Julius Streicher, Der Stürmer: il vignettista più famoso del Terzo Reich. Paolo Germani - www.altreinfo.org

Julius Streicher, Der Stürmer: il vignettista più famoso del Terzo Reich. Paolo Germani

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Durante il Terzo Reich ci fu un vignettista tedesco molto famoso. I suoi disegni girano ancora in Internet e vengono spesso imitati se non addirittura ricopiati o ripresi integralmente. Si tratta di Julius Streicher, direttore e vignettista della rivista Der Stürmer. Era un acerrimo nemico degli ebrei e non perdeva occasione per scrivere sulla prima pagina del giornale la fatidica frase:

“Die Juden sind unser Unglück”

“Gli ebrei sono la nostra disgrazia”

E infatti, gli ebrei erano sempre i protagonisti delle sue vignette.

Il processo di Norimberga

Streicher non partecipò alla guerra, non uccise nessuno, non imbracciò le armi, non si macchiò di nessun reato grave, sin dal 1940 era stato esautorato e non ricopriva incarichi dirigenziali all’interno del Partito Nazionalsocialista, non era una persona particolarmente violenta. Ma quei disegni non andarono giù agli ebrei. E infatti, su loro richiesta, venne comunque processato a Norimberga e condannato a morte per “reati contro l’umanità”, ovvero per il reato di “istigazione all’odio razziale” contro gli ebrei.

In realtà, è assodato che i tedeschi non si fecero molto influenzare dalle sue vignette. Anzi, certe esagerazioni non erano gradite nemmeno ai gerarchi nazisti che fecero il possibile per allontanarlo dal partito. Soltanto Hitler, soprattutto per riconoscenza e amicizia, e forse anche per convinzioni personali, permise a Streicher di continuare nel suo lavoro di vignettista, togliendogli però la direzione del giornale.

La popolazione tedesca, comunque sia, non apprezzava il modo in cui Streicher raffigurava il mondo ebraico, soprattutto perché percepivano in questa rappresentazione una certa ossessione maniacale. Tra gli ebrei c’erano anche moltissimi medici, apprezzati dalla gente comune, perché di grande spessore umano, affidabili e competenti. C’erano anche ottimi avvocati e uomini di cultura che non rispondevano al modello di ebreo descritto da Streicher.

Il 16 ottobre 1946 Julius Streicher venne impiccato nel carcere di Norimberga.

Julius Streicher avrebbe avuto molte attenuanti. Ad esempio, i disegni che raffiguravano i sanguinari bolscevichi ebrei erano molto reali, almeno dal suo punto di vista. Noi lo abbiamo capito a distanza di settant’anni cos’era davvero successo in Unione Sovietica, lui invece lo aveva vissuto in modo quasi diretto. Le stragi di cristiani non erano passate inosservate, e nemmeno l’Holodomor, il genocidio dei contadini Ucraini. Gli ebrei in tutti questi crimini, questi sì contro l’umanità, avevano avuto un ruolo di primo piano. Ed è il grande scrittore Aleksandr Solženicyn ad affermarlo, non un complottista qualsiasi.

Cosa dire poi della dichiarazione Balfour, vissuta dai tedeschi come un vero e proprio tradimento da parte degli ebrei. Altra attenuante per Streicher è stata di sicuro la Grande Depressione. Oggi abbiamo dei dubbi sulle sue cause, ma all’epoca dubbi non ce n’erano. Erano stati i banchieri ebrei a scatenare le speculazioni che avevano dato luogo alla crisi del ventinove. E per i banchieri ebrei, negli Stati Uniti e non in Germania, era stato coniato il termine Banksters. Non dal popolo ma da un magistrato di primo piano, Ferdinand Pecora, incaricato dal governo americano di far luce sulle cause della crisi.

Un secolo dopo la storia si è ripetuta, e il termine banksters è stato riesumato, senza però quella attribuzione specifica di responsabilità che portava con sé negli anni trenta e di cui Julius Streicher si fece portavoce fino alle estreme conseguenze.

La storia si ripete e la finanza predatoria genera ancora miseria e povertà in tutto il mondo.

E’ proprio per questo che i disegni di Julius Streicher sopravvivono ancora nel Web.

 

di Paolo Germani

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