Qualche breve e preliminare considerazione sull’omicidio dell’ambasciatore russo a Ankara - www.altreinfo.org

Qualche breve e preliminare considerazione sull’omicidio dell’ambasciatore russo a Ankara

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Okay, quindi stasera abbiamo il nome dell’assassino, è Mevlut Mert Aydintas, un poliziotto di 22 anni che era stato da poco licenziato a seguito della repressione anti-Gulen di Erdogan contro le forze che avevano recentemente tentato di rovesciarlo . Abbiamo anche un video molto utile dell’omicidio.

Il video dell’omicidio mostra anche qualcosa di molto importante: gli unici colpi sparati sono quelli dall’assassino. Guardate voi stessi:

Ciò significa una delle due cose:

Versione 1: non c’era nessuno responsabile della sicurezza in questa sala

Versione 2: la sala in cui questo omicidio è avvenuto era considerata ”sicura”’ perché era all’interno di una sicurezza esterna perimetrale che non vediamo in questo video.

Trovo la versione 2 di gran lunga più probabile. Ciò spiegherebbe anche perché e come Mevlut Mert Aydintas abbia avuto gioco facile: ha semplicemente mostrato un tesserino della polizia ed è stato lasciato passare.

Erdogan? No.

Non ho alcun motivo di pensare che Erdogan volesse far assassinare l’ambasciatore russo ad Ankara, ma posso facilmente invece immaginare una lunga lista di ragioni per cui non voleva che questo succedesse. Qualcuno dice correttamente che la caduta di Aleppo è una sconfitta umiliante per la Turchia di Erdogan, e sono d’accordo. Ma vorrei ricordare a tutti che Erdogan ha un chiaro accordo in corso con i russi e con gli iraniani, da quando ha fatto passare le sue forze militari attraverso il confine ed ha occupato il nord della Siria. In nessun modo  avrebbe rischiato di fare una mossa del genere contro la volontà di Mosca e di Teheran. Ma  che cosa era questo accordo? Probabilmente non lo sapremo mai, ma comprendeva sicuramente disposizioni che limitano le azioni della Turchia a una stretta fascia a nord. Se questa ipotesi è corretta, allora Aleppo dovrebbe essere considerata al di fuori della “sfera di interesse turco” in Siria, almeno fuori dall’ intesa  turco-iraniano-russa.  Erdogan  sapeva che Aleppo sarebbe caduta e che sarebbe caduta così in fretta?Probabilmente no. Sembra che Erdogan sia stato scavalcato  dai russi e dagli iraniani. Inoltre avrebbe avuto avuto opzioni migliori per vendicarsi contro la liberazione di Aleppo invece che far uccidere l’ambasciatore russo ad Ankara. Il fatto è che i turchi hanno fatto ben poco quando Aleppo è stata liberata, al massimo hanno aiutato la parte in mano ai russi a far evacuare i “terroristi buoni”.

Anche se Erdogan è un folle,  è abbastanza intelligente da capire, anche con l’ambasciatore russo ucciso ad Ankara, che la NATO non farà nulla per proteggerlo e che i russi possono sparare un missile da crociera esattamente dentro alla finestra della sua camera da letto. Erdogan potrebbe essere pazzo, ma non è decisamente tanto stupido.

Infine, ricordiamo le conseguenze disastrose per la Turchia dopo l’abbattimento dell’aereo russo SU-24 e il fatto che, da numerose informazioni confermate, i servizi di intelligence russi abbiano salvato Erdogan –  probabilmente letteralmente –  avvertendolo del colpo di stato  che stava avvenendo contro di lui.

Quindi, per tutte queste ragioni, Erdogan non è sulla mia lista dei momentanei sospetti. Mai dire mai,  fatti nuovi potrebbero venire alla luce, in particolare con un maniaco come Erdogan, ma in questo momento secondo me, non ha nulla a che fare con quello che è successo.

Daesh & Co? Può essere.

