Propaganda e manipolazione: l'incredibile storia del sapone RIF, prodotto col grasso degli ebrei per i campi di concentramento nazisti. Paolo Germani - www.altreinfo.org

Propaganda e manipolazione: l’incredibile storia del sapone RIF, prodotto col grasso degli ebrei per i campi di concentramento nazisti. Paolo Germani

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Tra le molte prove che furono ammesse al Processo di Norimberga e che contribuirono in modo determinante non solo alla condanna a morte dei gerarchi nazisti, ma anche alla condanna morale di tutto il popolo tedesco, merita una particolare attenzione il sapone contrassegnato con la sigla RIF, il cui significato, a detta dell’accusa, indicava un sapone fatto con puro grasso ebraico destinato soprattutto ai campi di concentramento.

La truffa del sapone RIF, puro grasso ebraico

Il sapone RIF, puro grasso ebraico

Questa prova a dir poco sconcertante è stata presentata da Ilya Grigoryevich Ehrenburg, ebreo russo di origini lituane, prolifico scrittore e saggista, stalinista di ferro fino alla morte di Stalin. Ed il sapone fatto col grasso degli ebrei è stato anche accettato come prova dal Tribunale di Norimberga, nonostante anche un bambino avrebbe potuto constatare che si trattava soltanto di una menzogna. Ma si sa, per gli obiettivi che aveva il Tribunale di Norimberga, vale a dire criminalizzare il popolo tedesco nel suo insieme e non soltanto la sua classe dirigente, più erano mostruose le prove, più erano gradite e accettate.

Il sapone prodotto col grasso degli ebrei era solo una manovra di propaganda per influenzare e manipolare la coscienza delle masse.

Ed è proprio per questo che ci occupiamo dell’argomento. E’ stata una manovra di perfetta quanto cinica propaganda globale, architettata dagli alleati e diffusa in tutto il pianeta, sia durante la guerra che nell’immediato dopo guerra, uno storico esempio di manipolazione e condizionamento delle masse. A distanza di oltre settant’anni dalla fine della guerra, questa assurda falsità continua a vivere nell’immaginario collettivo dell’olocausto. E poco importa che anche gli ebrei abbiano accettato e denunciato la totale infondatezza di questa accusa rivolta ai tedeschi e che tutti i giornali del mondo ne abbiano parlato. Ancora oggi sono molti quelli che pensano che la storia del sapone RIF, fatto col grasso degli ebrei, sia vera e di generazione in generazione l’impatto mediatico non sembra diminuire.

Chi ha diffuso la menzogna del puro sapone ebraico

Il principale responsabile della diffusione di questa assurda menzogna è stato senza dubbio Ilva Eherenburg. Sin dal 1942 ha girato in lungo e in largo il mondo con le sue saponette marchiate RIF, sostenendo che la sigla significasse “Rein Judisches Fett“, vale a dire “puro grasso ebraico”. In realtà questa sigla non conteneva la lettera “J”, bensì la lettera “I” ed il suo corretto significato era “Reichsstelle fuer Industrielle Fettversorgung” (Centro Nazionale Approvvigionamento Grassi Industriali). Bastava conoscere un minimo la lingua tedesca per capirlo, ma a nessuno interessava la verità. E così, ancora oggi, a distanza di tanti anni, ci sono molte persone che credono che questa falsa storia del sapone fatto con gli ebrei sia vera. E a nulla è servita la smentita ufficiale degli stessi ebrei, fatta nel lontano 1990 (Dichiarazione di Shmuel KrakoskiDirettore degli Archivi del Museo Yad Vashem di Gerusalemme) e ripresa da tutta la stampa mondiale.

Articoli riguardanti il sapone marchiato RIF. Gli esperti dell'olocausto hanno detto che si tratta di una falsità, la notizia è stata ripresa da tutti i giornali del mondo. Ma non basta, l'idea sopravvive nell'immaginario collettivo della gente

Articoli riguardanti il sapone marchiato RIF. Gli esperti ebrei dell’olocausto hanno sostenuto ufficialmente che si trattava di una falsità. La notizia è stata ripresa con enfasi da tutti i giornali del mondo, ma non basta, la leggenda sopravvive nell’immaginario collettivo della Shoah, con la complicità degli stessi giornali che hanno diffuso, una tantum, la notizia.

