Telegramma Zimmermann: come il sionismo internazionale fece entrare in guerra gli Stati Uniti. Paolo Germani - www.altreinfo.org

Telegramma Zimmermann: come il sionismo internazionale fece entrare in guerra gli Stati Uniti. Paolo Germani

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Molti storici pensano che il Telegramma Zimmermann abbia cambiato la storia del pianeta e sostengono che, se non ci fosse mai stato, il mondo sarebbe diverso da come lo conosciamo oggi. Infatti, a seguito proprio di questo telegramma, gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale, a fianco della Gran Bretagna e della Francia, cambiando definitivamente le sorti del conflitto, che stava risolvendosi o in un nulla di fatto o in una vittoria degli imperi centrali.

In realtà, ci sono molti buoni motivi per dubitare che il telegramma Zimmermann sia stato davvero determinante. Di certo, è stata la scusa, tanto agognata e cercata, per giustificare l’entrare in guerra degli Stati Uniti, contro il volere della popolazione.

Ma la spinta che il sionismo internazionale esercitava sugli Stati Uniti, economica, finanziaria, politica e mediatica, era così potente e pressante che o prima o poi gli Stati Uniti sarebbero comunque entrati in guerra, con o senza il telegramma.

La scusa sarebbe stata un’altra, il risultato finale lo stesso.

Decoding the Zimmermann Telegram, 100 Years Later

Il telegramma Zimmermann

Arthur ZimmermannIl Telegramma Zimmermann è un telegramma cifrato inviato il 16 gennaio 1917 dal Ministro degli Esteri Tedesco, Arthur Zimmermann, all’Ambasciatore Tedesco a Washington, Johann A. von Bernstorff, il quale lo ha poi inoltrarlo, tre giorni dopo, all’Ambasciatore Tedesco in Messico, Heinrich J.F. von Eckhardt.

Si tratta quindi di una comunicazione cifrata che il Ministro degli Esteri Tedesco, Arthur Zimmermann, aveva indirizzato all’Ambasciatore Tedesco in Messico.

Negli archivi tedeschi sono disponibili le bozze del telegramma. In alto trovate il telegramma cifrato, trasmesso tramite Western Union dall’ambasciata tedesca a Washington, così come è pervenuto all’ambasciata tedesca di Città del Messico.

Questo è il testo decodificato in inglese.

E questa è la traduzione in italiano.

A partire dal 1° febbraio intendiamo avviare una guerra sottomarina ad oltranza. Nonostante ciò cercheremo di mantenere gli Stati Uniti neutrali. Nel caso ciò non si verificasse, faremo al Messico una proposta di alleanza sulle seguenti basi: gestione congiunta della guerra e gestione congiunta della pace; offerta di un generoso aiuto economico e del nostro riconoscimento della riconquista dei territori perduti in Texas, Nuovo Messico e Arizona. I dettagli conclusivi potrà definirli Lei.

Lei informerà il Presidente [del Messico] di quanto sopra con la massima segretezza non appena l’entrata in guerra degli Stati Uniti sarà certa, aggiungendo che egli dovrebbe, di sua iniziativa, invitare il Giappone ad aderire immediatamente e nello stesso tempo mediare tra noi e il Giappone.

Per favore richiami l’attenzione del Presidente verso il fatto che l’impiego ad oltranza dei nostri sottomarini offre l’opportunità di costringere l’Inghilterra a firmare la pace entro pochi mesi. Accusare ricevuta.

Firmato: Zimmermann

La cifratura del telegramma

In sintesi, nel telegramma il Ministro degli Esteri Zimmermann chiede all’ambasciatore tedesco in Messico di proporre una specie di alleanza al Presidente del Messico, Venustiano Carranza, ma solo nel caso in cui gli Stati Uniti fossero entrati in guerra contro gli imperi centrali. I tedeschi avrebbero aiutato i messicani a riconquistare le terre perdute settant’anni prima ed avrebbero cercato di coinvolgere anche il Giappone nel conflitto. Il tutto doveva essere fatto solo nel caso in cui gli Stati Uniti avessero dichiarato guerra alla Germania, non prima.

La proposta era forse un po’ naive, soprattutto se consideriamo la scarsa capacità bellica del Messico in quel periodo, i problemi interni che stava attraversando il paese e la sua grande instabilità politica, ormai ai limiti della guerra civile.

