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Tagged: USA

Il bagno di sangue dell’Afghanistan. Gaetano Colonna

In questi giorni, l’ONU ha tracciato l’annuale bilancio delle vittime civili in Afghanistan: con 3.804 morti e 7.189 feriti, il popolo afghano ha pagato nuovamente il più alto tributo dall’inizio di un conflitto civile che insanguina il Paese dopo l’intervento occidentale, iniziato nel dicembre dell’ormai lontano 2001. Un bilancio impressionante In totale, si stima che i caduti civili nei diciotto anni di guerra siano stati almeno 32mila ed i feriti oltre 60mila. Ai quali si aggiungono 3.458 caduti delle truppe della coalizione occidentale (tra cui dobbiamo ricordare i 53 italiani che...

Gli Stati Uniti si rifiutano di combattere per finanzieri transnazionali. Thierry Meyssan

Il 19 dicembre l’annuncio del ritiro parziale dei soldati americani dall’Afghanistan e del ritiro totale dalla Siria è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Il segretario alla Difesa, James Mattis, si è dimesso l’indomani. Diversamente da quanto sostengono gli oppositori del presidente, Trump e Mattis si stimano reciprocamente e le loro divergenze non vertono sul ritiro delle truppe, bensì sulla gestione delle conseguenze. Gli Stati Uniti sono di fronte a una scelta che segnerà una cesura e farà vacillare il mondo. Innanzitutto, per rimuovere possibili fraintendimenti è opportuno ricordare...

L’emergenza americana diventa legge mondiale. Giulietto Chiesa

Da oggi nessuno è più libero rispetto alla legge dell’Impero. Scrivevo, all’inizio di quest’anno, in un articolo su Sputnik Italia, che il presidente Trump aveva emanato un “ordine presidenziale”, il 21 dicembre 2017, in cui dichiarava “una emergenza nazionale concernente la minaccia, straordinaria e senza precedenti, alla sicurezza nazionale, alla politica estera e all’economia degli Stati Uniti, creata da serie violazioni dei diritti umani e dalla corruzione in tutto il mondo”. Ricordavo — e sottolineo tutt’ora — che un ordine presidenziale è, secondo la giurisprudenza degli Stati Uniti d’America, uno dei più importanti atti...

“La Russia si prepara ALLA guerra. Gli americani, LA guerra”. Maurizio Blondet

“Gli Stati Uniti hanno recentemente affermato che la Russia si prepara alla guerra”, ha scandito Andrei Belussov, direttore aggiunto al dipartimento non-proliferazione durante una riunione della Prima Commissione disarmo all’ONU: “Sì, la Russia si prepara alla guerra, lo confermo. Sì, ci prepariamo a difendere la nostra patria, la nostra integrità territoriale, i nostri principi, il nostro popolo. Noi ci prepariamo a una tale guerra. Ma esistono importanti differenze fra noi e gli Stati Uniti. Sul piano linguistico la differenza sta in una sola parola, in russo come in inglese: La...

A passi da sonnambuli verso la guerra in Europa. Nucleare. Tattica. Limitata. Maurizio Blondet

Ottocento commandos britannici saranno dispiegati in Norvegia dall’inizio dell’anno prossimo…, dove raggiungeranno truppe olandesi e americane già sul posto una presenza che sarà continuativa in inverno per almeno un decennio, ha annunciato il segretario alla difesa Williamson. Il motivo addotto è l’intensificarsi dell’attività dei sottomarini russi, molto vicina ai livelli della guerra fredda”. E’ difficile capire a cosa truppe di terra possano servire contro l’attività dei sottomarini russi,  a meno che non si paventi una invasione della Norvegia da parte di Mosca – ipotesi della cui fondatezza non so giudicare....

Gli USA in guerra con l’economia mondiale. Fabrizio Poggi

Sembra che gli USA debbono entrare in guerra col mondo intero e la Russia è l’unico paese in grado di distruggere gli USA quale soggetto geopolitico. Mentre entra in azione il primo stock di nuove sanzioni USA alla Russia, che include le esportazioni di prodotti a duplice destinazione, tecnologie legate alla sicurezza, componenti energetici ed elettronici, sembra che l’unico punto di sintonia tra Washington e Mosca, dopo l’incontro del 23 agosto fra il consigliere presidenziale USA John Bolton e il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolaj Patrušev sia che...

L’intervista di Paul Craig Roberts all’American Herald Tribune

AHT: Lei crede che nessun accordo con Washington possa essere ritenuto degno di fiducia; che cosa ci insegna la storia a questo proposito? PCR: C’è una maglietta con la scritta: “Certo che puoi fidarti del governo, chiedi agli Indiani.” Alcuni governi sono più degni di fiducia di altri. Reagan, per esempio, aveva detto che avrebbe posto termine alla stagflazione e lo ha fatto. Reagan avevava detto che avrebbe terminato la guerra fredda e lo abbiamo fatto. Eisenhower ci aveva messo in guardia sul pericolo che rappresentava per la democrazia il...

Abbiamo accettato la barbarie giuridica dell’extraterritorialità e adesso ne paghiamo le conseguenze. Maurizio Blondet

“Non bisogna essere “deboli” nel subire le decisioni dei governi stranieri, ha proclamato Emmanuel Macron mentre riceveva il premio Charlemagne il 10 maggio, lanciandosi nella rivendicazione della “sovranità europea” – come vedete, sovranista anche lui quando occorre disperatamente difendere i grassi contratti che hanno firmato con Teheran Total, PSA (i marchi automobilistici Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors) e Airbus. Il suo ministro dell’economia, Bruno Lemaire, ha rivendicato anche lui la “sovranità economica europea” e invocato che detta Europa “si doti degli strumenti di cui dispongono gli Stati Uniti...