Un’abile azione propagandistica e manipolatoria

Nella menzogna del sapone fatto col grasso degli ebrei ci sono tutti gli ingredienti fondamentali per elaborare una propaganda efficace e durevole nel tempo. Una azione propagandistica sicuramente studiata a tavolino:

  1. un orrendo prodotto immaginario, marchiato e ben riconoscibile (RIF), impossibile da controllare, fatto su scala industriale col grasso di milioni di ebrei e utilizzato nei campi di concentramento; manipolazione della sigla da “Reichsstelle fuer Industrielle Fettversorgung” in “Rein Judisches Fett”, poco importa che per sostenere questa menzogna sia stato necessario addirittura far finta che una “I” fosse una “J”;
  2. la vittima sacrificale, e cioè l‘intero popolo ebraico, compresi vecchi, donne e bambini;
  3. un carnefice universalmente riconosciuto come tale, identificato col male assoluto: la Germania nazista, le cui colpe sono automaticamente estese a tutta la popolazione tedesca, donne e bambini compresi;
  4. una sentenza del Tribunale di Norimberga che conferma la veridicità dei fatti, accetta e legittima la prova, condannando a morte i responsabili;
  5. la propaganda planetaria dei media che fanno da gran cassa di risonanza in tutto il mondo a ulteriore conferma del crimine commesso dal popolo tedesco contro il popolo ebraico; l’isolamento e la criminalizzazione di chiunque affermi il contrario;
  6. una serie di icone e interventi sporadici che ancora oggi richiamano alla memoria il fatto, come vero e non come falso. E tutto questo nonostante la menzogna e la manipolazione degli eventi siano stati apertamente riconosciute dalle stesse vittime.

Vale la pena schematizzare questa

mirabile quanto odiosa azione propagandistica che riesce a sortire i suoi effetti a distanza di settant’anni dagli eventi, criminalizzando un intero popolo

Gli alleati, dal nulla e senza alcuna prova, soltanto avvalendosi della calunnia, sono riusciti a criminalizzare un intero popolo e a giustificare davanti al mondo intero i crimini commessi contro i civili tedeschi, crimini derivanti dall’applicazione del Piano Morgenthau e dalla violazione dei diritti fondamentali degli esseri umani, in tempo di pace, non più in tempo di guerra.

SCHEMA LOGICO DELLA PROPAGANDA MANIPOLATORIA BASATA SUL “PURO SAPONE DI GRASSO EBRAICO”

Sapone RIF, puro grasso ebraico, una delle più grandi menzogne del ventesimo secolo, esempio di propaganda e manipolazione di massa

Sapone RIF, puro grasso ebraico, una delle più grandi menzogne del ventesimo secolo, esempio di propaganda e manipolazione di massa ben strutturata e tuttora efficace nel raggiungimento dei suoi obiettivi di lungo termine.

I veri criminali sono coloro che hanno diffuso e gestito da un punto di vista mediatico questa menzogna

I veri criminali sono coloro che hanno diffuso e sostenuto questa terribile bufala, servita soltanto a martoriare ancora il popolo tedesco, ben oltre le sue responsabilità.

Citiamo le parole di Simon Wiesenthal, ebreo austriaco, madrelingua tedesca, che ha dedicato tutta la sua vita a perseguitare i nazisti scampati all’eccidio di fine guerra e che già nel 1946 pubblicava su Der Neue Weg, il giornale della comunità ebraica austriaca, un articolo in materia:

«Fu nel Governatorato generale della Polonia (che iniziò la saponificazione degli ebrei) e la fabbrica si trovava in Galizia, a Belzec. Dall’aprile 1942 al maggio 1943, 900 mila ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica». In pratica i cadaveri sarebbero stati macabramente riciclati in diversi usi, quindi «il resto, lo scarto grasso residuo, veniva impiegato per la produzione di sapone. Il mondo civilizzato non può immaginare la gioia che questo sapone procurava ai nazisti del Governatorato generale e alle loro donne. In ogni pezzetto di sapone essi vedevano un ebreo che era stato messo là magicamente e al quale si era impedito di diventare un secondo Freud, Ehrlich o Einstein».

