Germany Must Perish! La Germania deve morire! Il libro di Theodore Kaufman che ha fatto la storia. Paolo Germani - www.altreinfo.org

Germany Must Perish! La Germania deve morire! Il libro di Theodore Kaufman che ha fatto la storia. Paolo Germani

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Ci sono dei libri che hanno fatto la storia dell’umanità ed hanno influenzato gli eventi bellici più ancora delle armi e degli eserciti. Uno di questi libri, oggi quasi dimenticato, un tempo oggetto di culto, è sicuramente Germany Must Perish! (La Germania deve morire!).

Germany must perish

E’ stato scritto da Theodore Kaufman nel 1941, pubblicato negli Stati Uniti, tradotto in tutte le lingue e diventato in breve tempo un vero e proprio best seller, soprattutto nei salotti del potere, lì dove si incontrano tutte le persone che contano. Lo avevano letto anche Churchill, Stalin e Roosevelt, condividendone i contenuti e minacciando di realizzarli a guerra finita.

Germany must perish lo aveva letto anche Hitler. Nella pubblicità del libro, non a torto, scrivono:

Il libro che ha terrorizzato Adolf Hitler

E ogni pomeriggio, dal 1941 in poi, la radio tedesca leggeva un paragrafo di questo libro. Tanto per ricordare al popolo tedesco cosa sarebbe successo alla Germania in caso di sconfitta. Giusto perché capissero che non c’era nessuna alternativa al combattere fino alla fine, a morire tutti, in caso di sconfitta. E così fecero.

Sicuramente i tedeschi presero molto sul serio questo libro. In Germania, all’epoca lo conoscevano tutti. I bambini ne erano terrorizzati. Germany must perish dev’essere stato ben presente anche nella testa di Magda e Joseph Goebbels, quando il 1° maggio 1945 decisero di uccidere col cianuro i loro sei figli, per poi suicidarsi anche loro. Per i loro figli preferirono questa morte, così come fecero tanti altri tedeschi, salvandoli da quel destino atroce che aveva descritto minuziosamente Theodore Kaufman soltanto qualche anno prima. Quel destino che aspettava i tedeschi subito dopo la sconfitta e che era stato paventato anche da Winston Churchill e Franklin Roosevelt.

Chi era Theodore Kaufman

Theodore Newman Kaufman (22.01.1910 – 1.04.1986) era un facoltoso ebreo americano, di origini tedesche. Suo padre era stato un giornalista del Berliner Morgen-Zeitung di Berlino, prima di emigrare negli Stati Uniti nel 1905. Viste le sue origini, qualcuno potrebbe pensare che Kaufman fosse stato amico della Germania, ma non è così. Basta leggere qualche pagina del suo libro La Germania deve morire per capire quali erano i suoi sentimenti.

Non era un personaggio di secondo piano, bensì uno dei più ascoltati e apprezzati consiglieri del Presidente Roosevelt.

germany must perish e il suo autore, Theodore Kaufman

“Germany must perish”, scritto da Theodore Kaufman. Definire quest’uomo un razzista è troppo gentile…

Il piano Kaufman

Theodore Kaufman ha scritto il suo libro, interamente basato sull’odio razziale verso i tedeschi, molto prima che si incominciasse a parlare di campi di sterminio e prima ancora che gli Stati Uniti fossero coinvolti nella guerra. Il suo odio razziale non può avere alcuna giustificazione.

Nel libro Germany must perish, Kaufman propone di risolvere definitivamente il problema della Germania, sterminando 70 milioni di persone, sulla base del seguente piano:

  1. disarmare immediatamente e completamente l’esercito tedesco e rimuovere tutte le armi dal loro territorio;
  2. Confiscare tutte le strutture e gli impianti industriali e sostituire i lavoratori tedeschi con quelli alleati.
  3. Dividere l’esercito tedesco in gruppi, concentrarli in aree molto ristrette e sterilizzare i soldati.
  4. Organizzare la popolazione civile, sia maschile che femminile, all’interno di settori territoriali limitati e procedere con la loro completa sterilizzazione.
  5. Dividere l’esercito tedesco (dopo la sua sterilizzazione) in corpi di lavoro da adibire alla ricostruzione di quelle città che avevano distrutto durante la guerra.
  6. Dividere la Germania in parti e regolamentare le terre per il periodo successivo all’estinzione del popolo tedesco.
  7. Limitare tutti i viaggi civili dei tedeschi al di là delle frontiere stabilite finché non fosse stata completata la sterilizzazione.
  8. Obbligare la popolazione tedesca a imparare la lingua assegnata ai vari territori, cessare entro un anno la pubblicazione di tutti i libri, i giornali e gli avvisi in lingua tedesca, così come limitare le trasmissioni radiofoniche in lingua tedesca e bandire il suo insegnamento.
  9. E’ possibile applicare in modo meno rigoroso la sterilizzazione esentando dal trattamento soltanto i tedeschi i cui parenti, cittadini di nazioni vittoriose, si assumano la responsabilità finanziaria per le loro azioni.