La crisi siriana si intensifica. Paul Craig Roberts

Come ho scritto due settimane fa, la crisi siriana è solo agli inizi. https://www.paulcraigroberts.org/2018/04/17/crisis-beginning-stages/ L’assalto sulle posizioni militari siriane della scorsa notte, apparentemente un’operazione statunitense / israeliana, è la prova che la crisi continua a svilupparsi. https://www.timesofisrael.com/resonant-syria-strike-suggests-coordinated-us-israel-message-to-russia-and-iran/ Ci sono quattro cause che si rafforzano reciprocamente: La capacità di Israele di usare il governo degli Stati Uniti per eliminare i nemici in Medio Oriente che sono ostacoli alla sua espansione. Israele ha preso di mira la Siria e l’Iran, perché i due governi riforniscono la milizia libanese Hezbollah, che a sua volta...

Gli ebrei pensano soltanto al bene di Israele o anche a quello del paese in cui vivono da sempre? Matteo Viviani

Nel 1920 Henry Ford si poneva il seguente problema. Negli Stati Uniti stanno entrando centinaia di migliaia di persone, provenienti da Polonia, Russia, Germania, Ungheria, Romania e da molti altri paesi europei. Noi pensiamo di accogliere polacchi, russi, tedeschi, ungheresi e rumeni, ma non è così. Noi pensiamo che tutta questa gente sarà grata agli Stati Uniti per l’accoglienza data, si integrerà e farà propri i valori americani, ma non è così. Noi pensiamo che queste persone un domani faranno gli interessi degli Stati Uniti e combatteranno per questo paese,...

Siria. Se Erdogan è la lancia, e il Pentagono lo scudo. Maurizio Blondet

Se l’ennesima falsa accusa al governo di Assad servirà a giustificare il rinnovato intervento USA e occidentale in Siria, lo sapremo nelle prossime ore. In questo quadro, il sito Strategika invita a considerare se le truppe turche e quelle americane (e occidentali) non stiano muovendosi di concerto, nonostante sostengano il contrario. Perché attenzione: secondo Debka File, il 3 aprile, il giorno stesso in cui Trump annunciava il “rapido” ritiro delle forze statunitensi in Siria, Marines Usa insieme ai commandos francesi spediti da Macron sono invece arrivati al Nord della Siria....

L’FBI fabbrica regolarmente terroristi da usare negli attentati. Maurizio Blondet

Proprio in questi giorni in USA è emerso il retroscena di un ”attentato islamico” gestito dall’FBI il 3 maggio 2015  in Texas. In quel giorno, nella località di Garland, due americani fanatici di estrema destra razzista e anti-islamici, Robert Spencer e Pamela Geller, riuniscono una gara di “vignette contro Maometto” (a gennaio era avvenuto l’attentato contro Charlie Hebdo); era presente all’impresa, invitato d’onore, l’olandese sovranista Geert Wilders. Verso sera, cercano di far irruzione nell’edificio che ospitata il concorso provocatorio, due musulmani provenienti dall’Arizona, Elton Simpson e Nadir Sufi, con due...

Quindici anni dopo la guerra, l’Iraq è un Paese ancora distrutto. Andrea Muratore

Il 20 marzo 2003 una pioggia torrenziale di missili Tomahawk segnò l’inizio dell’invasione dell’Iraq da parte della coalizione a guida statunitense e di una fase infinita di caos per il Medio Oriente. L’attacco allo “stato canaglia” di Saddam Hussein fu motivato dall’amministrazione Bush con i riferimenti alla pericolosità dell’arsenale di armi di distruzioni di massa irachene, rivelatosi esistente solamente sulla carta, nei rapporti falsificati dei servizi segreti occidentali e nelle dichiarazioni dei leader  della “crociata per la democrazia”, George W. Bush e Tony Blair. A quindici anni di distanza, lo possiamo affermare nettamente e senza...

L’Italia nella morsa USA/NATO. Manlio Dinucci

Sono in corso simultaneamente, nella prima metà di marzo, due grandi esercitazioni di guerra – l’una nel Mediterraneo di fronte alle coste della Sicilia, l’altra in Israele – ambedue dirette e supportate dai comandi e dalle basi USA/NATO in Italia. Alla Dynamic Manta 2018 – esercitazione di guerra sottomarina, appoggiata dalle basi di Sigonella e Augusta e dal porto di Catania – partecipano forze navali di Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia e Turchia, con 5000 uomini, navi di superficie, sottomarini, aerei ed elicotteri. L’esercitazione è diretta...

Tillerson cacciato: è guerra all’Iran. Maurizio Blondet

Trump ha cacciato Tillerson e l’ha sostituito con Mike Pompeo, capo della CIA. Il motivo è che Tillerson non era a favore del rigetto, da parte americana, del patto sul nucleare con l’Iran; il che significa che hanno vinto i neocon, che la guerra a Teheran tanto desiderata da Sion si sta avvicinando (Netanyahu era venuto a chiederla pochi giorni fa in USA). La nomina di Pompeo significa che anche la guerra in Siria continuerà e anzi avrà un’escalation: i j vogliono la rivincita. Mentre Tillerson viene cacciato senza nemmeno una...

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