Uno studio rivela che i bambini non vaccinati sono più sani di quelli vaccinati - www.altreinfo.org

Uno studio rivela che i bambini non vaccinati sono più sani di quelli vaccinati

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Secondo un recente studio condotto sulle cartelle cliniche di 3.300 pazienti di uno studio pediatrico, i bambini non vaccinati sono più sani dei bambini vaccinati. E’ il primo studio di questo tipo e i risultati non sono di certo sorprendenti, vista la quantità di sostanze tossiche che vengono inoculate insieme ai vaccini.

Malattie croniche: i bambini non vaccinati sono più sani dei bambini vaccinati

Secondo un nuovo studio pubblicato il 22 novembre 2020 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, i bambini non vaccinati sono più sani di quelli vaccinati.

Lo studio – “Incidenza relativa delle visite dallo studio medico e tassi cumulativi di diagnosi fatturate per la vaccinazione”– di James Lyons-Weiler, de Paul Thomas, è stato condotto su 3.300 pazienti dello studio pediatrico del Dr. Thomas in Oregon, “Integrative Pediatrics“.

Questo studio si aggiunge a un elenco crescente di articoli pubblicati (Mawson, 2017; Hooker e Miller, 2020) che confrontano la salute dei bambini vaccinati con quella dei bambini non vaccinati. Questi studi suggeriscono che abbiamo a lungo sottovalutato l’entità del danno causato dai vaccini e che le cause delle epidemie di malattie croniche nei bambini non sono più un mistero.

Uno studio che il CDC ha sempre rifiutato di fare

Dal 1986, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) sono obbligati per legge a condurre studi sulla sicurezza dei vaccini e a pubblicare ogni due anni un rapporto sulla sicurezza delle vaccinazioni infantili.

Nel 2018 è stato appurato che non l’avevano mai fatto. Spetta quindi ai gruppi non governativi fare il lavoro che il CDC si è rifiutato di fare.

Poiché lo studio di Lyons-Weiler e Thomas mostra che i bambini vaccinati soffrono più spesso di malattie croniche e hanno anche maggiori probabilità di contrarre infezioni respiratorie, coloro che minimizzano i rischi del vaccino dovranno impegnarsi in un nuovo ciclo di macchinazioni per tentare di invalidare i risultati.

Nonostante l’accuratezza con cui è stato condotto questo studio, possiamo facilmente immaginare che i critici citeranno solo dati scientifici opposti. Tuttavia non potranno farlo così facilmente, visto che non sono mai stati fatti studi scientifici si questo genere. Per distrarci dalle scoperte scientifiche di questo studio, ci aspettiamo che i critici si ispirino a tattiche ben collaudate, vale a dire quella di dirigere attacchi ad personam contro gli autori dello studio, o a criticare la rivista in cui è stato pubblicato o ad affermare che la sua metodologia era inaffidabile.

Lo studio di Lyons-Weiler e Thomas rafforza il paradigma emergente secondo cui i vaccini possono causare ancora più danni di quelli finora documentati.

La pediatria pratica è l’ideale per studiare i risultati delle vaccinazioni

La pratica pediatrica di Thomas segue il piano di vaccinazione approvato dal Dr. Paul, che consente ai genitori di dare il consenso informato e prendere decisioni sulle scelte di vaccinazione per i loro figli. Questo piano è stato sviluppato per ridurre l’esposizione ai vaccini contenenti alluminio e per consentire ai genitori di interrompere o ritardare le vaccinazioni se vedono alcuni segni rivelatori di un danno da vaccino.

Condizioni come allergie, eczema, sviluppo ritardato o insorgenza di malattie autoimmuni sono segni tipici che indicano che il sistema immunitario di un bambino non risponde ai vaccini in modo normale.

Risultati dello studio basati sull’incidenza relativa delle visite ambulatoriali pediatriche

Lo studio di Lyons-Weiler e Thomas è stato condotto tra le cartelle cliniche dei pazienti pediatrici dello studio di Thomas in Oregon, per un periodo di 10 anni. Gli autori hanno scoperto che l’incidenza relativa delle visite in ambulatorio pediatrico era più rilevante tra i vaccinati.