Non occorre commentare le parole di Wiesenthal. In queste poche righe c’è la falsificazione della storia, l’istigazione all’odio razziale verso i tedeschi, uomini e donne, e allo stesso tempo c’è un elogio incondizionato del popolo ebraico con l’esaltazione della sua superiorità (…si era impedito di diventare un secondo Freud, Ehrlich o Einstein).

I continui richiami della menzogna

Ricordiamo che tuttora si trova esposto nel Palazzo della Pace dell’Aia (Olanda) il sapone RIF prodotto col grasso degli ebrei, attribuito ai nazisti. E nello stesso palazzo si trova pure una improbabile e improponibile ricetta che spiega come questo sapone veniva fatto. I molti turisti provenienti dalla Cina e da tutto il mondo, alla sua vista, rimangono sconcertati e inorriditi. E’ una falsità ormai appurata, ma non viene corretta. Il sapone è ancora lì in bella mostra. Questo significa che l’opera di manipolazione delle coscienze, nonostante il passare degli anni, è ancora viva e attiva.

Vediamo inoltre alcune fotografie molto eloquenti che contribuiscono ad alimentare questa leggenda richiamandola continuamente alla memoria.

La tomba delle saponette fatte con il grasso degli ebrei a Cuba

I tentacoli della propaganda: la tomba delle saponette fatte con il grasso degli ebrei a Cuba

Tomba del falso sapone ebraico

Tomba del falso sapone ebraico

Tomba del cimitero ebraico di Radautz (Ungheria) in cui sono state sepolte alcune confezioni del puro sapone fatto col grasso degli ebrei. Tutto aiuta a mantenere vivo il mito

Tomba del cimitero ebraico di Radautz (Ungheria) in cui sono state sepolte alcune confezioni del puro sapone fatto col grasso degli ebrei. Tutto aiuta a mantenere vivo il mito

Tomba del Greenwood Cemetery, Atlanta -USA, contenente quattro confezioni di sapone fatto col grasso degli ebrei. “Le ultime cose terrene rimaste delle vittime ebraiche dell’olocausto nazista”.

tomba del sapone, nella città ungherese di Sighetu

Tomba del puro sapone di grasso ebraico, nella città ungherese di Sighetu

Sapone ebraicoJüdischer-Friedhof-in-Nizza, Francia

Sapone fatto col grasso degli ebrei, Jüdischer Friedhof, Nizza, Francia

Vale la pena ricordare che le prove acquisite durante il processo di Norimberga, tra cui appunto il sapone fatto col grasso degli ebrei, non possono essere né contestate né soggette a revisione, pena la denuncia per revisionismo e negazionismo. Insomma, chiunque metta in dubbio l’assurda decisione del Tribunale di Norimberga, prove alla mano, per legge è passibile di denuncia penale. Nessun tribunale, in nessun paese del mondo, nonostante le evidenze, potrà mai riabilitare le persone impiccate dagli alleati per i reati accertati da quel tribunale, anche se si sono avvalsi di prove false.

Anche questa decisione è voluta, in modo tale da evitare qualunque contestazione e condannare in ogni dove il revisionismo storico.

La verità non può essere ricercata. E’ stata stabilita per legge e a quella verità ci dobbiamo attenere tutti. Questa è forse la prima volta nella storia dell’umanità che avviene una cosa del genere. Ci furono altri casi, ma riguardavano aree culturali limitate e non hanno avuto questa portata storica.

Il sapone RIF di puro grasso ebraico è un capolavoro della propaganda globale e del condizionamento delle masse.

Quanti altri capolavori del genere ci sono?

 

di Paolo Germani

Fonte: altreinfo.org

 

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