Beh, è piuttosto ovvio che Daesh & Co. ha una lunghissima lista di motivi per voler uccidere un ufficiale russo di alto profilo. Quindi sì, di sicuro avevano  un motivo. Considerando come  estremisti islamici radicali  siano stati fatti penetrare con successo nei meandri dello Stato turco  (e anche fuori dai meandri), Daesh e Co.  aveva anche i mezzi per uccidere. Per quanto riguarda l’opportunità, il video qui sopra mostra chiaramente che non solo Mevlut Mert Aydintas ha avuto  tempo di sparare all’ ambasciatore russo tante volte (ho contato 9 colpi), ma dopo  ha avuto ancora tempo di restare lì e urlare tutti i tipi di slogan sulla Siria, su Aleppo e su Dio. Anche se non sappiamo ancora tutti i dettagli, questo è già una evidenza piuttosto forte  che questo evento ha avuto un protezione allucinante.

Gulen, la CIA, Obama & Co? Può essere.

Sì, sono anche loro sulla mia lista dei sospetti. I sostenitori di Gulen non hanno niente da perdere, la CIA è impazzita di rabbia e di paura per l’elezione di Trump, e anche l’amministrazione Obama è arrabbiata, offesa e profondamente vendicativa, così personaggi  sordidi e prezzolati  vorrebbero innescare una nuova crisi tra Russia e Turchia o far pagare alla Russia in qualche modo l’aver umiliato l’Impero Anglo-sionista ad Aleppo. Tenete a mente che questo è esattamente il modus operandi della  CIA  che uccide sempre dignitari stranieri: sub-appaltando gli omicidi a qualche fanatico del posto, in modo da poter giustificare quella che chiamano una “negazione plausibile”.

Durante la guerra fredda i sovietici e gli americani avevano una sorta di patto non scritto che diceva in pratica: “non ci uccidiamo a vicenda”. Non è mai stato formalmente citato o  riconosciuto, ma vi assicuro che era tutto vero: nessuna delle due parti voleva una escalation a tempo indeterminato di assassini e contro-assassini. Ma la CIA di oggi è uno scherzo patetico rispetto alla CIA della guerra fredda, e con miscuglio di mediocri cervelloniora nel ramo esecutivo non potrei escludere che qualche idiota a Langley abbia fatto approvare  l’omicidio di un ambasciatore russo. Inoltre, se gli americani  sono stati così folli e sconsiderati da tentare di rovesciare Erdogan, perché non avrebbero dovuto cercare di uccidere un ambasciatore russo?

L’ipotesi di  un killer solitario?

Ebbene, è impossibile fornire una prova negativa. Mevlut Mert Aydintas ha perso il lavoro in un recente epurazione, ha fatto vedere le sue credenziali di polizia e da come si muove nel video, il suo sembra un esempio da manuale di comportamento da fanatico pazzo solitario. Quindi sì, è possibile che Mevlut Mert Aydintas  abbia agito da solo. In fin dei conti, tutto quello che serviva era una pistola e un tesserino di polizia. Vediamo un po’,  cosa potevano sapere di lui  turchi e russi? Dubito che ne sapessero qualcosa. Questo tipo di personalità viene normalmente identificata da  quegli  stati che sponsorizzano il terrorismo e che viene attivata in caso di necessità. Il mio istinto mi dice che non ha solo agito da solo. Probabilmente qualcuno ha usato Mevlut Mert Aydintas.

Domande dolorose

Spero davvero di sbagliarmi, ma se voglio essere onesto devo ammettere di essere assolutamente incapace di trovare una scusa nel lassismo della sicurezza intorno all’ambasciatore Andrey Karlov. E non mi riferisco ai turchi, ma ai servizi di sicurezza russi.

Ecco perché.

Anche se accettiamo il fatto che i turchi avevano detto ai russi di aver stabilito un perimetro sicuro all’interno della mostra e che il pubblico non sarebbe stato fatto entrare, il filmato fa vedere che in sala sembrano esserci solo pochi ospiti, non c’è nessuna scusa però perché non ci sia almeno una guardia del corpo nelle immediate vicinanze all’ambasciatore. La Turchia non è solo un paese in guerra, ma la Russia è una delle parti di quella guerra, i Takfiri hanno fatto una lista molto lunga di minacce contro la Russia e, per ultimo, la Turchia è un paese che soffre di terrorismo da anni e che ha appena subito un sanguinoso tentativo di golpe. In un paese come questo un alto funzionario – come un ambasciatore – avrebbe dovuto essere protetto da un intero corpo di guardia, ma in questo caso non c’era evidentemente nessuno. Oh, certo, i russi possono dare la colpa ai turchi di aver creato un perimetro di merda, ma da professionisti, dovevano sapere delle tante difficoltà dei turchi nel trattare con i terroristi interrni e che, dopo le purghe di massa dei servizi di sicurezza si trovano in uno stato di caos. Una sola guardia del corpo avrebbe fatto qualche differenza?