Settant’anni prima il Messico aveva perso Texas, Nuovo Mexico ed Arizona. Sfidare gli Stati Uniti in una nuova guerra, in quelle condizioni, avrebbe significato perdere anche tutte le altre regioni del Nord, quindi già in partenza questa era una proposta irricevibile da parte di Carranza, il quale, precisiamo, non ricevette mai alcuna comunicazione in tal senso da pare dell’ambasciatore tedesco.

Il messaggio trasmesso da Berlino a Washington era stato cifrato utilizzando il nuovo Codice Segreto 7500. Siccome l’Ambasciatore in Messico, von Eckhardt, non disponeva di questo codice, l’Ambasciatore a Washington, dopo averlo ricevuto e decifrato, lo ricodificò utilizzando il vecchio Codice segreto 13040 per poi inviarlo in Messico.

Secondo la storiografia ufficiale, gli inglesi non erano in grado di decifrare completamente il codice segreto 7500, in quanto era appena stato creato dai tedeschi. Mentre invece, erano in grado di decifrare il codice 13040. E quindi intercettarono il telegramma destinato all’ambasciata in Messico e trascrissero il contenuto.

Cronistoria del telegramma

E’ importante comprendere la tempistica degli eventi che portarono alla dichiarazione di guerra da parte degli Stati Uniti, collegandola a quella della Dichiarazione Balfour, di cui parleremo in seguito. Ci sono infatti alcuni punti da chiarire.

12 gennaio 1917: prime bozze del telegramma Zimmerman, disponibili nell’archivio di stato tedesco.

16 gennaio 1917:  Zimmermann invia il telegramma all’ambasciatore tedesco a Washington nel nuovo codice 7500. Gli inglesi lo intercettano, ma non sono ancora in grado di decifrare questo codice, o meglio, i documenti storici dimostrano che erano in grado di comprendere il contenuto, ma non di decodificarlo alla perfezione.

William Reginald Hall, the head of Room 40

William Reginald Hall, la stanza 40

19 gennaio 1917: l’ambasciata tedesca decodifica il telegramma, lo ricodifica e lo trasmette a Città del Messico utilizzando il vecchio codice 13040. Gli inglesi intercettano il telegramma, e riescono a decifrarlo. La decodifica viene effettuata da William Reginald Hall, nella famosa Stanza 40.

25 gennaio 1917: Woodrow Wilson inizia il suo 2° mandato come presidente degli Stati Uniti. Era stato eletto col motto “America First” promettendo agli elettori che avrebbe tenuto gli Stati Uniti lontano dalla guerra. Tutta la sua campagna elettorale era basata su questa certezza.

31 gennaio 1917: la Germania annuncia una guerra sottomarina senza restrizioni contro la Gran Bretagna, da iniziare il giorno seguente. I tedeschi pensavano che questo fosse l’unico modo per fermare gli approvvigionamenti di materiale bellico proveniente dagli Stati Uniti e diretto verso la Gran Bretagna.

3 febbraio 1917: gli Stati Uniti interrompono le relazioni diplomatiche con la Germania ed intimano all’ambasciatore di lasciare il paese.

7 febbraio 2017: primo incontro documentato tra Sir Mark Sykes, in rappresentanza del Governo della Gran Bretagna, Chaim WeitzmannLord Rothschild, in rappresentanza del sionismo internazionale. I sionisti avanzano una richiesta ufficiale, indirizzata a Lord Arthur Balfour, Ministro degli Esteri della Gran Bretagna, affinché si esprima pubblicamente in favore degli insediamenti ebraici in Palestina.

14 febbraio 1917: l’Ambasciatore tedesco negli Stati Uniti, il conte Bernstorff, lascia New York sul piroscafo danese Friedrich VIII, diretto a Copenaghen.

16 febbraio 1917: il piroscafo Friedrich VIII viene dirottato nel porto di Halifax. L’ambasciatore viene trattenuto per due settimane senza poter comunicare con il mondo esterno. L’estromissione di Bernstorff dalle trattative è importane. Era un personaggio altamente influente che aveva sempre operato nell’interesse della Germania per garantire la pace con gli Stati Uniti.

