. Durante i quarant’anni che è stato al potere è riuscito a pacificare il paese. Ha introdotto un sistema amministrativo che teneva in grande considerazione gli interessi delle tribù. Grazie alle risorse naturali...

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