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Sale alle stelle il prezzo della «protezione» Usa. Manlio Dinucci

Gli Stati Uniti non intendono più considerare gli alleati alla stregua di protettorati e chiedono loro di pagare il costo della protezione. Se rifiuteranno, gli USA si ritireranno. È quanto ha annunciato al Pentagono il presidente Trump il 17 gennaio e che è stato presentato alla NATO a febbraio, ma reso pubblico soltanto questa settimana. Una decisione che riguarda tutti gli alleati, dalla Germania al Giappone. Il problema è che Washington chiede agli alleati di allinearsi alle proprie posizioni… come facevano da protettorati. A pretendere il pizzo in cambio di...

Venezuela, golpe dello Stato profondo. Manlio Dinucci

L’arte della guerra. Il riconoscimento di Juan Gualdó come «legittimo presidente» del Venezuela è stato preparato in una cabina di regia sotterranea all’interno del Congresso e della Casa Bianca. Principale operatore è il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio, «virtuale segretario di stato per l’America Latina, collegato al vicepresidente Mike Pence e al consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton. L’annuncio del presidente Trump, che riconosce Juan Gualdó «legittimo presidente» del Venezuela è stato preparato in una cabina di regia sotterranea all’interno del Congresso e della Casa Bianca. La descrive...

Gli Stati Uniti si rifiutano di combattere per finanzieri transnazionali. Thierry Meyssan

Il 19 dicembre l’annuncio del ritiro parziale dei soldati americani dall’Afghanistan e del ritiro totale dalla Siria è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Il segretario alla Difesa, James Mattis, si è dimesso l’indomani. Diversamente da quanto sostengono gli oppositori del presidente, Trump e Mattis si stimano reciprocamente e le loro divergenze non vertono sul ritiro delle truppe, bensì sulla gestione delle conseguenze. Gli Stati Uniti sono di fronte a una scelta che segnerà una cesura e farà vacillare il mondo. Innanzitutto, per rimuovere possibili fraintendimenti è opportuno ricordare...

Un’Italia sovranista senza sovranità. Manlio Dinucci

Il polverone politico-mediatico sollevato dallo scontro tra «europeisti» e «sovranisti» nasconde quella che invece è la realtà: un europeismo senza Europa e un sovranismo senza sovranità. A innalzare strumentalmente la bandiera dell’europeismo è in questo momento il presidente Macron, per far avanzare la potenza francese non solo in Europa ma in Africa. La Francia, promotrice con gli Usa della guerra Nato che nel 2011 demolì lo Stato libico (nella quale l’Italia svolse un ruolo di primo piano), cerca con tutti i mezzi di controllare la Libia: le sue ricche risorse...

La risposta bellica alla trattativa. Manlio Dinucci

Il conflitto tra capitalismo finanziario transnazionale e capitalismo produttivo nazionale entra in una fase parossistica. Da un lato, i presidenti Trump e Putin negoziano una difesa congiunta dei rispettivi interessi nazionali. Dall’altro, il principale quotidiano statunitense e mondiale accusa il presidente degli Stati Uniti di alto tradimento; nel frattempo le Forze Armate USA e NATO si preparano alla guerra contro Russia e Cina. «Voi avete attaccato la nostra democrazia. A noi non interessano le vostre smentite da giocatori d’azzardo incalliti. Se insisterete in tale atteggiamento, lo considereremo un atto di...

WSJ: Trump voleva attaccare obiettivi russi in Siria, lo hanno fatto ragionare

Il presidente Donald Trump inizialmente aveva sostenuto un piano più potente per l’attacco in Siria, contro obiettivi russi e iraniani, scrive il Wall Street Journal citando le sue fonti. Ad optare per un impatto limitato sugli obiettivi lo hanno convinto il capo del Pentagono James Mattis e il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, noto per la sua tendenza a prendere decisioni forti.  Il presidente Donald Trump ha ascoltato le argomentazioni del ministro della Difesa James Mattis che ha invitato alla cautela, poi ha deciso di ordinare un...

“Ma sotto Trump Comandante, c’è da fidarsi?”. Dubbi nei media. Maurizio Blondet

Frenata. Il giorno dopo, tutti gli zombies occidentali ed europoidi che fino a poche ore fa si precipitavano alla guerra, adesso rallentano il passo. Non è tanto che Putin ha avvertito che i suoi in Siria non solo intercetteranno i missili, ma anche le loro piattaforme di lancio. E’ soprattutto un dubbio, venuto improvvisamente a Londra come a New York e Tel Aiv, su Trump come”supreme commander”. Anche se con le più varie modulazioni, media come il New York Times e il Guardian, il Figaro come Die Welt sono concordi...

Vigilia della distruzione? La Russia si è preparata a rispondere militarmente a qualsiasi attacco statunitense sulla Siria

La Siria e la Russia sono preparate per l’attacco degli Stati Uniti e combatteranno Ian Greenhalgh Veterans Today Sa Defenza Nota del redattore: non siamo mai stati più vicini alla WW3 di quanto lo siamo in questo momento in attesa dell’attacco di Trump sulla Siria e della reazione apparentemente inevitabile della Russia e della Siria. La Russia è più che capace di mandare a fondo del Mediterraneo il gruppo di Portaerei USA e potrebbero farlo visto che , come sembra altamente probabile, il personale russo è tra gli obiettivi dell’attacco...