Secondo questi studi, i collegamenti tra la vaccinazione e molti problemi di salute erano sostanziali.

I bambini non vaccinati hanno meno febbre e richiedono cure pediatriche 25 volte inferiori, all’infuori del normale follow-up medico, dei bambini sani

I risultati di questa ricerca mostrano che i bambini vaccinati vanno dal medico più spesso rispetto ai bambini non vaccinati. Il CDC raccomanda 70 dosi di 16 vaccini prima che un bambino compia 18 anni.

Al di fuori del follow-up medico normale, i bambini che hanno ricevuto dal 90 al 95% dei vaccini raccomandati dal CDC per la loro fascia di età avevano circa 25 volte più probabilità rispetto al gruppo non vaccinato di recarsi dal pediatra per una visita conseguente a febbre.

I bambini vaccinati nello studio avevano da 3 a 6 volte più probabilità di presentarsi al pediatra per un trattamento correlato ad anemia, asma, allergie e sinusiti rispetto ai loro omologhi non vaccinati.

I grafici seguenti mostrano il numero cumulativo di visite in ambulatorio pediatrico per età e per varie condizioni nei bambini completamente vaccinati rispetto a quelli non vaccinati.

© James Lyons-Weiler e Paul Thomas

Nessun caso di ADHD nei non vaccinati

In una scoperta sorprendente che sicuramente sconvolgerà la comunità psichiatrica, a nessun bambino non vaccinato nello studio è stato diagnosticato un Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), mentre allo 0,063% del gruppo vaccinato è stato diagnosticato l’ADHD. I tassi complessivi di ADHD e autismo erano circa la metà di quelli nella popolazione generale dei bambini americani.

Bassi tassi di varicella e pertosse nei bambini vaccinati e non vaccinati

A un quarto di punto percentuale dei bambini vaccinati è stata diagnosticata la varicella o la pertosse, mentre mezzo punto percentuale dei non vaccinati hanno avuto diagnosi con varicella, pertosse o rotavirus.

È significativo che nessun caso di morbillo, parotite, rosolia, tetano, epatite o altre infezioni bersaglio del vaccino sia stato registrato nelle persone vaccinate o non vaccinate durante i 10,5 anni dello studio.

I bambini vaccinati hanno il 70% di probabilità in più di contrarre un’infezione respiratoria

Le vaccinazioni generalmente sembrano rendere i destinatari più suscettibili allo sviluppo di infezioni. È quindi ironico, ma non sorprendente, che i bambini vaccinati si presentassero all’ufficio pediatrico con infezioni respiratorie in una percentuale pari al 70% in più rispetto ai bambini non vaccinati.

Questa scoperta probabilmente spiega il motivo per cui i bambini vaccinati si presentano così spesso dal pediatra con la febbre.

Conclusione

Lo studio ha rivelato che i vaccini non sono solo associati a effetti negativi sulla salute, ma sono anche associati a effetti negativi più gravi e più cronici sulla salute di quel che si possa pensare. Il 54% dei bambini e dei giovani adulti negli Stati Uniti soffre di malattie croniche che si traducono nella prescrizione di farmaci per tutta la vita. Sembra che il dolore e la sofferenza potrebbero essere ridotti facendo una scelta informata sui rischi reali della vaccinazione e tenendo conto dei segni di suscettibilità ai vaccini.

Mentre gli autori chiedono che più studi vengano condotti utilizzando una metodologia simile, questo studio dovrebbe certamente indurre i pediatri a fare una pausa e chiedersi se stanno contribuendo alle malattie croniche per tutta la vita di alcuni dei loro pazienti.

 

di Alix Mayer

Fonte: https://childrenshealthdefense.org

Traduzione e sintesi: www.altreinfo.org

© Riproduzione Riservata

***

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

You may also like...

error: Alert: Content is protected !!