Il delirio e l’odio razziale di Kaufman

Riportiamo un breve passaggio del libro La Germania deve morire, molto significativo in quanto mette in luce il piano delirante elaborato da Kaufman:

“La guerra di oggi non è una guerra contro Adolf Hitler. E non è nemmeno una guerra contro i Nazisti. E’ una lotta fra la nazione Tedesca e l’umanità. Questa volta la Germania ha obbligato il mondo ad una GUERRA TOTALE. Di conseguenza deve prepararsi a pagare una PENA TOTALE e questa non può essere che una sola: la Germania deve perire per sempre! Materialmente e non teoricamente!

La popolazione della Germania, esclusi i territori annessi e conquistati, è di circa 70 milioni, più o meno equamente distribuiti fra maschi e femmine. Per raggiungere lo scopo prefissato dell’estinzione tedesca sarebbe necessario castrarne 48 milioni .

Per quanto riguarda il tema della sterilizzazione maschile, la  cosa più facile e più veloce sarebbe di avvalersi dell’esercito in qualità di unità organizzate. Portando 20.000 medici, come numero arbitrario e presumendo che ognuno riesca a praticare 25 operazioni giornaliere, non ci vorrebbe più di un mese, al massimo, per completare la castratura. Ovviamente più dottori riusciamo a portare, oltre questi 20.000, e meno tempo sarebbe necessario. La restante popolazione maschile potrebbe poi essere tranquillamente castrata nel giro di tre mesi.

Per quanto riguarda la sterilizzazione femminile ci vorrà un po’ più di tempo. Si può prevedere che l’intera popolazione femminile tedesca potrà essere sterilizzata nel giro di tre anni o meno. La sterilizzazione completa di ambo i sessi, e non solo di uno, è da considerarsi necessaria in virtù dell’attuale dottrina tedesca in base alla quale anche una sola goccia di vero sangue tedesco rappresenta un tedesco.

Ovviamente, a sterilizzazione ultimata, non ci saranno più nascite in Germania. Ad un tasso normale di mortalità del 2% annuo, la popolazione in Germania diminuirà al ritmo di 1.500.000 unità all’anno. Pertanto nel giro di due generazioni, a costo di milioni di vite, l’eliminazione del Germanesimo e dei suoi portatori, sarà diventato un fatto compiuto“.

La fine della guerra

Il Piano Kaufman non venne applicato e i tedeschi, per loro fortuna, non furono né sterilizzati né sterminati. A guerra finita venne invece parzialmente applicato il Piano Morgenthau che prevedeva l’eliminazione per fame e stenti di venti milioni di tedeschi. Morgenthau era un altro ebreo di origine tedesca che odiava fino all’inverosimile i tedeschi. Fosse stato per lui li avrebbe uccisi tutti, ma per fortuna gli alleati si fermarono prima, soprattutto per merito del Presidente Harry Truman, facendo “soltanto” nove milioni di morti. A guerra finita e in tempo di pace. Per fame e stenti.

Questi furono i comportamenti dei liberatori. Quelli che stavano dalla parte giusta della storia.

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L’odio razziale degli ebrei verso i tedeschi

C’è anche un terzo ebreo coinvolto in questa storia di sterminio, non meno colpevole degli altri due. Si tratta di un giovane Henry Kissinger, inviato in Germania per controllare che il Piano Morgenthau fosse applicato in tutte le sue parti e che i tedeschi non ricevessero alcun aiuto umanitario, né medicine né alimenti. Il compito di Henry Kissinger, a lui molto gradito, era quello di controllare che i tedeschi morissero per fame. Tutto questo molto prima che Alfred Hitchcock filmasse i “campi di sterminio”.

Kaufman, Morgenthau e Kissinger, tutti e tre ebrei tedeschi, tutti e tre razzisti e spietati. Hollywood ci ha abituati soltanto all’odio dei tedeschi verso gli ebrei, ma non a quello, non meno feroce, degli ebreiverso i tedeschi. Chissà perché. Eppure, senza questi tre razzisti spietati, il mondo sarebbe stato un posto un po’ migliore.

 

di Paolo Germani

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