17 febbraio 1917: prima conferenza completa che porta alla Dichiarazione Balfour. Erano presenti in rappresentanza del sionismo internazionale: Rabbi Gaster, Lord Rothschild, Herbert Samuel, James de Rothschild, Nabum Sokolow, Joseph Cowen, Herbert Bentwich, Harry Sacher, Chaim Weizmann; in rappresentanza del governo britannico era presente Sir Mark Sykes.
In quella riunione viene stipulato un accordo formale tra inglesi e sionisti. Vengono concordati i termini di quella che porta il nome di Dichiarazione Balfour: i sionisti si impegnano a far entrare in guerra gli Stati Uniti, utilizzando tutto il potere politico, finanziario, economico e mediatico di cui dispongono, una vera e propria corazzata, mentre la Gran Bretagna si impegna, dopo aver vinto la guerra e preso possesso dei territori palestinesi, a favorire l’ingresso degli ebrei in quei territori. Uno scambio considerato conveniente da entrambe le parti: vittoria per gli inglesi, Terra Promessa per gli ebrei. Al di là della Palestina, gli ebrei, sionisti e anti-sionisti, erano comunque molto interessati ad una vittoria degli alleati. Questa avrebbe demolito gli imperi centrali, aprendo nuove ed ampie prospettive di sviluppo futuro.

23 febbraio 1917: gli inglesi, probabilmente dopo aver ricevuto una copia del telegramma, originale in lingua tedesca, consegnano all’Ambasciatore degli Stati Uniti il telegramma in inglese.

27 febbraio 1917: viene permesso al piroscafo Friedrich VIII di salpare da Halifax.

1 marzo 1917: viene pubblicato dalla stampa il contenuto del Telegramma, reso pubblico dal governo statunitense. L’impatto mediatico è enorme. Si scatena la stampa sionista, con tutta la sua potenza di fuoco, e l’intero apparato mediatico. La notizia viene manipolata dai giornali, travisando il contenuto reale del telegramma.

Il New York Times titola così:

“La Germania alla ricerca di un’alleanza contro gli Stati Uniti; a tal fine interpella Giappone e Messico; il testo completo della proposta è stato reso pubblico”.

Il Washington Post titola:

“Sventato complotto tedesco per conquistare gli Stati Uniti con l’aiuto di Giappone e Messico: particolari sul piano, avviato a Berlino il 19 gennaio, promosso da von Bernstoff, ora nelle mani del Presidente”

Tuttavia, tra la popolazione permangono molti dubbi sull’autenticità del telegramma. Per molti la notizia non è credibile, per altri è ridicola e non rappresenta comunque una minaccia concreta. Gli americani manifestano per la pace. Era risaputo, nonostante l’imponente propaganda anti-tedesca, che la Germania non era affatto interessata a provocare l’ingresso in guerra degli Stati Uniti. L’assenza dell’ambasciatore tedesco ha avuto un peso rilevante, in quanto non poteva mediare col governo degli Stati Uniti e rappresentare le intenzioni dei tedeschi. Il popolo americano era comunque contrario all’ingresso degli Stati Uniti in guerra.

Alcuni senatori obiettarono sull’autenticità del telegramma, scrivendo al Governo Britannico:

“Questo Governo non nutre alcun dubbio sull’autenticità del messaggio, sarebbe tuttavia molto proficuo se il Governo Britannico Le consentisse di decifrare personalmente il messaggio originale di cui noi abbiamo ottenuto copia dall’ufficio telegrafico di Washington…… Garantisca (al Ministro degli Esteri Arthur Balfour) che abbiamo esitato prima di fare questa richiesta”.

29 marzo 1917: tutto sembra rientrare. Ma a sorpresa, il 29 marzo, per motivi che rimangono tuttora ignoti, Arthur Zimmerman in persona riconosce l’autenticità del telegramma.

Ecco la prima parte della lettera di Zimmermann:

I wrote no letter to General Carranza.  I was not so naive.  I merely addressed, by a route that appeared to me to be a safe one, instructions to our representative in Mexico.
It is being investigated how these instructions fell into the hands of the American authorities.  I instructed the Minister to Mexico, in the event of war with the United States, to propose a German alliance to Mexico, and simultaneously to suggest that Japan join the alliance.
I declared expressly that, despite the submarine war, we hoped that America would maintain neutrality.
My instructions were to be carried out only after the United States declared war and a state of war supervened.  I believe the instructions were absolutely loyal as regards the United States.