Sì, forse. Probabilmente si.

Dal video sembra che Mevlut Mert Aydintas, quando ha aperto il fuoco,  fosse in piedi a circa 5 metri dietro l’ambasciatore Karlov. A quanto pare, non un solo proiettile ha colpito la testa dell’ ambasciatore. Se l’ambasciatore Karlov avesse indossato una giacca Flack o un qualsiasi altro tipo di giubbotto sarebbe probabilmente  sopravvissuto alla prima scarica di proiettili (a meno che uno non avesse colpito i cervicali). Una sola guardia del corpo avrebbe potuto facilmente uccidere Mevlut Mert Aydintas e mettere in salvo l’ambasciatore . Evidentemente Karlov non indossava nessun tipo di giubbotto. Perché? Non aveva nemmeno una guardia del corpo accanto a sé. Perché? Non si sente parlare russo nel video, quindi non sembra esserci stata nessuna sicurezza russa, da nessuna parte, vicino all’ambasciatore. Perché?

Normalmente, gli ambasciatori sono un bersaglio molto facile. Tutti li conoscono, la loro routine è pubblica e, contrariamente a quanto molti sembrano pensare, la maggior parte di loro non ha un particolare servizio di sicurezza. Sono assolutamente stupito che non vengano uccisi regolarmente più ambasciatori. Nei paesi ad alto rischio, tuttavia, gli ambasciatori sono normalmente protetti, in particolare gli ambasciatori in rappresentanza di paesi coinvolti in una guerra o che possono essere probabili bersagli di attentati terroristici. Vero, che di regola, i diplomatici russi tendono ad essere più coraggiosi/spericolati (scegliete voi il termine) dei loro omologhi occidentali: non si spaventano facilmente e gli piace mostrare di non aver paura. Ma quel tipo di atteggiamento deve essere tenuto sotto controllo da parte dei professionisti.

Francamente, mi fa arrabbiare vedere quanti russi siano stati uccisi da questo atteggiamento lassista nei confronti del rischio e della sicurezza personale. Sì, è molto nobile nell’essere coraggiosi, ma morire ammazzati da un maniaco è un modo stupido. Mi sentirei molto meglio se i funzionari e i politici russi fossero un pò meno coraggiosi e un po’ più attenti. Perché quello che è successo oggi suggerisce una domanda: chi sarà il prossimo?

Conclusioni

Quello che è successo oggi è una tragedia di fatto due volte più dolorosa,  perché  probabilmente poteva essere evitata. I servizi di sicurezza turchi, probabilmente durante la notte non hanno arrestato nessuno ma troveranno tutti  quelli che ha incontrato, da sempre, Mevlut Mert Aydinta, e avranno un sacco di confessioni. Sono abbastanza sicuro che condivideranno tanti di quei dati con i russi, se non altro per mostrare quanto siano dispiaciuti. Purtroppo, sia turchi che russi hanno una lunga tradizione di segretezza e non potremmo mai scoprire chi c’è, se c’era qualcuno, in realtà dietro Mevlut Mert Aydintas.

L’unica cosa di cui sono certo è che Putin non farà mosse dure, indipendentemente da chi c’è dietro questo omicidio. Se sono i takfiri, le persone più coinvolte moriranno nei prossimi due anni. Se fosse coinvolta la CIA, i russi staranno molto più attenti e potrebbero scegliere di agire in modo molto diverso, possibilmente passando per la prossima amministrazione. L’uccisione di ambasciatore Karlov non riuscirà a far saltare gli sforzi dei russi e degli iraniani per arrivare a una qualche soluzione regionale alla guerra in Siria, e non cambierà la determinazione russa di evitare che l’Impero Anglosionista trasformi la Siria in un altro Takfiristan.

Per quanto riguarda la Russia e la Turchia, fino a quando Erdogan resterà al potere  continueranno a cercar di collaborare.malgrado le probabilità e nonostante le differenze profonde e fondamentali che esistono. Né la Russia, né la Turchia, che hanno combattuto tra loro dodici guerre, hanno altre scelte.

 

Fonte: http://thesaker.is

Tratto da: www.comedonchisciotte.org

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

error: Alert: Content is protected !!