John Bolton è cattivo come sembra. Diana Johnstone

Donald Trump è arrivato al potere dopo aver fatto promesse rumorose sulla normalizzazione delle relazioni con la Russia e al taglio delle avventure militari straniere. Nonostante le sue manifeste inadeguatezze personali e professionali, quelle vaghe promesse hanno offerto un barlume di speranza a un certo numero di ottimisti congeniti. Ma per cambiare la politica estera degli Stati Uniti in modo così drastico, supponendo che lui volesse onestamente farlo, un Presidente avrebbe bisogno di una squadra in possesso della necessaria conoscenza, saggezza e coraggio per produrre e imporre un’alternativa coerente. Trump...

Il sovranismo si riconverte in assistenzialismo per ricchi. Comidad

La notizia è di quelle che lasciano nello sconcerto. Ancora una volta non si può non deprecare l’irresponsabilità del presidente USA, il cialtrone Donald Trump. Ormai è ufficiale: grazie ad un tweet di CialTrump abbiamo saputo che gli Stati Uniti sospenderanno i finanziamenti al terrorismo organizzato dal Pakistan. Rischierebbero di finire senza soldi i Talebani, la rete Haqqani, l’organizzazione Lashkar-e Taiba e tante altre reti terroristiche finanziate dall’ISIS, l’Inter-Service Intelligence pakistana, con i soldi americani. CialTrump ha dichiarato che negli ultimi quindici anni gli Stati Uniti hanno elargito più di...

Cadono i freni inibitori. Sintomo inquietante. Maurizio Blondet

Qualche giorno fa il presidente Trump ha proposto, come soluzione alle continue stragi scolastiche in USA, di armare gli insegnanti, con fondi pubblici. Ciò è stato variamente commentato. Propongo di considerare questa uscita come “caduta dei freni inibitori”, nei piani alti del potere. Appare essere un fenomeno generale. Nel giugno scorso il senatore Hary Reid, democratico, quando Trump aveva appena vinto la nomination repubblicana, in una intervista alla CNN, dopo aver spiegato che Trump “non controlla la testa né la lingua”, aveva esortato la CIA così: “Dategli briefing falsi. Tanto,...

Trump, il Gorbaciov statunitense. Thierry Meyssan

Secondo Thierry Meyssan, dalla caduta dell’Unione Sovietica la politica degli Stati Uniti è uno scontro tra due scuole di pensiero. Da un lato i fautori della prosperità, dall’altro i partigiani dell’imperialismo. Denaro e Potere. Questa divisione è trasversale e riguarda sia il Partito Repubblicano sia il Partito Democratico. Intanto il tempo scorre e gli Stati Uniti sono sull’orlo di un crollo interno. Trump si trova così nella stessa scomoda posizione di Gorbaciov. Tutte le questioni internazionali in sospeso sono perturbate dal rifiuto degli Stati Uniti – e talvolta dei loro...

Trump e Netanyahu

Come fanno Stati Uniti e Israele a estorcere voti all’ONU. Wayne Madsen

Il 21 dicembre 2017, 128 stati membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno votato contro gli Stati Uniti condannando la decisione dell’amministrazione Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e spostare l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme. Inoltre, l’Assemblea Generale ha invitato gli stati membri a non spostare le loro ambasciate da Tel Aviv a Gerusalemme. L’ambasciatore statunitense all’ONU, Nikki Haley, ha avvertito i membri delle Nazioni Unite che avrebbe “preso i nomi” dei paesi che votavano contro gli Stati Uniti. Haley ha anche invitato...

Follia Trump: Gerusalemme capitale di Israele. Giovanni Sorbello

Da decenni il Medio Oriente è travolto da tensioni, conflitti devastanti e ingerenze straniere, la situazione si è notevolmente aggravata con l’aggressione militare contro la Siria, ma a quanto pare tutto ciò non basta per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione. Infatti, ad esasperare gli animi del popolo palestinese e di tutto il Medio Oriente ci ha pensato il presidente americano Donald Trump che, con una dichiarazione folle e senza precedenti ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, trasferendovi l’ambasciata Usa da Tel Aviv. Di fronte a...

All’ONU, l’incapacità degli Stati Uniti di accettare la realtà. Thierry Meyssan

Mentre i presidenti Putin e Trump fanno progressi sulla questione siriana, gli alti funzionari statunitensi all’ONU sono impegnati in un braccio di ferro con la Russia. Rifiutandosi di indagare su un crimine, giudicato tale a priori, hanno provocato non uno, bensì quattro veti al Consiglio di Sicurezza. Secondo Thierry Meyssan, il comportamento schizofrenico degli Stati uniti sulla scena internazionale attesta la divisione dell’amministrazione Trump e, al tempo stesso, il declino dell’imperialismo americano. Indubbiamente poche cose sono cambiate dall’11 settembre 2001. Gli Stati Uniti continuano a manipolare l’opinione pubblica internazionale e...

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