Non ho scritto nessuna lettera al generale Carranza. Non sono così ingenuo. Ho semplicemente inoltrato, seguendo un percorso che mi sembrava sicuro, delle istruzioni per il nostro ambasciatore in Messico.
Stiamo indagando su come queste istruzioni siano finite nelle mani delle autorità americane. Ho incaricato l’Ambasciatore in Messico, in caso di guerra con gli Stati Uniti, di proporre un’alleanza tedesca al Messico e allo stesso tempo di suggerire che il Giappone si unisse a questa alleanza.
Ho dichiarato espressamente che, nonostante la guerra sottomarina, speravamo che l’America avrebbe mantenuto la neutralità.
Le mie istruzioni dovevano essere eseguite solo dopo e se gli Stati Uniti dichiaravano guerra. Credo che tali istruzioni siano state assolutamente leali verso gli Stati Uniti.

2 aprile 1917: il Presidente Wilson convoca il Congresso e chiede di approvare la dichiarazione di guerra. Nonostante il furore orchestrato dei media, la maggior parte degli americani si oppone ancora alla guerra; tuttavia, solo una manciata di senatori e deputati si oppone alla dichiarazione di guerra.

6 aprile 1917: gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania sull’onda emotiva delle ammissioni di Zimmermann. Subito dopo viene avviata una straordinaria e martellante propaganda di guerra, volta a convincere gli americani che la guerra era necessaria per “salvare la democrazia nel mondo”.

2 novembre 1917: il Ministro degli Esteri della Gran Bretagna Balfour firma la lettera Balfour indirizzata a Lord Rothshild, in cui si impegna a favorire l’insediamento degli ebrei in Palestina, terra che in quel momento apparteneva all’Impero Ottomano.

Dubbi e punti oscuri

Ci sono tre aspetti che riguardano il Telegramma Zimmermann, non ancora chiariti dalla storia:

  1. come facevano gli inglesi ad avere già decifrato una parte del nuovo codice segreto 7500 dei tedeschi e l‘intero codice 13040;
  2. perché Zimmermann scrisse quel telegramma sconclusionato, proponendo alleanze improbabili e irrealizzabili, prive di fondamento concreto;
  3. perché, quando tutto sembrava essere rientrato, Zimmermann sentì il bisogno di ammettere che quel telegramma era autentico, dipanando ogni dubbio e dando il via, di fatto, all’entrata in guerra degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda i codici, sappiamo per certo che la stessa situazione si è verificata nella seconda guerra mondiale. In quel caso si trattava del famoso Codice Enigma. O accettiamo il fatto che gli inglesi hanno sempre dei geniali e insuperabili maestri nella decodifica dei messaggi criptati o, più realisticamente, accettiamo il fatto che qualche tedesco ha tradito il suo paese, passando codici segreti e informazioni riservate, agevolando in questo modo il lavoro degli inglesi.

La versione degli inglesi, naturalmente, è quella dei geni dotati di abilità divinatorie straordinarie.

Nessun traditore si è mai fatto avanti per dichiarare il proprio tradimento. Bisogna comunque tener conto, per completezza d’informazione, che nella Germania del 1917 non c’era alcuna discriminazione verso gli ebrei, che avevano accesso alle più alte cariche dello Stato. In sostanza, c’erano molti sionisti ai vertici dell’Impero. Quindi, avevano accesso anch’essi alle informazioni riservate. Alcuni storici sostengono, addirittura, che gli inglesi non sapessero nulla del telegramma, ma vennero informati proprio dai sionisti tedeschi.

Le informazioni sul telegramma e l’appoggio della lobby sionista furono quindi la contropartita per la Palestina.

Per fare chiarezza sul maldestro intervento di Zimmermann, sia in fase di stesura del telegramma, sia in fase di autodenuncia, è necessario approfondire il contesto generale e cercare di capire meglio chi era Arthur Zimmermann. Ma questo va oltre gli obiettivi di questo articolo.

Propaganda e pressione mediatica

La propaganda di guerra negli Stati Uniti si era già mossa per tempo. All’epoca il condizionamento mediatico dei film e delle immagini era agli inizi, ma la sua efficacia era ben nota.

Prima del telegramma Zimmermann, era già stato proiettato nei grandi schermi il film “Il grido di battaglia della Pace” (1915), in cui gli invasori tedeschi assalivano le fanciulle virtuose di New York City.

Le strade delle grandi città americane erano già tappezzate di immagini che richiamavano alla brutalità dei tedeschi. Era già partita la propaganda che criminalizzava i soldati tedeschi, rei di tagliare le mani ai bambini belgi.

I tedeschi erano rappresentati come violenti scimmioni aggressivi, esattamente come erano stati rappresentati gli spagnoli nella guerra ispano-americana del 1898.

A sinistra gli spagnoli nel 1898, a destra i tedeschi nel 2017

Ma questo era solo l’inizio. Gli Stati Uniti approvarono, subito dopo la dichiarazione di guerra, leggi speciali che di fatto vietavano le posizioni critiche, togliendo in pratica la libertà di parola a tutti coloro che erano contrari alla guerra (Espionage Act of 1917).

Poi chiamarono Edward Bernays, il nipotino di Sigmund Freud, alla guida del Ministero della Propaganda, ovvero il Committee on Public Information

Sei mesi dopo i ragazzi americani erano entusiasti di andare in guerra, a combattere per la libertà e, soprattutto, per la democrazia nel mondo, contro gente che non conoscevano, senza capirne bene i motivi.

Ed anche le loro famiglie erano orgogliose di avere figli morti in battaglia.

In realtà quei ragazzi americani andarono a combattere per realizzare i sogni di altri. E non fu né la prima né l’unica volta.

di Paolo Germani

Fonte: www.altreinfo.org

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Bibliografia 

  • Henry F. Schorreck, “Il telegramma che cambiò la storia”; Cryptologic Spectrum, Estate 1970, pagg. 22-23.
  • William F. Friedman e Charles J. Mendelsohn, The Zimmermann Telegram of January 16, 1917 and Its Cryptographic Background (Washington D.C.: War Department Office of the Chief Signal Officer, 1938), pag. 6.
  • Schorreck, “Il telegramma”, p. 26.
  • Barbara W. Tuchman, The Zimmermann Telegram (New York Ballantine 1984), pag. 146.
  • “Germany seeks an alliance Against Us; Asks Japan and Mexico to join her; Text of her proposal made public”, New York Times, March 1, 1917, p. 1; Jules Witcover, Sabotage at Black Tom: Imperial Germany’s secret war in America – 1914-1917 (Chapel Hill, N.C.: Algonquin Books of Chapel Hill, 1989), pag. 222.
  • Testo della lettera di Zimmerman al Presidente: Source Records of the Great War, Vol. V, ed. Charles F. Horne, National Alumni 1923
  • Donald E. Schmidt, The Folly of War: American Foreign Policy, 1898-2005 (New York: Algora Publishing, 2005), 72.
  • Winston S. Churchill, The World Crisis, 1911-1918 (1931; reprint, New York: Free Press, 1959), 294.
  • Curtis B. Dall, FDR: My Exploited Father-in-Law (Washington: Action Associates, 1970), 137
  • Charles Seymour, ed., The Intimate Papers of Colonel House, Vol. 1 (Boston: Houghton Mifflin, 1926), 160.
  • 8. Burton J. Hendrick, The Life and Letters of Walter H. Page, Vol. 1 (New York: Doubleday, Page & Co., 1923), 436.
  • Great Britain, the Jews and Palestine, Samuel Landman
  • Behind the Balfour Declaration Britain’s Great War Pledge To Lord Rothschild – By Robert John
  • The Landman Document – The little-known origins and history of the Balfour Declaration – From Count Leon de Poncins state secrets, 1977. Precisiamo che i collegamenti tra telegramma Zimmermann, appoggio del Sionismo internazionale all’ingresso in guerra degli Stati Uniti e Lettera Balfour è documentato da innumerevoli dichiarazioni e documenti storici, tra cui il fondamentale Documento Landman.

Sitografia

  • http://lovkap.blogspot.it/2012/04/truth-about-zimmerman-telegram-how-usa.html
  • https://www.firstworldwar.com/source/zimmermann_speech.htm
  • http://totallyhistory.com/arthur-zimmermann/
  • https://archiv.diplo.de/arc-de/das-politische-archiv/das-besondere-dokument/zimmermann-telegramm/1433690

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